Antonello Viola. Anche Bach mi ha salvato
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Antonello Viola, Oro bianco su helio green, magenta e viola di cadmio, 2016-20, olio matita e foglia d'oro bianco su carta giapponese, 47x37cm.
Dal 22 Ottobre 2020 al 09 Gennaio 2021
Roma
Luogo: Francesca Antonini Arte Contemporanea
Indirizzo: via di Capo le Case 4
Orari: Martedì - Venerdì 12.00 - 19.00
Telefono per informazioni: +39 06 67 91 387
E-Mail info: info@francescaantonini.it
Sito ufficiale: http://www.francescaantonini.it
Francesca Antonini Arte Contemporanea è lieta di presentare la quarta personale di Antonello Viola, dal titolo Anche Bach mi ha salvato. La mostra raccoglie una selezione di dieci opere inedite su carta giapponese, insieme a una grande installazione ambientale in vetro ideata appositamente per la sala centrale. Il progetto è introdotto da un testo di Davide Ferri.
Anche Bach mi ha salvato arriva a oltre cinque anni dall’ultima esposizione in galleria, un intervallo di tempo in cui l’artista ha affinato la sua pratica a partire da forme, modi e convinzioni che da sempre definiscono la sua identità: l’idea che la pittura richieda una processualità lenta, lentissima e che ogni dipinto chiami l’artista a un rapporto di lunga frequentazione, a un dialogo tra due alterità che si contaminano reciprocamente. I lavori di Antonello Viola si sviluppano attraverso una serie di momenti emblematici che caratterizzano la sua pratica. Un foglio di carta giapponese di formato medio o piccolo come inizio, una serie di stratificazioni successive, di campiture e toni di colore a olio che si rilanciano reciprocamente, che reagiscono l’uno all’altro e che inspessiscono la carta fino a farla dissolvere nel colore: non è esattamente la carta, dunque, ma questa “carta-colore” il medium specifico dell’artista; l’approdo a un ultimo strato di foglia d’oro, o di oro bianco o rame, che dona a ogni lavoro l’aspetto di un “quasi monocromo”. Uno strato che chiude, sigilla e custodisce, e al contempo costituisce un nuovo inizio: solo dopo averlo steso/ applicato, l’artista inizia un meticoloso processo di scavo (uno scavo lieve, che asseconda le accidentalità della superficie), un nuovo disegno dell’opera, che si realizza retroattivamente e per via di raschiature e delicate asportazioni, e che lascia emergere, in piccole aree e lungo i margini, gli strati sottostanti, la vita materiale del dipinto.
I lavori hanno cronologie molto lunghe (a volte spaventosamente lunghe, di anni): ogni opera è dunque un segmento temporale, una porzione di vita, un oggetto che può rivelare o nascondere immagini potenziali, atmosfere e umori che hanno a che fare con il passare dei giorni e delle stagioni.
Antonello Viola è nato nel 1966 a Roma, dove vive e lavora. Nel 2020 ha preso parte alla collettiva Real Utopias, evento collaterale di Manifesta 13, a Marsiglia. Le mostre personali più recenti includono Antonello Viola presentata dalla Galleria d'arte Alessandro Casciaro di Bolzano (2018), e Opere su carta 2012-2017 al Civico Museo d'Arte Moderna e Contemporanea, Articoli Corrado (2019). Viola ha partecipato a numerose mostre collettive istituzionali, tra cui Looking for utopia, a cura di Biance Cerrina Feroni e Melania Rossi, Novecento, Venezia (2019) e The artist / knight, a cura di Joanna De Vos, Gaasbeek Castel in Flemish Brabant, Belgio (2017)
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