Yuval Avital. Anatomie squisite
Il Bestiario della Terra di Yuval Avital | Foto: © Andrea Mazzoni
Dal 2 Settembre 2022 al 27 Novembre 2022
Reggio nell'Emilia | Reggio Emilia | Visualizza tutte le mostre a Reggio Emilia
Luogo: Musei Civici di Reggio Emilia
Indirizzo: Via Lazzaro Spallanzani 1
Orari: venerdì, sabato, domenica e festivi 10.00 – 18.00
Curatori: Alessandro Gazzotti
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Sito ufficiale: http://www.reggioparmafestival.it
Anatomie squisite di Yuval Avital, la mostra ai Musei Civici di Reggio Emilia che ha inaugurato Il Bestiario della Terra del Reggio Parma Festival chiude il 24 luglio per poi subito riaprire: visto il successo riscosso in questi mesi, la mostra riaprirà dal 2 settembre al 27 novembre per permettere al pubblico e alle scuole di andare alla scoperta di questo universo di creature e creazioni che conducono il pubblico in un viaggio inedito lungo gli spazi dei Musei alla scoperta delle sue anatomie squisite.
La mostra segna un duplice punto di partenza nell’indagine di Avital sull’Uomo-Animale: da una parte chiede “che cos’è un corpo, un organo? Come percepiamo un insieme di cose come un corpo? Quali sono i confini tra l’anatomia scientifica e quella d’arte?”; dall’altra, nella logica che unisce le mostre in programma, rappresenta la prima tappa, quella dell’infanzia – e cioè il gioco, il sogno, lo stupore, il subconscio.
L’Anatomia, il Corpo e i suoi Organi si spiegano tramite il modus operandi della mostra, a partire dalla mise en espace espositiva: un puzzle ibrido frutto dell’allestimento d’artista, in cui opere d’arte si innescano con animali mummificati, reperti archeologici, manufatti antichi o comuni. Anatomie squisite, infatti,è creata in stretto dialogo tematico e suggestivo con le collezioni dei Musei Civici (includendo oggetti conservati nei magazzini e solitamente non esposti al pubblico) e in particolare con la celebre Collezione Spallanzani, una delle fonti di ispirazione principali del “Bestiario della Terra”, con le sue creature reali o assemblate.
Come in un’operazione di macro-innesto, Avital interviene, trasformandoli, anche sugli spazi dei Musei: dalle pareti e dai pavimenti dei corridoi fuoriescono vene e arterie, realizzate in dialogo con le professionalità sceniche e sartoriali della Fondazione i Teatri di Reggio Emilia.
Creando ‘parentele’ o ‘meta-corpi’ inaspettati e inusuali, connessi tra loro tramite simmetrie cromatiche, semantiche, strutturali o fantasiose, l’artista invita il pubblico a costruire la propria narrazione. La riflessione su cosa sia un corpo e sul concetto di ibridazioni complesse, reali e metaforiche, diventa dunque un gioco di rimandi dove qualcosa cresce e prolifera, in una stratificazione continua di frammenti del mondo circostante e di quello immaginifico.
Non a caso il cuore della mostra sono i Cadavres exquis di Avital: come nei giochi letterari e pittorici surrealisti, l’artista dà voce al suo inconscio e alla sua immaginazione plasmando creature ibride e fantastiche dai colori spesso vivaci e contrastanti, a volte sospese nel vuoto, altre inserite in stranianti ambientazioni. Una serie di disegni che diventano delle partiture visive per inedite realizzazioni e traduzioni materiche di varia natura, messe in opera in dialogo con diverse realtà artistiche e artigianali del territorio nel segno dell’arte relazionale, elemento centrale del modus operandi di Avital degli ultimi anni.
L’artista inoltre affianca alcune delle sue opere pittoriche ‘animalesche’ (in gran parte appartenenti alla serie Animalium, 2018, alle raccolte anatomiche ottocentesche dei Musei. In mostra anche opere scultoree dell’artista tra cui i Tubolar bones,formazioni monocrome dall’impianto scheletrico contorte in molteplici estroflessioni, e i Tubolar landscapes nature morte metafisiche, “paesaggi” organici cristallizzati nel bianco che dialogano con gessi anatomici, frammenti archeologici, minerali e ossa animali.
La mostra segna un duplice punto di partenza nell’indagine di Avital sull’Uomo-Animale: da una parte chiede “che cos’è un corpo, un organo? Come percepiamo un insieme di cose come un corpo? Quali sono i confini tra l’anatomia scientifica e quella d’arte?”; dall’altra, nella logica che unisce le mostre in programma, rappresenta la prima tappa, quella dell’infanzia – e cioè il gioco, il sogno, lo stupore, il subconscio.
L’Anatomia, il Corpo e i suoi Organi si spiegano tramite il modus operandi della mostra, a partire dalla mise en espace espositiva: un puzzle ibrido frutto dell’allestimento d’artista, in cui opere d’arte si innescano con animali mummificati, reperti archeologici, manufatti antichi o comuni. Anatomie squisite, infatti,è creata in stretto dialogo tematico e suggestivo con le collezioni dei Musei Civici (includendo oggetti conservati nei magazzini e solitamente non esposti al pubblico) e in particolare con la celebre Collezione Spallanzani, una delle fonti di ispirazione principali del “Bestiario della Terra”, con le sue creature reali o assemblate.
Come in un’operazione di macro-innesto, Avital interviene, trasformandoli, anche sugli spazi dei Musei: dalle pareti e dai pavimenti dei corridoi fuoriescono vene e arterie, realizzate in dialogo con le professionalità sceniche e sartoriali della Fondazione i Teatri di Reggio Emilia.
Creando ‘parentele’ o ‘meta-corpi’ inaspettati e inusuali, connessi tra loro tramite simmetrie cromatiche, semantiche, strutturali o fantasiose, l’artista invita il pubblico a costruire la propria narrazione. La riflessione su cosa sia un corpo e sul concetto di ibridazioni complesse, reali e metaforiche, diventa dunque un gioco di rimandi dove qualcosa cresce e prolifera, in una stratificazione continua di frammenti del mondo circostante e di quello immaginifico.
Non a caso il cuore della mostra sono i Cadavres exquis di Avital: come nei giochi letterari e pittorici surrealisti, l’artista dà voce al suo inconscio e alla sua immaginazione plasmando creature ibride e fantastiche dai colori spesso vivaci e contrastanti, a volte sospese nel vuoto, altre inserite in stranianti ambientazioni. Una serie di disegni che diventano delle partiture visive per inedite realizzazioni e traduzioni materiche di varia natura, messe in opera in dialogo con diverse realtà artistiche e artigianali del territorio nel segno dell’arte relazionale, elemento centrale del modus operandi di Avital degli ultimi anni.
L’artista inoltre affianca alcune delle sue opere pittoriche ‘animalesche’ (in gran parte appartenenti alla serie Animalium, 2018, alle raccolte anatomiche ottocentesche dei Musei. In mostra anche opere scultoree dell’artista tra cui i Tubolar bones,formazioni monocrome dall’impianto scheletrico contorte in molteplici estroflessioni, e i Tubolar landscapes nature morte metafisiche, “paesaggi” organici cristallizzati nel bianco che dialogano con gessi anatomici, frammenti archeologici, minerali e ossa animali.
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