Joan Miró. Tracé sur l’eau
Joan Miró, acquerello 1 di 14, acquaforte su onion skin paper du Marais
Dal 18 Gennaio 2023 al 8 Aprile 2023
Luogo: La Galleria delle Arti
Indirizzo: Via dei Sabelli 2
Orari: mercoledì, giovedì e domenica dalle 18 alle 22; venerdì e sabato dalle 18 alle 23
Prolungata: fino all'8 aprile 2023
Costo del biglietto: ingresso con formula "up to you"
Telefono per informazioni: +39 375.7223987
Sito ufficiale: http://www.lagalleriadellearti.it
Dopo il successo delle tre esposizioni dedicate alla Divina Commedia, con le 101 opere firmate Salvador Dalì, a La Galleria delle Arti, storico ritrovo culturale del quartiere di San Lorenzo a Roma, mercoledì 18 gennaio inaugura la mostra di Joan Mirò “Tracé sur l’eau”, una serie di 14 acquerelli stampati ad acquaforte su onion skin paper du Marais in un’edizione limitata, pubblicata nel 1963 come libro d’artista.
Le opere in mostra testimoniano quanto Miró attinga da diversi stili e movimenti artistici, in particolare dall’espressionismo astratto americano, con un chiaro riferimento al drip painting di Pollock, il quale a sua volta si ispira al movimento Surrealista. Al primo sguardo, lo spettatore è catturato dalla natura caotica della composizione; la contrapposizione di rosso, blu e verde con i toni muti del grigio e marrone e l’uso di linee e forme fluide creano un senso di movimento ed energia. Nonostante l’apparente caos si viene pervasi da un senso di calma ed equilibrio, come se differenti elementi volteggiassero insieme armoniosamente. Joan Miró i Ferrà è stato un artista spagnolo, considerato uno dei più ferventi esponenti del Surrealismo del XX secolo.
Nato a Barcellona nel 1893, inizia a studiare arte sin da giovane alla Scuola di Belle Arti della sua città natale.
Negli anni '20 si trasferisce a Parigi dove entra in contatto con il circolo di Tristan Tzara e con artisti come Salvador Dalí e Pablo Picasso. L'influenza del movimento dadaista, ma ancor di più della poesia surrealista, porta l'arte di Miró verso l'astrazione, riducendo la realtà all'essenziale. «Assassinare l'arte convenzionale» è la sua missione, che tenterà di compiere per tutta la sua vita, a partire dagli anni ‘20 fino alla celebrità degli anni ‘50, quando conquista il premio per la grafica alla Biennale di Venezia (1954) e il Premio Internazionale Guggenheim (1958).
La sua produzione artistica si avvale di una poliedricità di forme e mezzi espressivi, dalla pittura alla ceramica fino all’opera grafica, che gli hanno permesso di esprimere il suo spirito innovativo, attraverso segni, colori e superfici.
Miró dà vita a una delle vicende artistiche più significative e fertili del ‘900 e dedicò la sua vita alla sperimentazione di nuove tecniche e alla ricerca di un linguaggio universale, immediatamente comprensibile da tutti. Muore a Palma di Maiorca nel 1983.
Le opere in mostra testimoniano quanto Miró attinga da diversi stili e movimenti artistici, in particolare dall’espressionismo astratto americano, con un chiaro riferimento al drip painting di Pollock, il quale a sua volta si ispira al movimento Surrealista. Al primo sguardo, lo spettatore è catturato dalla natura caotica della composizione; la contrapposizione di rosso, blu e verde con i toni muti del grigio e marrone e l’uso di linee e forme fluide creano un senso di movimento ed energia. Nonostante l’apparente caos si viene pervasi da un senso di calma ed equilibrio, come se differenti elementi volteggiassero insieme armoniosamente. Joan Miró i Ferrà è stato un artista spagnolo, considerato uno dei più ferventi esponenti del Surrealismo del XX secolo.
Nato a Barcellona nel 1893, inizia a studiare arte sin da giovane alla Scuola di Belle Arti della sua città natale.
Negli anni '20 si trasferisce a Parigi dove entra in contatto con il circolo di Tristan Tzara e con artisti come Salvador Dalí e Pablo Picasso. L'influenza del movimento dadaista, ma ancor di più della poesia surrealista, porta l'arte di Miró verso l'astrazione, riducendo la realtà all'essenziale. «Assassinare l'arte convenzionale» è la sua missione, che tenterà di compiere per tutta la sua vita, a partire dagli anni ‘20 fino alla celebrità degli anni ‘50, quando conquista il premio per la grafica alla Biennale di Venezia (1954) e il Premio Internazionale Guggenheim (1958).
La sua produzione artistica si avvale di una poliedricità di forme e mezzi espressivi, dalla pittura alla ceramica fino all’opera grafica, che gli hanno permesso di esprimere il suo spirito innovativo, attraverso segni, colori e superfici.
Miró dà vita a una delle vicende artistiche più significative e fertili del ‘900 e dedicò la sua vita alla sperimentazione di nuove tecniche e alla ricerca di un linguaggio universale, immediatamente comprensibile da tutti. Muore a Palma di Maiorca nel 1983.
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