Paestum nei percorsi del Grand Tour

Paestum nei percorsi del Grand Tour

 

Dal 16 Aprile 2016 al 17 Maggio 2016

Napoli

Luogo: Castel dell'Ovo

Indirizzo: via Eldorado 3

Orari: lunedì-sabato 10-18; domenica e festivi 10-14

Enti promotori:

  • Comune di Napoli
  • Comune di Capaccio

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Sito ufficiale: http://www.fondazionegbvico.org/



Si inaugura sabato 16 aprile alle ore 16, presso le Sale delle Esposizioni di Castel dell’Ovo, la mostra-evento ‘Paestum nei percorsi del Grand Tour’. In linea con il tema centrale dell’edizione 2016 del Maggio dei Monumenti dedicato alle celebrazioni per i trecento anni dalla nascita di Carlo III di Borbone, propone le opere di alcuni tra i maggiori autori del tempo, pittori e geografi, che restituiranno il fascino delle vedute di Paestum e del Cilento che contribuirono a formare, a partire dal XVIII secolo, l’immaginario collettivo del Sud Italia e la concretezza delle cartografie necessarie e pianificare lo sviluppo del Regno. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Giambattista Vico nella persona di Luigi Maria Pepe, Direttore della sede di Napoli e dalla Fondazione ITS BACT, Fondazione Istituto Tecnico Superiore per le Tecnologie Innovative per i Beni e le Attività Culturali e Turistiche.                                                                                                                                                             L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Napoli e del Comune di Capaccio e vede il contributo di SRA Sviluppo Risorse Ambientali, Fare Ambiente e Piloda Group. Il supporto tecnico è affidato a Creativia, O-ring Art Studio, Associazione Progetto Napoli e La Memoria.                                                                                                                                                                     Orari: lunedì-sabato 10-18, domenica e festivi 10-14, entrata consentita fino a mezz’ora prima della chiusura. 
Il corpus di opere di proprietà della Fondazione Giambattista Vico che costituiscono la mostra Paestum nei percorsi del Grand Tour, sposa appieno il tema di quest'anno: le celebrazioni per i trecento anni dalla nascita di Carlo III di Borbone. L'evento di grande richiamo culturale è concepito altresì, come occasione di dibattito internazionale sul turismo culturale nel Mezzogiorno quale propulsore e catalizzatore, del rilancio di un territorio di enorme interesse turistico-culturale-economico. L’esposizione comprende una ricca collezione di incisioni, gouaches, olii e cartografie che illustrano lo splendore classico di una parte del Sud Italia: la millenaria città di Paestum, al tempo di Carlo III tappa del peregrinare culturale del Grand Tour, realizzate da alcuni dei maggiori artisti del tempo tra cui spiccano PiranesiPitlooTurnerCatel, Morghen. Un territorio che ha ispirato le visioni di più autori, i quali con differenti stili e tecniche, hanno lasciato una propria traccia nella memoria collettiva. Fu proprio durante il Regno di Carlo III che si comprese il valore della memoria come fondamento del presente e il viaggio che artisti, uomini e donne di cultura cominciarono a intraprendere con regolarità, acquistò valore per le sue intrinseche proprietà e si propose esso stesso come unico e solo fine, in nome di una curiosità fattasi più audace, del sapere e della conoscenza. «La mostra, per la prima volta a Napoli, offrirà l'occasione per proporre incontri e tavole rotonde con enti nazionali e internazionali sul rilancio del turismo di qualità nel Mezzogiorno e per discutere della costruzione di una rete di soggetti pubblici e privati che dia vita a un sistema integrato di promozione e divulgazione di tali percorsi» dichiara il curatore della mostra Francesco Ciotola. Con questo evento, la Fondazione Giambattista Vico e la Fondazione ITS BACT, si pongono come interlocutore e soggetto propositore di un dialogo con altre realtà interessate all'apertura a nuovi scenari votati di progresso del turismo di qualità. Obiettivo ultimo è l'unificazione degli itinerari e la comprensione che i Beni Culturali, attraverso la loro stessa valorizzazione e promozione, sono e sempre più possono diventare, fattori peculiari di sviluppo socio-economico.

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