Melanie Francesca. Espressione dell’anima
Melanie Francesca, La greca
Dal 3 October 2021 al 24 October 2021
Milano
Luogo: Milano Art Gallery
Indirizzo: Via Alessi
Curatori: Salvo Nugnes
Sito ufficiale: http://www.melaniefrancesca.com
Inaugurerà il prossimo 3 ottobre nello storico spazio culturale Milano Art Gallery di Via Alessi, “Espressione dell’anima”, la nuova personale di Melanie Francesca, a cura di Salvo Nugnes.
Artista estremamente poliedrica, dedita a pittura, scrittura e ai ruoli di personaggio televisivo, ci presenta un’esposizione completamente differente rispetto alle precedenti, che vede protagoniste opere ad olio di grande formato, di oltre 10 metri quadrati, e serigrafie dove il tratto diventa protagonista. Come la stessa artista dichiara: “Ho vissuto sulle tele di Leonardo, Delacroix come nei cinema, subendo il fascino di una teatrale magnificenza. Ho studiato Michelangelo e le tensioni dei suoi corpi: il carattere espresso nel fisico, l’onnipotenza della macchina umana. Mi sono lasciata penetrare dal vigore dei muscoli, dell’organismo, dei suoi movimenti. L’essere umano, il suo volto, la variegata espressività delle sue mani, la sua metamorfosi prospettica... Ho trovato nel corpo dell’essere umano una rivalutazione fisiologica dell’uomo moderno, imprigionato in un meccanicismo soffocante, ottundente. Ho ritrovato nella forza dei corpi il miracolo ancestrale della vita. Il mio impegno vuol essere questo: addentrarmi in quei territori dimenticati dall’arte concettuale e minimale, scoprire il territorio dell’umano e della sua massima manifestazione. Il simbolismo nasce proprio qui, dove il racconto scompare in fondi vuoti, sfumati, in cui si accende la simbologia del colore. Ed è qui che subentra il discorso percettivo, artistico, lo studio dell’anima.”
La sua memoria storica si mescola alla contemporaneità generando opere metafisiche dove la brillantezza del colore è di espressiva modernità.
Opere che combinano il suo sentire religioso proveniente dagli studi classici, da un confronto con la storia che le ha iniettato una concezione epifanica e catartica dell’arte, dove la gioia del demiurgo, dell’artifex, si mescola con le suggestioni di Andy Warhol, l’impero hollywoodiano e la pubblicità, generando un’arte paradossale: la pastosa e calda atmosfera di Delacroix che si scontra con la dimensione psichedelica del web.
È questa la dimensione pop dei quadri di Melanie Francesca: il gusto per corpi che sembrano ritagliati al computer, per sfondi esplosivi, il contrasto dei colori netti. Le pennellate che percorrono metrature di tela, in un mito adamitico passato nel filtro della sensibilità contemporanea, galleggiando verso quel mitico altrove in cui manifestare la monumentale assolutezza del proprio essere.
Anche il Professor Francesco Alberoni ha scritto un testo critico per Melanie Francesca dichiarando: “Nella sua attività artistica sposa con notevole talento gli stilemi del disegno e dell’incisione, memoria dei Maestri nordici come Dürer, alla potenza della modernità, rappresentata da lightbox e arte “esperienziale”. Dai libri, alle poesie, alle opere, l’arte di Melanie Francesca è un incalzante invito a godersi l’esperienza e le mille sfaccettature e sfumature che il mondo, oggi come un tempo, può offrirci.”
Melanie Francesca è una promettente artista contemporanea. I suoi dipinti sono stati esposti in Europa e Medio Oriente, ricordiamo la personale alla galleria Cortina a Milano nel 2005 e la collettiva con il gruppo di Figuration Critique, Grand Palais, a Parigi. A Dubai ed Abu-Dhabi è stata presente nel 2005 con una personale patrocinata dallo sceicco Nahayan Mabarak al Nahayan, Ministro della Cultura degli Emirati Arabi Uniti.
Sempre sotto il suo patrocinio, nel 2015 ha avuto luogo l’esposizione THE BOX nella galleria Pro-art a Dubai, a cui sono seguite le partecipazioni ad art Dubai nel 2016 con un'istallazione pubblica a DIFC e la personale alla galleria Cap Kuwait, in Kuwait, nel 2017.
La sua visione dell’essere artista è neo-rinascimentale, circolare e comprensiva di più ambiti: come scrittrice scrive per Rizzoli-Cairo editore e negli ultimi tre anni ha pubblicato L’Occidentale, La Donna perfetta e L’angelo. Come personaggio televisivo è apparsa in salotti televisivi di rilievo, come il Costanzo Show e i programmi di Piero Chiambretti, non che spesso sui canali Rai.
Artista estremamente poliedrica, dedita a pittura, scrittura e ai ruoli di personaggio televisivo, ci presenta un’esposizione completamente differente rispetto alle precedenti, che vede protagoniste opere ad olio di grande formato, di oltre 10 metri quadrati, e serigrafie dove il tratto diventa protagonista. Come la stessa artista dichiara: “Ho vissuto sulle tele di Leonardo, Delacroix come nei cinema, subendo il fascino di una teatrale magnificenza. Ho studiato Michelangelo e le tensioni dei suoi corpi: il carattere espresso nel fisico, l’onnipotenza della macchina umana. Mi sono lasciata penetrare dal vigore dei muscoli, dell’organismo, dei suoi movimenti. L’essere umano, il suo volto, la variegata espressività delle sue mani, la sua metamorfosi prospettica... Ho trovato nel corpo dell’essere umano una rivalutazione fisiologica dell’uomo moderno, imprigionato in un meccanicismo soffocante, ottundente. Ho ritrovato nella forza dei corpi il miracolo ancestrale della vita. Il mio impegno vuol essere questo: addentrarmi in quei territori dimenticati dall’arte concettuale e minimale, scoprire il territorio dell’umano e della sua massima manifestazione. Il simbolismo nasce proprio qui, dove il racconto scompare in fondi vuoti, sfumati, in cui si accende la simbologia del colore. Ed è qui che subentra il discorso percettivo, artistico, lo studio dell’anima.”
La sua memoria storica si mescola alla contemporaneità generando opere metafisiche dove la brillantezza del colore è di espressiva modernità.
Opere che combinano il suo sentire religioso proveniente dagli studi classici, da un confronto con la storia che le ha iniettato una concezione epifanica e catartica dell’arte, dove la gioia del demiurgo, dell’artifex, si mescola con le suggestioni di Andy Warhol, l’impero hollywoodiano e la pubblicità, generando un’arte paradossale: la pastosa e calda atmosfera di Delacroix che si scontra con la dimensione psichedelica del web.
È questa la dimensione pop dei quadri di Melanie Francesca: il gusto per corpi che sembrano ritagliati al computer, per sfondi esplosivi, il contrasto dei colori netti. Le pennellate che percorrono metrature di tela, in un mito adamitico passato nel filtro della sensibilità contemporanea, galleggiando verso quel mitico altrove in cui manifestare la monumentale assolutezza del proprio essere.
Anche il Professor Francesco Alberoni ha scritto un testo critico per Melanie Francesca dichiarando: “Nella sua attività artistica sposa con notevole talento gli stilemi del disegno e dell’incisione, memoria dei Maestri nordici come Dürer, alla potenza della modernità, rappresentata da lightbox e arte “esperienziale”. Dai libri, alle poesie, alle opere, l’arte di Melanie Francesca è un incalzante invito a godersi l’esperienza e le mille sfaccettature e sfumature che il mondo, oggi come un tempo, può offrirci.”
Melanie Francesca è una promettente artista contemporanea. I suoi dipinti sono stati esposti in Europa e Medio Oriente, ricordiamo la personale alla galleria Cortina a Milano nel 2005 e la collettiva con il gruppo di Figuration Critique, Grand Palais, a Parigi. A Dubai ed Abu-Dhabi è stata presente nel 2005 con una personale patrocinata dallo sceicco Nahayan Mabarak al Nahayan, Ministro della Cultura degli Emirati Arabi Uniti.
Sempre sotto il suo patrocinio, nel 2015 ha avuto luogo l’esposizione THE BOX nella galleria Pro-art a Dubai, a cui sono seguite le partecipazioni ad art Dubai nel 2016 con un'istallazione pubblica a DIFC e la personale alla galleria Cap Kuwait, in Kuwait, nel 2017.
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