La ceramica prende forma
Fausto Melotti, Giraffa, 1955 ca
Dal 24 Settembre 2015 al 30 Ottobre 2015
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Montrasio Arte
Indirizzo: via di Porta Tenaglia 1
Orari: mar-ven 11-13 / 14-18
Curatori: Ruggero Montrasio
Telefono per informazioni: +39 02 878448
E-Mail info: montrasio@montrasioarte.com
Sito ufficiale: http://www.montrasioarte.com
Giovedì 24 settembre alle ore 18.30 si aprirà nella sede di Montrasio Arte in via di Porta Tenaglia 1 la rassegna a cura di Ruggero Montrasio “La ceramica prende forma”, dedicata ai grandi interpreti della ceramica italiana del XX secolo. In mostra opere scelte di Arturo Martini, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Leoncillo Leonardi, Salvatore Fancello, Agenore Fabbri, Nanni Valentini.
Il catalogo bilingue comprende un saggio di Alberto Crespi, riproduzioni di tutte le opere esposte, un’antologia di testi autografi dei vari artisti, stralci di testi critici significativi, biografie e bibliografia essenziale.
Il testo introduce ai luoghi nodali, per intrecci di relazioni e crescita tecnica e artistica, dei vari interpreti rappresentati in mostra: sopra tutti la scuola di arti decorative ‘Istituto superiore di Industrie artistiche’ attiva tra le due guerre alla Villa Reale di Monza con le Biennali internazionali d’arti decorative; le Triennali di Milano, vetrina internazionale della creatività e culla del design italiano; i laboratori “Giuseppe Mazzotti” di Albisola, crogiolo di esperienze creative, resi celebri da Tullio d’Albisola. Dagli anni Venti, l’incremento dei laboratori ceramici in diverse regioni e sedi, da Faenza a Umbertide, dalla Toscana alla Liguria, corrisponde a un’accresciuta esigenza dell’utenza borghese che si prolunga fino alla seconda guerra, dopo la quale l’intera struttura manifatturiera del Paese subisce inevitabili trasformazioni. La fiorente sperimentazione ivi effettuata lungo oltre mezzo secolo ha corroborato il livello tecnico, rinnovato l’iconologia applicata alla produzione e promosso la creazione ceramica a scultura d’arte.
Le opere in mostra sono significative dei caratteri propri ai vari artisti e dell’evoluzione della loro poetica in relazione con singolari potenti innovazioni nel linguaggio della scultura. Considerano le stagioni dell’arte italiana dal clima novecentista di Martini alle espressioni indipendenti di Leoncillo e Fancello, alla poetica legata alla musica di Fausto Melotti, allo Spazialismo di Lucio Fontana, all’ardente Informale di Agenore Fabbri, alle ricerche permeate di riflessioni filosofiche di Nanni Valentini.
Accompagnano le opere plastiche alcuni disegni degli autori in mostra e una sezione di volumi e rari cataloghi d’epoca.
Introduce alla rassegna il ‘Presepe’ di Arturo Martini (Treviso 1899 - Milano 1947), grande ceramica da stampo policroma eseguita nel 1927 per l’architetto Mario Labò. Tra le opere di Salvatore Fancello (Dorgali 1916 - Bregu Rapit, Albania 1941): Cinghiale con piccolo in refrattario, 1935; Cinghiale con piccoli in terra rossa; Scimmia che si copre gli occhi, 1938, smalto creato ad Albisola, un Toro a colaggio e un Torello smaltato, una piastrella a soggetto della Fuga in Egitto. Le opere di Leoncillo Leonardi (Spoleto 1915 - Roma 1968) sono sculture sul tema dei Tagli e delle figure dolenti sul tema del san Sebastiano, terrecotte parzialmente colorate e smaltate. Tra le opere di Agenore Fabbri (Pistoia, 1911 - Savona, 1998) una coppia di vasi con nodi a rilievo e graffiti, due piatti in grés con buchi e tagli. Tra le opere di Fausto Melotti (Rovereto 1901 - Milano 1986) un vaso a clessidra riflessato, 1955, e un vaso troncoconico a smalto rosa e murrine, 1958, un piccolo animale a smalto nero in forme geometriche e un mezzobusto femminile. Opere di Nanni Valentini (Sant’Angelo in Vado, Pesaro 1932 - Vimercate 1985) sono un ‘Totem’ graffito del 1957; la serie di piastre di terracotta greificata dal titolo ‘Una materia per Pitagora’ 1979, un Cratere da ‘Il vaso e il polipo’ 1978-82 e il bozzetto in tre elementi della ‘Annunciazione’, 1982-83. Tra le opere di Lucio Fontana (Rosario di Santa Fe, Argentina 1899 - Comabbio 1968): Fondo marino 1937, la ceramiche riflessata del ‘Gallo’ 1938, una ‘Battaglia’, piatto del 1949, la celebre formella ‘Concetto spaziale’ 1956, e ‘Concetto spaziale’ (piatto acromo) 1960.
Il catalogo bilingue comprende un saggio di Alberto Crespi, riproduzioni di tutte le opere esposte, un’antologia di testi autografi dei vari artisti, stralci di testi critici significativi, biografie e bibliografia essenziale.
Il testo introduce ai luoghi nodali, per intrecci di relazioni e crescita tecnica e artistica, dei vari interpreti rappresentati in mostra: sopra tutti la scuola di arti decorative ‘Istituto superiore di Industrie artistiche’ attiva tra le due guerre alla Villa Reale di Monza con le Biennali internazionali d’arti decorative; le Triennali di Milano, vetrina internazionale della creatività e culla del design italiano; i laboratori “Giuseppe Mazzotti” di Albisola, crogiolo di esperienze creative, resi celebri da Tullio d’Albisola. Dagli anni Venti, l’incremento dei laboratori ceramici in diverse regioni e sedi, da Faenza a Umbertide, dalla Toscana alla Liguria, corrisponde a un’accresciuta esigenza dell’utenza borghese che si prolunga fino alla seconda guerra, dopo la quale l’intera struttura manifatturiera del Paese subisce inevitabili trasformazioni. La fiorente sperimentazione ivi effettuata lungo oltre mezzo secolo ha corroborato il livello tecnico, rinnovato l’iconologia applicata alla produzione e promosso la creazione ceramica a scultura d’arte.
Le opere in mostra sono significative dei caratteri propri ai vari artisti e dell’evoluzione della loro poetica in relazione con singolari potenti innovazioni nel linguaggio della scultura. Considerano le stagioni dell’arte italiana dal clima novecentista di Martini alle espressioni indipendenti di Leoncillo e Fancello, alla poetica legata alla musica di Fausto Melotti, allo Spazialismo di Lucio Fontana, all’ardente Informale di Agenore Fabbri, alle ricerche permeate di riflessioni filosofiche di Nanni Valentini.
Accompagnano le opere plastiche alcuni disegni degli autori in mostra e una sezione di volumi e rari cataloghi d’epoca.
Introduce alla rassegna il ‘Presepe’ di Arturo Martini (Treviso 1899 - Milano 1947), grande ceramica da stampo policroma eseguita nel 1927 per l’architetto Mario Labò. Tra le opere di Salvatore Fancello (Dorgali 1916 - Bregu Rapit, Albania 1941): Cinghiale con piccolo in refrattario, 1935; Cinghiale con piccoli in terra rossa; Scimmia che si copre gli occhi, 1938, smalto creato ad Albisola, un Toro a colaggio e un Torello smaltato, una piastrella a soggetto della Fuga in Egitto. Le opere di Leoncillo Leonardi (Spoleto 1915 - Roma 1968) sono sculture sul tema dei Tagli e delle figure dolenti sul tema del san Sebastiano, terrecotte parzialmente colorate e smaltate. Tra le opere di Agenore Fabbri (Pistoia, 1911 - Savona, 1998) una coppia di vasi con nodi a rilievo e graffiti, due piatti in grés con buchi e tagli. Tra le opere di Fausto Melotti (Rovereto 1901 - Milano 1986) un vaso a clessidra riflessato, 1955, e un vaso troncoconico a smalto rosa e murrine, 1958, un piccolo animale a smalto nero in forme geometriche e un mezzobusto femminile. Opere di Nanni Valentini (Sant’Angelo in Vado, Pesaro 1932 - Vimercate 1985) sono un ‘Totem’ graffito del 1957; la serie di piastre di terracotta greificata dal titolo ‘Una materia per Pitagora’ 1979, un Cratere da ‘Il vaso e il polipo’ 1978-82 e il bozzetto in tre elementi della ‘Annunciazione’, 1982-83. Tra le opere di Lucio Fontana (Rosario di Santa Fe, Argentina 1899 - Comabbio 1968): Fondo marino 1937, la ceramiche riflessata del ‘Gallo’ 1938, una ‘Battaglia’, piatto del 1949, la celebre formella ‘Concetto spaziale’ 1956, e ‘Concetto spaziale’ (piatto acromo) 1960.
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