Incontri sensibili: Paolo La Motta guarda Capodimonte
Vincenzo Gemito, Frammento del ritratto di Anna, matita, inchiostro e tempera, Museo Nazionale di Capodimonte
Dal 30 June 2018 al 15 January 2019
Napoli | Visualizza tutte le mostre a Napoli
Luogo: Museo e Real Bosco di Capodimonte
Indirizzo: via Miano 2
Curatori: Sylvain Bellenger
E-Mail info: museoboscocapodimonte@gmail.com
Sito ufficiale: http://www.museocapodimonte.beniculturali.it/
La mostra Incontri sensibili: Paolo La Motta guarda Capodimonte, a cura di Sylvain Bellenger, porta per la prima volta al museo l’opera dell'artista napoletano nell’ambito del ciclo Incontri sensibili, dialogo tra artisti contemporanei e collezione storica di Capodimonte.
Dopo Bourgeois e Guarino (26 marzo – 17 giugno 2017) e Jan Fabre. Naturalia e Mirabilia (1 luglio – 7 gennaio 2017), il lavoro di Paolo La Motta si rapporta con alcune opere del museo, da lui scelte, sollecitando una inconsueta riflessione sull’arte, come storia della sensibilità, e consentendo di svelarne significati inaspettati.
L'artista racconta che da ragazzo, giocando nel Bosco di Capodimonte oltre l'orario di chiusura, ebbe paura di saltare il muro di cinta. Piace pensare che il giovanePaolo non sia mai davvero uscito dal Bosco di Capodimonte, e che le sue paure siano state vinte con la sua arte che nasce da un dialogo ininterrotto con le opere della grande collezione del museo. La sensibilità plastica delle sue opere non è prigioniera di una specifica scuola o di una sola epoca artistica: il Rinascimento, il Seicento, l'Ottocento napoletano e l'astrattismo, scoperti proprio nella Reggia borbonica, sono ben coniugati nei suoi dipinti. La Motta si interessa a tutte le possibilità del linguaggio pittorico e rende la sua opera prova inconfutabile del ruolo che il Museo di Capodimonte ha avuto e continua ad avere sull'arte contemporanea.
L'artista
Il balcone dello studio di Paolo La Motta (Napoli, 1972) non offre altra vista se non quella di uno dei gialli e polverosi muri di tufo della Sanità. La materialità degli antichi palazzi del centro storico è un tratto distintivo delle sue ricerche pittoriche. Come lo scultore Vincenzo Gemito (1852-1924) e il fotografo Mimmo Jodice, anche La Motta è cresciuto in questo quartiere storico di Napoli che negli anni ha ispirato artisti, come il pittore gallese Thomas Jones (1742-1803) e viaggiatori del Grand Tour. La Motta vive in via dei Miracoli, una strada che porta al Moiariello dove Gemito aveva la sua fonderia, a poca distanza da Capodimonte, il museo dove fin da giovane ha scoperto la sua vocazione.
Fondamentale nella sua formazione sia umana che artistica, la figura carismatica di Don Giuseppe Rassello (1950-2006), parroco della chiesa di Santa Maria della Sanità, che lo indirizzò agli studi artistici, poi conclusi con il diploma in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Napoli sotto la guida dal maestro Augusto Perez (1929-2001). La ricerca di La Motta, intimamente legata alla grande tradizione della scuola napoletana, è un’operazione colta che propone un discorso radicalmente contemporaneo dove il figurativo si apre all’ineffabile delle forme astratte.
Genny, 2007
Durante il laboratorio di ceramica presso l’istituto Papa Giovanni XXIII in via Cagnazzi nel rione Sanità, Paolo La Motta conosce l’alunno Genny Cesarano (Napoli, 1998-2015). In quell’occasione esegue l’opera Genny (2007) a lui dedicata. Polittico composto da quattro dipinti e da un busto di terracotta, che gioca con la bidimensionalità e la tridimensionalità: cinque elementi come le cinque lettere riportate sul retro di ogni opera a comporre il nome di Genny.
Genny dialoga con cinque opere di Capodimonte realizzate con varie tecniche (pittura, disegno, fotografia, ceramica), appartenenti ad epoche diverse e accomunate dalla sacralità dell’infanzia: il Bambino Gesù, il busto di San Giovanni, i misteriosi fanciulli di Mancini e Solimena, l’impenetrabile ragazzo fotografato di spalle da Mimmo Jodice.
Qualche anno dopo l'opera Genny, 2007, il 6 settembre 2015, durante una “stesa” in piazza Sanità Genny Cesarano, all’età di diciassette anni, viene ucciso dalla Camorra, vittima innocente di scontro tra gruppi rivali. La Motta realizza sul luogo dell'omicidio, in piazza Sanità, la scultura in bronzo policromo a grandezza naturale di Genny, con un pallone incastrato tra le assi, “simbolo di un'infanzia negata”.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
COMMENTI
MOSTRE A NAPOLI
-
Dal 19 June 2024 al 31 December 2030
Museo del Museo del Tesoro di San Gennaro
Chi è devoto a San Gennaro?
-
Dal 4 December 2025 al 13 April 2026
Certosa di San Martino
Non è modello solo, ma quadro terminato. Schizzi e bozzetti dei Musei Nazionali del Vomero
Visualizza tutte le mostre a Napoli
MOSTRE IN PRIMO PIANO
-
Dal 28 March 2026 al 22 November 2026
Venezia | Ca’ Pesaro – Galleria d’Arte Moderna
Jenny Saville a Ca’ Pesaro
-
Dal 27 March 2026 al 23 August 2026
Brescia | Museo di Santa Giulia
Bruce Gilden. A closer look
-
Dal 27 March 2026 al 29 June 2026
Roma | Palazzo Bonaparte
Hokusai
-
Dal 27 March 2026 al 26 July 2026
Vicenza | Basilica Palladiana
Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti
-
Dal 21 November 2026 al 11 April 2027
Londra | The National Gallery
Van Eyck: The Portraits
-
Dal 18 February 2026 al 19 July 2026
Parigi | Musée du Luxembourg
Leonora Carrington