Joan Miró. Il linguaggio dei segni
Joan Miró, Testa d'uomo (Dettaglio), 1935, Portuguese State Collection in deposit in Fundaçäo de Serralves | © Successió Miró by SIAE 2019 | Foto: Filipe Braga
Dal 24 Settembre 2019 al 23 Febbraio 2020
Napoli | Visualizza tutte le mostre a Napoli
Luogo: PAN Palazzo delle Arti Napoli
Indirizzo: via dei Mille 60
Curatori: Robert Lubar Messeri
Enti promotori:
- Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli
Telefono per informazioni: +39 081 7958601
E-Mail info: info@mostramironapoli.it
L’attesa per ammirare le ottanta opere dell’artista catalano provenienti dalla straordinaria collezione di proprietà dello Stato portoghese in deposito alla Fondazione Serralves di Porto sta per terminare: il prossimo 24 settembre sarà inaugurata al PAN Palazzo delle Arti Napoli l’esposizione più importante della stagione autunnale napoletana “Joan Miró. Il linguaggio dei segni”.
Alla luce dell’importanza del progetto, la giornata inaugurale vedrà la presenza del Ministro della Cultura portoghese, Graça Fonseca, che aprirà l’esposizione insieme al Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e all’Assessore alla Cultura e al Turismo di Napoli, Nino Daniele.
Le opere, inserite nel percorso espositivo curato da Robert Lubar Messeri, professore di storia dell’arte all’Institute of Fine Arts della New York University, sotto la preziosa guida di Francesca Villanti, direttore scientifico di C.O.R, ripercorreranno più di sei decenni di attività creativa, dal 1924 al 1981, in cui Miró sviluppa un linguaggio formale che trasforma l'arte del XX secolo.
Una straordinaria opera del 1924, Ballerina, che aprirà il percorso dell’esposizione, ci permetterà di iniziare a conoscere lo straordinario talento dell’artista catalano. L’opera mostra l’inizio dell’iter che Miró ha intrapreso per arrivare al maturo linguaggio dei segni: una linea sostituisce il corpo della ballerina, un semicerchio in alto la testa ed è così che Miró avvia il processo di riduzione e semplificazione della figura.
Il percorso espositivo ci condurrà fino alle opere degli anni ‘80. In questi ultimi lavori figura e sfondo, segno, superficie e supporto sono equilibrati a tal punto che sembrano dei semplici frammenti di oggetti. La figura si fonde con il suo supporto.Ne è esempio l’opera Senza titolo del 1981 che rappresenta al meglio questa trasformazione.
Il progetto è promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, con il supporto del Ministero della Cultura portoghese, il patrocinio dell’Ambasciata del Portogallo in Italia e organizzata dalla Fondazione Serralves di Porto con C.O.R. Creare Organizzare Realizzare.
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