Food. Il gusto nell’arte
Food. Il gusto nell’arte, Chiostro del Bramante, Roma
Dal 17 Ottobre 2026 al 17 Novembre 2026
Luogo: Chiostro del Bramante
Indirizzo: Via Arco della Pace 5
Orari: dalla domenica al giovedì dalle ore 9.30 alle ore 20. Venerdì e sabato dalle ore 9.30 alle ore 21. La biglietteria e il portone d’ingresso chiudono un’ora prima
Curatori: Suzanne Landau
Telefono per informazioni: +39 06 68809035
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.chiostrodelbramante.it
Dal 17 ottobre 2026 il Chiostro del Bramante racconta il cibo come linguaggio dell’arte con “Food. Il gusto nell’arte”, a cura di Suzanne Landau: la mostra esplora il cibo come immagine, materia, memoria, desiderio e riflesso della società, attraverso secoli e continenti, tra opere storiche, moderne e contemporanee.
Prodotta e organizzata da DART – Chiostro del Bramante, la mostra nasce dalla riflessione sul ruolo del cibo nella storia: non soltanto elemento quotidiano, ma simbolo capace di raccontare identità, rituali e trasformazioni sociali e chiave per leggere il rapporto tra individuo e comunità, tra natura e cultura, tra ciò che permane e ciò che è destinato a mutare.
Dal Cinquecento alle ricerche contemporanee, dalle nature morte alle grandi installazioni, le opere in mostra restituiscono la complessità di un tema che ha accompagnato la creatività umana nel tempo. Il percorso si sviluppa attraverso nuclei dedicati alla natura morta, al corpo, alla tavola e alla cucina, alla memoria, al gioco, al design, agli scambi globali, all’ecologia e al cinema, mettendo in dialogo opere e linguaggi lontani tra loro.
La mostra evidenzia anche il passaggio del cibo da soggetto rappresentato a materia viva dell’opera: un elemento capace di coinvolgere lo spettatore attraverso esperienza, percezione e relazione. In questo intreccio tra storia e contemporaneità, il cibo emerge come uno spazio di incontro tra arte, società e cultura.
Il percorso si arricchisce di importanti collaborazioni istituzionali, con 17 opere restaurate provenienti dalle Ville e Residenze monumentali fiorentine Villa Medicea di Poggio a Caiano e tre storici servizi da tavola della Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia.
Tra le altre collaborazioni figurano Fondazione Brescia Musei, le Gallerie Nazionali Barberini Corsini, Galleria Borghese, Garum – Biblioteca e Museo della Cucina, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Coldiretti.
Prodotta e organizzata da DART – Chiostro del Bramante, la mostra nasce dalla riflessione sul ruolo del cibo nella storia: non soltanto elemento quotidiano, ma simbolo capace di raccontare identità, rituali e trasformazioni sociali e chiave per leggere il rapporto tra individuo e comunità, tra natura e cultura, tra ciò che permane e ciò che è destinato a mutare.
Dal Cinquecento alle ricerche contemporanee, dalle nature morte alle grandi installazioni, le opere in mostra restituiscono la complessità di un tema che ha accompagnato la creatività umana nel tempo. Il percorso si sviluppa attraverso nuclei dedicati alla natura morta, al corpo, alla tavola e alla cucina, alla memoria, al gioco, al design, agli scambi globali, all’ecologia e al cinema, mettendo in dialogo opere e linguaggi lontani tra loro.
La mostra evidenzia anche il passaggio del cibo da soggetto rappresentato a materia viva dell’opera: un elemento capace di coinvolgere lo spettatore attraverso esperienza, percezione e relazione. In questo intreccio tra storia e contemporaneità, il cibo emerge come uno spazio di incontro tra arte, società e cultura.
Il percorso si arricchisce di importanti collaborazioni istituzionali, con 17 opere restaurate provenienti dalle Ville e Residenze monumentali fiorentine Villa Medicea di Poggio a Caiano e tre storici servizi da tavola della Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia.
Tra le altre collaborazioni figurano Fondazione Brescia Musei, le Gallerie Nazionali Barberini Corsini, Galleria Borghese, Garum – Biblioteca e Museo della Cucina, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Coldiretti.
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