Le vesti di sempre. Gli abiti delle mummie di Roccapelago e Monsampolo del Tronto. Archeologia e collezionismo a confronto
Le vesti di sempre. Gli abiti delle mummie di Roccapelago e Monsampolo del Tronto. Archeologia e collezionismo a confronto
Dal 23 Dicembre 2012 al 7 Aprile 2013
Modena | Visualizza tutte le mostre a Modena
Luogo: Palazzo dei Musei
Indirizzo: largo Porta Sant'Agostino 337
Orari: da martedì a venerdì 9-12; sabato, domenica e festivi 10-13/ 15-18
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 059 4395711/ 059 2032660
E-Mail info: sbsae-mo@beniculturali.it
Sito ufficiale: http://www.comune.modena.it
La sensazionale scoperta di numerosi corpi mummificati nella cripta della chiesa parrocchiale di Roccapelago, avvenuta tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011, ha consentito di aprire un suggestivo scorcio sul passato della piccola comunità montana.
Le mummie, che conservano parte degli abiti, monili, medagliette ed altri oggetti devozionali, hanno richiamato l’attenzione di numerosi studiosi e di un grande pubblico che ha visitato la piccola esposizione allestita quest’anno nel luogo del rinvenimento.
Oggi tali materiali sono oggetto di un nuovo evento curato da Lorenzo Lorenzini e Thessy Schoenholzer Nichols, con la collaborazione di Donato Labate, archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, che si pone l'obiettivo di focalizzare l'attenzione sull'abbigliamento popolare tra Settecento e primo Ottocento.
Per favorire la contestualizzazione dei reperti esposti sono presenti alcuni capi provenienti dalla cripta della chiesa di Maria SS. Assunta di Monsampolo del Tronto, teatro di un analogo ritrovamento di corpi mummificati e vestiti di tutto punto.
Per una migliore comprensione dei reperti sono esposti inoltre alcuni frammenti tessili della collezione Gandini e dipinti in cui sono raffigurati capi di abbigliamento popolare. Accanto, un telaio e un tombolo richiamano la dimensione domestica della produzione tessile e della confezione degli abiti caratteristica dell’epoca e del contesto sociale di appartenenza delle mummie. All'arte dell'intreccio è dedicato anche un laboratorio didattico per famiglie e bambini dai 6 ai 12 anni (26 dicembre e 6 gennaio ore 16.30-18. Ingresso gratuito)
Promotori dell'iniziativa sono il Museo Civico d'Arte di Modena, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna e l'Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna in collaborazione con i Comuni di Pievepelago e di Monsampolo del Tronto.
Le mummie, che conservano parte degli abiti, monili, medagliette ed altri oggetti devozionali, hanno richiamato l’attenzione di numerosi studiosi e di un grande pubblico che ha visitato la piccola esposizione allestita quest’anno nel luogo del rinvenimento.
Oggi tali materiali sono oggetto di un nuovo evento curato da Lorenzo Lorenzini e Thessy Schoenholzer Nichols, con la collaborazione di Donato Labate, archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, che si pone l'obiettivo di focalizzare l'attenzione sull'abbigliamento popolare tra Settecento e primo Ottocento.
Per favorire la contestualizzazione dei reperti esposti sono presenti alcuni capi provenienti dalla cripta della chiesa di Maria SS. Assunta di Monsampolo del Tronto, teatro di un analogo ritrovamento di corpi mummificati e vestiti di tutto punto.
Per una migliore comprensione dei reperti sono esposti inoltre alcuni frammenti tessili della collezione Gandini e dipinti in cui sono raffigurati capi di abbigliamento popolare. Accanto, un telaio e un tombolo richiamano la dimensione domestica della produzione tessile e della confezione degli abiti caratteristica dell’epoca e del contesto sociale di appartenenza delle mummie. All'arte dell'intreccio è dedicato anche un laboratorio didattico per famiglie e bambini dai 6 ai 12 anni (26 dicembre e 6 gennaio ore 16.30-18. Ingresso gratuito)
Promotori dell'iniziativa sono il Museo Civico d'Arte di Modena, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna e l'Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna in collaborazione con i Comuni di Pievepelago e di Monsampolo del Tronto.
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