Disegnare le vite. Memoria e biografia nell’opera di Barbara Yelin
Opera di Barbara Yelin
Dal 21 January 2026 al 20 March 2026
Roma
Luogo: KunstRaum Goethe-Institut
Indirizzo: Via Savoia 15
Orari: Lunedì, martedì, e giovedì ore 9-19 Mercoledì e venerdì 9-15
Curatori: Associazione Culturale Hamelin
Costo del biglietto: Ingresso libero
Telefono per informazioni: +39 06 8440051
E-Mail info: info-roma@goethe.de
Sito ufficiale: http://www.goethe.de/roma/kunstraum
Il Goethe-Institut, in collaborazione con l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, NABA Nuova Accademia di Belle Arti, ARF! il Festival del Fumetto e Biblioteca Europea, Biblioteche di Roma, inaugura il 21 gennaio alle ore 19:00 la mostra delle tavole originali tratte dai graphic novel di Barbara Yelin.
Disegnare le vite. Memoria e biografia nell’opera di Barbara Yelin si terrà dal 22 gennaio al 20 marzo 2026 presso il KunstRaum del Goethe-Institut di Roma in via Savoia, 15. In esposizione ci saranno oltre 80 tavole tratti dalle opere principali dell’artista tedesca. L’artista alle 19:30 sarà protagonista di una lettura scenica in tedesco e in italiano.
Barbara Yelin, vincitrice del premio Roma Villa Massimo, è una delle più importanti voci del fumetto tedesco contemporaneo. Con il fumetto indaga un terreno molto peculiare: quello della memoria e delle possibilità che la combinazione fra disegno, parola e sequenzialità offrono per ricostruire la Storia, o meglio i frammenti di una storia personale che si fa collettiva.
Le vite degli altri come cifra poetica
Yelin affronta il tema della memoria attraverso le vite di alcune persone e personaggi: Therese Giehse, figura rivoluzionaria del teatro tedesco, prima attrice protagonista di Madre Coraggio di Bertolt Brecht e cofondatrice, assieme a Erika e Klaus Mann, del cabaret politico "Die Pfeffermühle” (Die Giehse – Ein Leben für das Theater 1898- 1975, Reprodukt, 2025); Emmie Arbel, sopravvissuta dal campo di sterminio di Ravensbrück e Bergen-Belsen e protagonista di una complessa e dolorosa vicenda personale segnata da violenza e resistenza (Emmie Arbel. Die Farbe der Erinnerung, Reprodukt, 2023); Irmina, personaggio di finzione ma ispirato a vicenda vera, che ripercorre la dura scelta nei tempi del nazionalsocialismo tra sentimenti, libertà personale e la spinta al riconoscimento sociale (Irmina, Reprodukt, 2014); Kidane, immigrato eritreo nella Berna dei nostri giorni (Unsichtbar, autoprodotto, 2019; Invisibile, Internazionale, 2021).
Il fumetto come strumento di memoria
C’è un interrogativo radicale e profondo con cui l’artista prova a dialogare attraverso la narrazione per immagini: come si va incontro alla Storia? Yelin trova una chiave potentissima nel fumetto di cui sfrutta la capacità di “dire senza dire”, “mostrare senza mostrare”, dare attraverso le figure un corpo a emozioni, sensazioni, anche “illuminazioni” che ci riportano a un vissuto, dove oggettività e soggettività si mescolano. Yelin eccelle come narratrice per parole e immagini, proprio per la sua capacità di rendere questo complesso nodo.
Barbara Yelin (1977) ha studiato illustrazione all’Università di Scienze Applicate (HAW) di Amburgo dal 2000 al 2004. È disegnatrice di fumetti e autrice di graphic novel incentrati su temi documentaristici, storici e biografici. Le sue opere hanno ricevuto numerosi premi, tra cui recentemente il premio speciale della giuria del Comicsalon Erlangen (2024) e il Gustav-Heinemann-Friedenspreis. Opere (selezione): Emmie Arbel. Die Farbe der Erinnerung (Reprodukt, 2023), Aber ich lebe – Vier Kinder überleben den Holocaust (con Miriam Libicki e Gilad Seliktar. C.H.Beck, 2022), Irmina (Reprodukt 2015). Nel 2024 ha ricevuto per Emmie Arbel il Premio Gustav Heinemann per la pace dedicato ai libri per bambini e ragazzi e nel 2025 il Premio Gegen Vergessen – Für Demokratie. Vive e lavora a Monaco di Baviera. Da settembre 2025 è borsista presso l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo.
Disegnare le vite. Memoria e biografia nell’opera di Barbara Yelin si terrà dal 22 gennaio al 20 marzo 2026 presso il KunstRaum del Goethe-Institut di Roma in via Savoia, 15. In esposizione ci saranno oltre 80 tavole tratti dalle opere principali dell’artista tedesca. L’artista alle 19:30 sarà protagonista di una lettura scenica in tedesco e in italiano.
Barbara Yelin, vincitrice del premio Roma Villa Massimo, è una delle più importanti voci del fumetto tedesco contemporaneo. Con il fumetto indaga un terreno molto peculiare: quello della memoria e delle possibilità che la combinazione fra disegno, parola e sequenzialità offrono per ricostruire la Storia, o meglio i frammenti di una storia personale che si fa collettiva.
Le vite degli altri come cifra poetica
Yelin affronta il tema della memoria attraverso le vite di alcune persone e personaggi: Therese Giehse, figura rivoluzionaria del teatro tedesco, prima attrice protagonista di Madre Coraggio di Bertolt Brecht e cofondatrice, assieme a Erika e Klaus Mann, del cabaret politico "Die Pfeffermühle” (Die Giehse – Ein Leben für das Theater 1898- 1975, Reprodukt, 2025); Emmie Arbel, sopravvissuta dal campo di sterminio di Ravensbrück e Bergen-Belsen e protagonista di una complessa e dolorosa vicenda personale segnata da violenza e resistenza (Emmie Arbel. Die Farbe der Erinnerung, Reprodukt, 2023); Irmina, personaggio di finzione ma ispirato a vicenda vera, che ripercorre la dura scelta nei tempi del nazionalsocialismo tra sentimenti, libertà personale e la spinta al riconoscimento sociale (Irmina, Reprodukt, 2014); Kidane, immigrato eritreo nella Berna dei nostri giorni (Unsichtbar, autoprodotto, 2019; Invisibile, Internazionale, 2021).
Il fumetto come strumento di memoria
C’è un interrogativo radicale e profondo con cui l’artista prova a dialogare attraverso la narrazione per immagini: come si va incontro alla Storia? Yelin trova una chiave potentissima nel fumetto di cui sfrutta la capacità di “dire senza dire”, “mostrare senza mostrare”, dare attraverso le figure un corpo a emozioni, sensazioni, anche “illuminazioni” che ci riportano a un vissuto, dove oggettività e soggettività si mescolano. Yelin eccelle come narratrice per parole e immagini, proprio per la sua capacità di rendere questo complesso nodo.
Barbara Yelin (1977) ha studiato illustrazione all’Università di Scienze Applicate (HAW) di Amburgo dal 2000 al 2004. È disegnatrice di fumetti e autrice di graphic novel incentrati su temi documentaristici, storici e biografici. Le sue opere hanno ricevuto numerosi premi, tra cui recentemente il premio speciale della giuria del Comicsalon Erlangen (2024) e il Gustav-Heinemann-Friedenspreis. Opere (selezione): Emmie Arbel. Die Farbe der Erinnerung (Reprodukt, 2023), Aber ich lebe – Vier Kinder überleben den Holocaust (con Miriam Libicki e Gilad Seliktar. C.H.Beck, 2022), Irmina (Reprodukt 2015). Nel 2024 ha ricevuto per Emmie Arbel il Premio Gustav Heinemann per la pace dedicato ai libri per bambini e ragazzi e nel 2025 il Premio Gegen Vergessen – Für Demokratie. Vive e lavora a Monaco di Baviera. Da settembre 2025 è borsista presso l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo.
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