Bacini Mediterranei. Ceramiche dall'antico Islam alla contemporaneità
Castello Visconteo, Pavia
Dal 18 Maggio 2013 al 30 Giugno 2013
Luogo: Castello Visconteo
Indirizzo: viale XI Febbraio 35
Orari: da martedì a venerdì 9-13.30; sabato e domenica 9-13.30/ 15-17.30
Enti promotori:
- Associazione Culturale Scoglio di Quarto di Milano
- Centro Artistico e Culturale Bludiprussia di Albissola
- Fondazione Passarè di Milano
Costo del biglietto: € 5, gratuito fino a 19 anni
Telefono per informazioni: +39 0382 33853/ 348 5630381
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.museicivici.pavia.it
Sebbene poveri di collezioni d’arte contemporanea da esporre in permanenza, i Musei pavesi già da diversi anni offrono periodicamente ospitalità alle espressioni artistiche d’oggi, proponendo mostre temporanee che sia esplorano forme diverse della creatività del XX e XXI secolo presentate in autonomia, sia mettono a confronto ravvicinato materiali antichi delle collezioni museali con opere originali di giovani talenti. E’ il caso dell’iniziativa sulla ceramica d’arte che i Musei, in sinergia con le gallerie Scoglio di Quarto di Milano e Bludiprussia di Albissola ora allestiscono nelle splendide sale della Pinacoteca nel Castello Visconteo, affiancando e facendo dialogare tra loro manufatti ed utensili, la cui tecnica di base è rimasta pressochè invariata nei secoli, ma che sono, ciascuno, testimonianza eccellente del proprio tempo, del gusto e della cultura dei rispettivi artefici.
Città dalla feconda tradizione nella manifattura ceramica d’epoca postmedievale, anche grazie alla ricca disponibilità di acque e di terreni argillosi, Pavia ha conosciuto alcune produzioni locali particolarmente significative: già Opicino de’ Canistris nel 1330 registrava la presenza di fornaci urbane ed extraurbane di vetro e di ceramica; a fine Quattrocento Giorgio Andreoli, il famoso decoratore a lustro di maioliche, trasferiva l’attività da Pavia a Gubbio; nella seconda metà del Seicento divennero ovunque celebri i “piatti da pompa”, realizzati dai pavesi Cuzio in ceramica graffita monocroma; ancora nel Settecento e nel primo Ottocento, secondo lo storico Brambilla, erano fiorenti le manifatture dei fratelli Cantù e del Guangiroli, mentre a metà del XVIII è ben documentata la produzione di maioliche della fabbrica Ghisoni.
Le raccolte ceramiche ora possedute dai Musei civici - alcune provenienti da raffinate collezioni nobiliari, quali quella Marozzi - non si limitano, peraltro, alla produzione locale ma comprendono preziosi esemplari di lontana importazione: è il caso, di speciale interesse per l’alta qualità e per i rapporti commerciali con l’Oriente che attesta, dei bacini ceramici di prevalente produzione islamica e anche bizantina decorati a lustro che, intorno all’XI secolo, vennero utilizzati per decorare la zona superiore delle basiliche romaniche pavesi di Santa Maria del Popolo, San Michele, San Pietro in ciel d’oro, San Teodoro, Santa Maria in Bethlem e San Lanfranco.
Artisti partecipanti: Giulia Alberti - Simone Beck - Francesca Betti - Claudio Carrieri - Marilù Cattaneo - Mariangela De Maria - Fausta Dossi - Giovanna Fra - Nes Lerpa - Gianandrea Melloni - Gualtiero Mocenni - Giorgio Moiso Claudio Nicolini - Giampaolo Parini - Lucio Perna - Mario Raciti - Beppe Schiavetta - Paolo Schiavocampo Stefano Soddu - Luiso Sturla - Walter Valentini - Armanda Verdirame - Franco Vertovez
I fondamenti storici e architettonici dei bacini vengono descritti in termini generali dallo Storico dell’arte Luca Pietro Nicoletti nei testi del catalogo che accompagnerà l’esposizione. Un testo di Susanna Zatti, Direttore dei Musei Civici del Castello visconteo di Pavia illustra inoltre la presenza dei Bacini a Pavia.
Città dalla feconda tradizione nella manifattura ceramica d’epoca postmedievale, anche grazie alla ricca disponibilità di acque e di terreni argillosi, Pavia ha conosciuto alcune produzioni locali particolarmente significative: già Opicino de’ Canistris nel 1330 registrava la presenza di fornaci urbane ed extraurbane di vetro e di ceramica; a fine Quattrocento Giorgio Andreoli, il famoso decoratore a lustro di maioliche, trasferiva l’attività da Pavia a Gubbio; nella seconda metà del Seicento divennero ovunque celebri i “piatti da pompa”, realizzati dai pavesi Cuzio in ceramica graffita monocroma; ancora nel Settecento e nel primo Ottocento, secondo lo storico Brambilla, erano fiorenti le manifatture dei fratelli Cantù e del Guangiroli, mentre a metà del XVIII è ben documentata la produzione di maioliche della fabbrica Ghisoni.
Le raccolte ceramiche ora possedute dai Musei civici - alcune provenienti da raffinate collezioni nobiliari, quali quella Marozzi - non si limitano, peraltro, alla produzione locale ma comprendono preziosi esemplari di lontana importazione: è il caso, di speciale interesse per l’alta qualità e per i rapporti commerciali con l’Oriente che attesta, dei bacini ceramici di prevalente produzione islamica e anche bizantina decorati a lustro che, intorno all’XI secolo, vennero utilizzati per decorare la zona superiore delle basiliche romaniche pavesi di Santa Maria del Popolo, San Michele, San Pietro in ciel d’oro, San Teodoro, Santa Maria in Bethlem e San Lanfranco.
Artisti partecipanti: Giulia Alberti - Simone Beck - Francesca Betti - Claudio Carrieri - Marilù Cattaneo - Mariangela De Maria - Fausta Dossi - Giovanna Fra - Nes Lerpa - Gianandrea Melloni - Gualtiero Mocenni - Giorgio Moiso Claudio Nicolini - Giampaolo Parini - Lucio Perna - Mario Raciti - Beppe Schiavetta - Paolo Schiavocampo Stefano Soddu - Luiso Sturla - Walter Valentini - Armanda Verdirame - Franco Vertovez
I fondamenti storici e architettonici dei bacini vengono descritti in termini generali dallo Storico dell’arte Luca Pietro Nicoletti nei testi del catalogo che accompagnerà l’esposizione. Un testo di Susanna Zatti, Direttore dei Musei Civici del Castello visconteo di Pavia illustra inoltre la presenza dei Bacini a Pavia.
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