Elio Castellana. Ad un tratto e per sempre
© Elio Castellana
Dal 14 Ottobre 2016 al 21 Ottobre 2016
Luogo: Interno 14
Indirizzo: via Carlo Alberto 63
Orari: su appuntamento; sabato 15 ottobre dalle 17 alle 21
Curatori: Fabrizio Pizzuto
Enti promotori:
- AIAC Associazione Italiana di Architettura e Critica
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 349 4945612
Sito ufficiale: http://www.architetturaecritica.it/
Il giorno 14 ottobre 2016 alle ore 18.30 Interno 14_lo spazio dell’AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica presenta “Ad un tratto e per sempre”, mostra fotografica di Elio Castellana con un testo critico di Fabrizio Pizzuto.
“Ad un tratto e per sempre” è il primo lavoro totalmente fotografico dell'artista che, proprio attraverso il medium della fotografia così legato per sua natura al rapporto fra l'esserci e il mancare, si confronta con il tema della perdita. Un lavoro severo e poetico che fonda la sua struttura sulla fragilità emozionale da cui sorge.
“(...) Le cose della vita sono nella cornice incastonate, sono mura di case vissute, sono la decadenza del ricordare, sono la danza della sopravvivenza. Questo avviene anche nel lavoro di Elio Castellana.
“Ad un tratto e per sempre” è un lavoro fotografico e poetico. Queste mura, fotografate, vivono e si realizzano nella mente in un continuo zoom, dentro fuori, dettaglio insieme, sono stanze della mente, mura che andranno appese su muro.
Tutto si fa senso nel perdersi alla luce, fotosintesi, foto e sintesi, sintesi della foto oppure operazione di filtraggio e rinascita, rielaborazione, clorofilla, linfa vitale.
L'assenza è sempre una presenza. La presenza di un assente. Un elefante che cammina non visto dentro ad una stanza. Siamo tutto quello che siamo stati. E lo siamo ancora, anche se sanati. Le chiamano cicatrici ma sono pezzettini del corpo.
Lo zoom adesso diventa uno zoom intimo. Non solo dettaglio, particolare e universale, ma interno ed esterno, intimo e palese. Nel luogo dentro cui siamo che è il nostro corpo, intimo ed esteriore, ci stiamo. Ci muoviamo come gatti con gli occhi spalancati per vedere al buio. Stringendo nel dettaglio, approfondendo con la visione, c'è il cuore e con lui le assenze e l'odore di quello che non c'è più. Allargando c'è invece la vita dentro cui ci si perde.
In mezzo c'è una penombra, buio dentro cui ritroviamo oggetti, sui comodini del tempo, senza la polvere, vivi e nel passato. Alzando la testa una luce e il colore sembrano apparire alla fine delle stanze. Abbiamo speranza, abbiamo mano, natura, cuore, aria.
Questa in definitiva è anche la vita dell'immagine, dell'immaginario che ha per referente la realtà, astratta in quanto selezione, abstract, estratto, che significa anche prelevato.” (Fabrizio Pizzuto)
Elio Castellana (Brindisi, 1971) artista visivo e fotografo, opera sul confine tra realtà e finzione, freddezza e incandescenza, utilizzando diversi media, dall’installazione,al video, alla performance, alla fotografia. La sua esperienza come regista e come psicologo sociale lo portano ad utilizzare strumenti concettuali come la sospensione dell’incredulità, la giustapposizione di elementi incoerenti e il ribaltamento del senso comune come chiavi per indagare le tensioni spirituali e i paradossi che permeano l’immaginario visivo contemporaneo, con un focus specifico su temi come l’identità, la morte, la sessualità, la rappresentazione del sè e del prodotto artistico. Nel tempo si confronta con artisti e performer, collaborando e partecipando al lavori linguisticamente diversi. Le sue opere sono state ospiti in sedi istituzionali e non, come Palazzo delle Esposizioni Roma, Teatro Parenti Milano, Istituto Svizzero di Cultura – Istituto di Romania Roma, Teatro India Roma, Accademia di Ungheria Roma, Museo Nazionale di Cosenza, gallerie private, luoghi d’arte non convenzionali come il MAAM e il Forte Prenestino di Roma e in vari festival cinematografici; alcuni dei suoi video sono stati prodotti e trasmessi da Sky Cinema Italia. Fra le mostre più recenti ricordiamo “Open Space 2” presso la Galleria Nazionale di Cosenza, “Ribirth day” al MAAM di Roma, “Artsiders” presso la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, “Ostrale ’15” a Dresda Germania e l’installazione “In nomine” presso la Galleria Spazio Y Roma. Vive e lavora fra Roma e Brindisi.
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