Corrado Cagli. La pittura, l'esilio, l'America (1938-1947) di Raffaele Bedarida
Corrado Cagli. La pittura, l'esilio, l'America (1938-1947) di Raffaele Bedarida
Dal 10 Dicembre 2019 al 10 Dicembre 2019
Luogo: Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Indirizzo: viale Belle Arti 131
Orari: ore 17.30
Costo del biglietto: ingresso gratuito
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea ospita la presentazione del libro Corrado Cagli. La pittura, l'esilio, l'America (1938-1947) di Raffaele Bedarida, per le edizioni Donzelli. Il volume, nel ripercorrere la vita biografica ed artistica di Cagli, si sofferma sul periodo poco noto dell’esilio, di grande importanza per la conoscenza di questo artista, oggi messo in luce grazie a materiale non ancora pubblicato prima e frutto di studi recenti.
Quando Corrado Cagli, pittore affermato e figura di spicco della Scuola di Roma, sceglie l’esilio, ha solo 28 anni, ma ha già alle spalle una carriera brillante: ha esposto, tra l’altro, alla Triennale di Milano e alla Biennale di Venezia. Nel 1938 la dittatura irrigidisce il suo volto e Cagli, ebreo e aperto al dialogo con le avanguardie internazionali, diventa un bersaglio per il regime, deciso a importare in Italia la campagna nazista contro l’arte degenerata. Cagli espatria quindi negli Stati Uniti, dove resterà fino al 1947.
Saranno, questi, anni cruciali per lui, dal punto di vista personale e artistico: allo scoppio della guerra si arruola nell’esercito americano e torna in Europa a combattere, documentando l’esperienza con una serie drammatica di disegni; approfondisce la tecnica dei murali, confrontandosi con la scuola messicana allora in auge negli Stati Uniti; acquistati dal MoMA, i disegni di guerra gli procurano la prestigiosa Guggenheim Fellowship; lavora quindi per la neonata Ballet Society di Balanchine. Vicino alla rivista “View” e al suo ambiente surrealista, Cagli inoltre porta avanti una ricerca spaziale che lo condurrà ai disegni astratti sulla “quarta dimensione”. Un decennio nomade, quello di Cagli, e finora poco conosciuto, ricostruito in questo studio grazie a un approfondito lavoro di scavo in un ricco materiale inedito, iconografico e testuale, in gran parte pubblicato qui per la prima volta.
Un esilio come un cammino di trasformazione, che gli consente di sviluppare appieno la sua poetica: l’arte come ricerca, che matura attraverso percorsi paralleli e una molteplicità di linguaggi e contenuti; un’arte multidirezionale, apparentemente schizofrenica, di respiro internazionale. Come osserva Enrico Crispolti nella Prefazione, sarà proprio questa complessità, questa novità straordinaria – difficile da comprendere nel clima settario e fazioso del dopoguerra italiano – la ragione profonda, malcelata sotto critiche di carattere ideologico e politico, dell’ostracismo subito da Cagli una volta tornato in Italia, un ostracismo che su di lui peserà quasi come un nuovo esilio, questa volta in patria.
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