Jorge Eielson e Armando Marrocco. Intrecci Nodali

Jorge Eielson e Armando Marrocco. Intrecci Nodali

 

Dal 24 Febbraio 2015 al 10 Aprile 2015

Milano

Luogo: Il Castello Modern and Contemporary Art

Indirizzo: via Brera 16

Orari: da martedi a sabato 11-13,30 / 15-19; lunedi 15-19

Curatori: Angela Madesani

Telefono per informazioni: +39 02 862913

Sito ufficiale: http://www.ilcastelloarte.it


Il 24 febbraio 2015 alle 18,30 inaugura alla galleria Il Castello Modern and Contemporary Art in Via Brera 16 a Milano la mostra Intrecci nodali, a cura di Angela Madesani, che propone 15 opere sui toni del bianco di Jorge Eielson (1924-2006) e di Armando Marrocco (1939).  Non si tratta di una collettiva o di una doppia personale, bensì di uno stimolante dialogo tra due importanti artisti che, pur non avendo mai collaborato, hanno parecchi punti di contatto. 
La mostra, ideata da Adriano Conte e Marcello Conte, è inserita nei suggestivi spazi della galleria Il Castello Modern and Contemporary Art, cornice ideale di un percorso espositivo inedito in grado di valorizzare la proposta curatoriale della storica dell’arte Angela Madesani.
Il testo in catalogo pone in evidenza l’interessante legame che entrambi gli artisti hanno avuto con uno dei più significativi critici d’arte della seconda parte del XX secolo, il francese Pierre Restany. Per i due autori la sua figura, i suoi scritti, hanno costituito un imprescindibile punto di riferimento.
Del peruviano Eielson, che ha passato buona parte della sua vita nel nostro paese, sono in mostra i Nodi: un lavoro complesso e semplice al tempo stesso, vigoroso ed essenziale, in grado di sottolineare le due componenti culturali dell’artista, una occidentale e l’altra orientale. Eielson aveva infatti studiato approfonditamente il buddhismo Zen.
Di Armando Marrocco è in mostra un lavoro realizzato attraverso materiali poveri: gli Intrecci degli anni Sessanta, un lavoro particolarmente amato da Lucio Fontana, al quale l’artista deve il consiglio di trasferirsi dalla Puglia a Milano, trasferimento che avrebbe profondamente modificato le sue scelte e l’andamento della sua carriera. Un lavoro questo di Marrocco, che lo colloca, a pieno titolo, nell’atmosfera artistica e culturale della quale si è trovato a fare parte. 
Il dialogo che viene, così, a crearsi tra i due artisti non mancherà di suscitare sorprese per aprire affascinanti orizzonti e nuove prospettive di lettura.

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