I Martedì Critici - Pasquale “Ninì” Santoro

I Martedì Critici - Pasquale “Ninì” Santoro, MACRO, Roma

 

Dal 05 Aprile 2016 al 05 Aprile 2016

Roma

Luogo: MACRO – Sala Cinema

Indirizzo: via Nizza 138

Curatori: Alberto Dambruoso, Claudio Crescentini

Enti promotori:

  • Roma Capitale

Costo del biglietto: ingresso libero fino ad esaurimento posti

Telefono per informazioni: +39 060608

E-Mail info: info@imartedicritici.it

Sito ufficiale: http://www.imartedicritici.com



Riparte martedì 5 aprile la stagione primaverile dei «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall'«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti al settimo anno di attività. La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell'arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno a Roma, in diverse sedi, alternandosi tra il Museo MACRO di via Nizza, il Ministero degli Affari Esteri - La Farnesina e il Tempietto del Bramante sul Gianicolo, sede dell'Accademia di Spagna.
Ad affiancare Alberto Dambruoso nella conduzione delle interviste, si avvicenderanno interlocutori di volta in volta diversi: Lorenzo Canova, Claudio Crescentini, Costantino D'Orazio, Sara De Chiara, Marco Di Capua, Guglielmo Gigliotti. 
 
Ospite dell'appuntamento inaugurale del 5 aprile è Pasquale “Ninì” Santoro (Ferrandina, Matera, 1933). L’incontro è realizzato in collaborazione con il MACRO, come i successivi appuntamenti in programma nel museo.
 
Tra i massimi protagonisti dell’arte astratta italiana, dalla fine degli anni Cinquanta Pasquale “Ninì” Santoroporta avanti una ricerca formale che spazia dalla pittura alla scultura, dall’incisione alla ceramica. Dopo una prima formazione a Roma, Santoro si trasferisce nel 1957 a Lione, grazie a una borsa di studio al Musées des Tissus, e poi a Parigi, dove frequenta il celebre laboratorio di incisione di Stanley William Hayter, l’Atelier 17, all’epoca cuore pulsante dell’avanguardia artistica della capitale francese. Presso l’Atelier 17, accanto allo studio approfondito delle tecniche incisorie tradizionali, in particolare della xilografia, apprende l’originale procedimento di stampa a colori da una sola matrice, reso possibile incidendo la superficie della lastra a diverse profondità. Santoro rientra nel 1962 a Roma e fonda, insieme con Biggi, Carrino, Frascà, Pace e Uncini, il Gruppo Uno, impegnato nel superamento del linguaggio informale attraverso una nuova riflessione sui mezzi tradizionali dell’arte. La prima mostra del Gruppo Uno, presentata alla Galleria Quadrante di Firenze, è accompagnata da scritti di Palma Bucarelli, Nello Ponente e Giulio Carlo Argan, a cui l’artista è legato da un rapporto di amicizia fin dal suo esordio. Già nell’estate del 1963 però Santoro decide di separarsi dal gruppo e comincia a dedicarsi alla scultura: strutture in ferro, caratterizzate da linee dinamiche e minimaliste, si snodano nello spazio restituendo un’immagine sintetica, essenziale della natura. Nel 1967 l’artista realizza per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, su commissione di Palma Bucarelli, la celebre Foresta pietrificata in acciaio. A partire dagli anni Settanta sarà la volta de Gli Achei, I Templari, Le Maschere, sculture attraversate da una tensione monumentale, in cui l’epos rivive in un materiale industriale come il metallo perforato. Al 1977-78 risale la serie grafica I cieli di Piranesi, ispirata alle lastre originali del maestro veneziano, realizzata presso la Stamperia della Calcografia, dove l’artista è invitato a insegnare da Carlo Bertelli e dove lavora a un ciclo di acqueforti per illustrare i Four Quartets di Eliot. Ad accompagnare la lunga attività di Santoro vi è il infatti rapporto fecondo con la poesia, cominciato con la pubblicazione di Impressions negli anni di Parigi, un volume con illustrazioni che accompagnano i componimenti di Apollinaire, Baudelaire, Garcia Lorca, Quasimodo e dell’amico Ungaretti, di cui in seguito ha illustrato Il dolore.
 
Tra le mostre personali di Ninì Santoro ricordiamo: la prima esposizione di pittura presso la Galleria Appia Antica a Roma, 1959;  l’esposizione di scultura alla Galleria Il Naviglio di Milano, presentata da N. Ponente, 1966; la mostra dedicata a Nello Ponente, a cura di M. Calvesi, Galleria Mèta Arte Contemporanea a Bolzano e IV Biennial of European Graphic Art, Baden-Baden, 1983; De Divina Proportione, a cura di O. Speciale, Galerie Adeas de L’École d’architecture di Strasburgo, 1987; A Sarah la principessa, Galleria il Sottoportego di Venezia, 2002; Cieli/Skies, a cura di A Tosi, Istituto Italiano di Cultura a San Francisco e Palazzo Lanfranchi a Pisa, 2008. Nel 2013 espone all’Istituto italiano di cultura di Budapest, presenta Sculture in movimento alla Galleria Arte e Pensieri di Roma e realizza la scultura Iustitia per il paese di Villapiana (Cosenza). In Calabria, a Vaccarizzo, realizza nel 2014 una stele in onore di Scanderbeg.
Santoro ha partecipato a numerose rassegne, tra cui ricordiamo: la Biennale di Venezia, 1962; International Biennial Exhibition of Prints in Tokyo, 1964; V Biennale di Parigi, 1967; Anni ‘60: al di là della pittura, a cura di M. Calvesi, presso il Palazzo delle Esposizioni a Roma, 1990; Quadriennale Roma, 2005; Gli anni ‘60 e ‘70 alla Calcografia, presso l’Istituto nazionale per la grafica, 2007; ‘50 -‘60. La scultura in Italia, mostra a cura della Galleria nazionale d’arte moderna, presso Villa d’Este a Tivoli, nel 2007.
Nel 2011 è insignito del Premio Presidente della Repubblica conferitogli da Giorgio Napolitano e nel 2013 è nominato Accademico di San Luca.
Le opere di Santoro si trovano nelle collezioni di numerosi musei in Italia e all’estero, tra cui: la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Museum of Modern Art di New York, il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, l’Art Museum di Tel Aviv, i Musei Vaticani.
 

SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
COMMENTI