SAN FRANCESCO - Nostro contemporaneo tra Arte e Spiritualità
Luigi Serafini, La Langue Secrète des Oiseaux, 1982 | Courtesy © the artist
Dal 18 Aprile 2026 al 1 Novembre 2026
Perugia | Visualizza tutte le mostre a Perugia
Luogo: Palazzo Baldeschi
Indirizzo: Corso Vannucci 66
Curatori: Costantino D’Orazio
Enti promotori:
- Fondazione Perugia
Sito ufficiale: http://www.fondazioneperugia.it
SAN FRANCESCO - Nostro contemporaneo. Arte e Spiritualità da Burri a Pistoletto è la nuova mostra di Fondazione Perugia a Palazzo Baldeschi che dal 18 aprile al 1° novembre 2026 presenta un’originale proposta espositiva che mette in dialogo arte contemporanea, spiritualità e identità territoriale, per esplorare e rendere omaggio alla figura di San Francesco di cui nel 2026 ricorrono gli ottocento anni dalla morte. La mostra, che ha ottenuto i prestigiosi patrocini di Ministero della Cultura, Comitato Nazionale per la celebrazione dell’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’ Assisi, Regione Umbria, Comune di Perugia, nasce dalla collaborazione tra Fondazione Perugia e la Galleria Nazionale dell’Umbria, il cui Direttore Costantino D’Orazio è anche curatore del progetto. L’intento è quello di costruire un dialogo tra il patrimonio storico del territorio e i linguaggi del presente.
San Francesco d’Assisi, morto nel 1226 e santificato nel 1228, è un personaggio che continua a parlare con straordinaria forza al mondo odierno, una figura che nei secoli è diventata archetipo di valori oggi più che mai attuali come il rapporto armonico con la natura, l’attenzione verso gli ultimi, il dialogo tra tutte le creature e la ricerca di una dimensione autentica dell’esistenza.
La mostra, che può vantare prestiti da importanti istituzioni tra i quali MAXXI_Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Custodia Generale del Sacro Convento di Assisi, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Museo Archeologico Nazionale dell’ Umbria, Fondazione Pistoletto, Pro Civitate Christiana è organizzata da Fondazione Perugia e nasce proprio con l’intento di indagare questa forte eredità spirituale e culturale andando oltre le tradizionali vicende agiografiche, rileggendo tutti i temi di cui è portatore il Santo attraverso lo sguardo dell’arte e soprattutto di alcuni tra i più significativi artisti del Novecento e dei primi anni Duemila.
«Con questa mostra Fondazione Perugia conferma il proprio impegno nel promuovere progetti culturali capaci di mettere in dialogo il patrimonio storico e l’arte contemporanea, valorizzando al tempo stesso l’identità e la storia del territorio.» afferma Alcide Casini, Presidente Fondazione Perugia «In occasione degli ottocento anni dalla morte di San Francesco, abbiamo voluto offrire al pubblico una prospettiva nuova su una figura centrale per l’Umbria e per la cultura universale, attraverso un progetto realizzato in collaborazione con la Galleria Nazionale dell’Umbria che rafforza la rete delle istituzioni culturali della città.»
Il percorso si snoda nelle sale di Palazzo Baldeschi riunendo opere di artisti che, con linguaggi e sensibilità differenti, hanno intercettato e reinterpretato questi temi. Si incontrano così i materiali poveri di Alberto Burri, la tensione spirituale delle opere di William Congdon, le sculture evocative di Mimmo Paladino e le installazioni di Jannis Kounellis.
L’ormai celebre Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto è una riflessione sull’equilibrio tra natura e artificio presente; Emilio Isgrò si è confrontato direttamente con il Santo, applicando le sue note cancellature concettuali, che non vietano o distruggono ma proteggono le parole, anche al Cantico delle Creature; come pure il dittico In Lumine Dei di Omar Galliani è un omaggio diretto al Cantico, inciso sulla superficie dorata di una delle due tavole a cui si accosta una figura di donna di spalle in un’ opera che si interroga sull’esperienza del divino e in cui, come nel dettato francescano, la luce non è oggetto di contemplazione, ma presenza diffusa che attraversa ogni forma del vivente, rendendo il corpo spazio di risonanza, di accoglienza e di possibile manifestazione del sacro.
Gerardo Dottori ha realizzato opere apertamente ispirate alla figura di San Francesco, mentre nelle creazioni di Marina Abramović, Mario Ceroli, Giuseppe Penone, Nicola Samorì, Luigi Serafini, Kiki Smith, Bruno Ceccobelli e Maurizio Cattelan si affrontano temi quali il rapporto tra uomo e natura, la dimensione spirituale della materia, la fragilità dell’esistenza e il senso del sacro nella contemporaneità: tutti esempi che mostrano come l’arte contemporanea abbia saputo raccogliere, in maniera dichiarata o meno, l’eredità francescana.
Oltre a Tentativo di volo di Gino De Dominicis, in mostra anche opere di Giuseppe Uncini, Leoncillo, Sabrina Mezzaqui, Flavio Favelli, Serse e alcuni manufatti più antichi: medaglie devozionali e reliquari che testimoniano il culto di cui ha goduto il Santo nel corso dei secoli.
Dieci opere grafiche di Paul Cezanne, Jean Cocteau, Alberto Giacometti, Mario Sironi, Odilon Redon, Maurice Denis, Marc Chagall, Paul Gauguin, Pablo Picasso e Henri Rosseau provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe della Pinacoteca Nazionale di Bologna, completeranno il percorso espositivo.
La collaborazione con la Galleria Nazionale dell’Umbria è stata fondamentale per la creazione non solo di un evento, ma anche un progetto di rete capace di rafforzare il ruolo delle istituzioni culturali del territorio e di offrire al pubblico una nuova prospettiva sulla figura di San Francesco, che proprio in Umbria nacque e visse: non soltanto protagonista della storia, ma presenza viva e ancora profondamente attuale nel nostro tempo.
SAN FRANCESCO - Nostro contemporaneo. Arte e Spiritualità da Burri a Pistoletto conferma l’attenzione che Fondazione Perugia dimostra da anni per l’arte contemporanea quale ponte tra tempo e cultura, e con i suoi progetti originali riesce a coinvolgere il pubblico in letture e riletture sempre inedite.
Il catalogo della mostra è edito da Fabrizio Fabbri Editore. Oltre al saggio introduttivo del curatore Costantino D’Orazio, nel volume sono previsti brevi contributi di Davide Rondoni, Fra Giulio Cesareo, Italo Tomassoni, Massimo Duranti, Tiziana Caponi e Samuele Ranucci.
San Francesco d’Assisi, morto nel 1226 e santificato nel 1228, è un personaggio che continua a parlare con straordinaria forza al mondo odierno, una figura che nei secoli è diventata archetipo di valori oggi più che mai attuali come il rapporto armonico con la natura, l’attenzione verso gli ultimi, il dialogo tra tutte le creature e la ricerca di una dimensione autentica dell’esistenza.
La mostra, che può vantare prestiti da importanti istituzioni tra i quali MAXXI_Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Custodia Generale del Sacro Convento di Assisi, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Museo Archeologico Nazionale dell’ Umbria, Fondazione Pistoletto, Pro Civitate Christiana è organizzata da Fondazione Perugia e nasce proprio con l’intento di indagare questa forte eredità spirituale e culturale andando oltre le tradizionali vicende agiografiche, rileggendo tutti i temi di cui è portatore il Santo attraverso lo sguardo dell’arte e soprattutto di alcuni tra i più significativi artisti del Novecento e dei primi anni Duemila.
«Con questa mostra Fondazione Perugia conferma il proprio impegno nel promuovere progetti culturali capaci di mettere in dialogo il patrimonio storico e l’arte contemporanea, valorizzando al tempo stesso l’identità e la storia del territorio.» afferma Alcide Casini, Presidente Fondazione Perugia «In occasione degli ottocento anni dalla morte di San Francesco, abbiamo voluto offrire al pubblico una prospettiva nuova su una figura centrale per l’Umbria e per la cultura universale, attraverso un progetto realizzato in collaborazione con la Galleria Nazionale dell’Umbria che rafforza la rete delle istituzioni culturali della città.»
Il percorso si snoda nelle sale di Palazzo Baldeschi riunendo opere di artisti che, con linguaggi e sensibilità differenti, hanno intercettato e reinterpretato questi temi. Si incontrano così i materiali poveri di Alberto Burri, la tensione spirituale delle opere di William Congdon, le sculture evocative di Mimmo Paladino e le installazioni di Jannis Kounellis.
L’ormai celebre Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto è una riflessione sull’equilibrio tra natura e artificio presente; Emilio Isgrò si è confrontato direttamente con il Santo, applicando le sue note cancellature concettuali, che non vietano o distruggono ma proteggono le parole, anche al Cantico delle Creature; come pure il dittico In Lumine Dei di Omar Galliani è un omaggio diretto al Cantico, inciso sulla superficie dorata di una delle due tavole a cui si accosta una figura di donna di spalle in un’ opera che si interroga sull’esperienza del divino e in cui, come nel dettato francescano, la luce non è oggetto di contemplazione, ma presenza diffusa che attraversa ogni forma del vivente, rendendo il corpo spazio di risonanza, di accoglienza e di possibile manifestazione del sacro.
Gerardo Dottori ha realizzato opere apertamente ispirate alla figura di San Francesco, mentre nelle creazioni di Marina Abramović, Mario Ceroli, Giuseppe Penone, Nicola Samorì, Luigi Serafini, Kiki Smith, Bruno Ceccobelli e Maurizio Cattelan si affrontano temi quali il rapporto tra uomo e natura, la dimensione spirituale della materia, la fragilità dell’esistenza e il senso del sacro nella contemporaneità: tutti esempi che mostrano come l’arte contemporanea abbia saputo raccogliere, in maniera dichiarata o meno, l’eredità francescana.
Oltre a Tentativo di volo di Gino De Dominicis, in mostra anche opere di Giuseppe Uncini, Leoncillo, Sabrina Mezzaqui, Flavio Favelli, Serse e alcuni manufatti più antichi: medaglie devozionali e reliquari che testimoniano il culto di cui ha goduto il Santo nel corso dei secoli.
Dieci opere grafiche di Paul Cezanne, Jean Cocteau, Alberto Giacometti, Mario Sironi, Odilon Redon, Maurice Denis, Marc Chagall, Paul Gauguin, Pablo Picasso e Henri Rosseau provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe della Pinacoteca Nazionale di Bologna, completeranno il percorso espositivo.
La collaborazione con la Galleria Nazionale dell’Umbria è stata fondamentale per la creazione non solo di un evento, ma anche un progetto di rete capace di rafforzare il ruolo delle istituzioni culturali del territorio e di offrire al pubblico una nuova prospettiva sulla figura di San Francesco, che proprio in Umbria nacque e visse: non soltanto protagonista della storia, ma presenza viva e ancora profondamente attuale nel nostro tempo.
SAN FRANCESCO - Nostro contemporaneo. Arte e Spiritualità da Burri a Pistoletto conferma l’attenzione che Fondazione Perugia dimostra da anni per l’arte contemporanea quale ponte tra tempo e cultura, e con i suoi progetti originali riesce a coinvolgere il pubblico in letture e riletture sempre inedite.
Il catalogo della mostra è edito da Fabrizio Fabbri Editore. Oltre al saggio introduttivo del curatore Costantino D’Orazio, nel volume sono previsti brevi contributi di Davide Rondoni, Fra Giulio Cesareo, Italo Tomassoni, Massimo Duranti, Tiziana Caponi e Samuele Ranucci.
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