Antonello Taglifierro. Remare
Opera di Antonello Taglifierro
Dal 15 January 2026 al 20 March 2026
Napoli
Luogo: Palazzo Ricca
Indirizzo: Via dei Tribunali 213
Orari: da lunedi a venerdi 10-17
Curatori: Carla Viparelli
Di-segni tracciati su tela come un linguaggio poetico.
Giovedì 15 gennaio alle 18 a Palazzo Ricca, sede della Fondazione Banco Napoli, nelle sale al secondo piano, inaugura la mostra “Remare” di Antonello Tagliafierro, artista di Caserta, dove vive e lavora.
L’esposizione rientra nella programmazione della rassegna di arte contemporanea “Entrée”, curata da Carla Viparelli. Si tratta di una serie di 29 opere pittoriche realizzate prevalentemente in tecnica mista su tela, appartenenti a vari periodi creativi dell’artista. Si spazia dal 1991-1992, con due opere dedicate ai grandi del passato (Giotto e Simone Martini), fino agli ultimi anni, 2021-2022.
Un arco temporale di trent’anni è rappresentato in questa ricerca visiva attuale e innovativa, caratterizzata da una lucidità concettuale che, unita alla tecnica, rende ogni opera un punto di arrivo e di ripartenza. «La prima volta che ho visto un’opera di Tagliafierro - ha spiegato la curatrice Viparelli - è stato all’Expó di Bari alla fine degli anni Ottanta. La ricordo come se fosse ieri, “Have you seen my shoes” (un paio di scarpe da ginnastica), dove era rappresenta non tanto la riconoscibilità oggettuale, quanto la dinamica scomposizione in tante pennellate cinetiche, allegoria non solo del procedimento creativo, analitico e istintivo al tempo stesso, ma anche della funzionalità motoria dell’oggetto».
Una delle componenti fondamentali della ricerca visiva e concettuale di Tagliafierro è la scrittura, tracciata sulla tela gestualmente e istintivamente, il cui senso è nel segno e non necessariamente nel significato. «I di-segni tracciati sulla tela si manifestano come pura presenza, - scrive lo storico dell’arte Luca Palermo - come atto che semplicemente mostra sé stesso, analogamente al linguaggio poetico e alla sua capacità di dire oltre il dicibile, di significare oltre il significabile. L’idea di scrittura, di segno e di disegno viene radicalmente ripensata dall’artista: non è più solo un elemento statico o decorativo, ma processo, gesto, concetto».
Giovedì 15 gennaio alle 18 a Palazzo Ricca, sede della Fondazione Banco Napoli, nelle sale al secondo piano, inaugura la mostra “Remare” di Antonello Tagliafierro, artista di Caserta, dove vive e lavora.
L’esposizione rientra nella programmazione della rassegna di arte contemporanea “Entrée”, curata da Carla Viparelli. Si tratta di una serie di 29 opere pittoriche realizzate prevalentemente in tecnica mista su tela, appartenenti a vari periodi creativi dell’artista. Si spazia dal 1991-1992, con due opere dedicate ai grandi del passato (Giotto e Simone Martini), fino agli ultimi anni, 2021-2022.
Un arco temporale di trent’anni è rappresentato in questa ricerca visiva attuale e innovativa, caratterizzata da una lucidità concettuale che, unita alla tecnica, rende ogni opera un punto di arrivo e di ripartenza. «La prima volta che ho visto un’opera di Tagliafierro - ha spiegato la curatrice Viparelli - è stato all’Expó di Bari alla fine degli anni Ottanta. La ricordo come se fosse ieri, “Have you seen my shoes” (un paio di scarpe da ginnastica), dove era rappresenta non tanto la riconoscibilità oggettuale, quanto la dinamica scomposizione in tante pennellate cinetiche, allegoria non solo del procedimento creativo, analitico e istintivo al tempo stesso, ma anche della funzionalità motoria dell’oggetto».
Una delle componenti fondamentali della ricerca visiva e concettuale di Tagliafierro è la scrittura, tracciata sulla tela gestualmente e istintivamente, il cui senso è nel segno e non necessariamente nel significato. «I di-segni tracciati sulla tela si manifestano come pura presenza, - scrive lo storico dell’arte Luca Palermo - come atto che semplicemente mostra sé stesso, analogamente al linguaggio poetico e alla sua capacità di dire oltre il dicibile, di significare oltre il significabile. L’idea di scrittura, di segno e di disegno viene radicalmente ripensata dall’artista: non è più solo un elemento statico o decorativo, ma processo, gesto, concetto».
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