Massimo Falsaci. Un assordante silenzio
Massimo Falsaci. Un assordante silenzio, Cascina Farsetti - Villa Doria Pamphilj, Roma
Dal 13 Luglio 2014 al 20 Luglio 2014
Luogo: Cascina Farsetti - Villa Doria Pamphilj
Indirizzo: via Leone XIII 75
Orari: da domenica a venerdì 9-13; sabato su appuntamento
Curatori: Marina Ciangoli
Enti promotori:
- Assessorato alla Cultura Creatività e Promozione Artistica
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06 3291263
Dal 13 al 20 luglio 2014 si terrà presso la Cascina Farsetti, situata all’interno della panoramica Villa Doria Pamphilj, la personale di arte contemporanea dell’artista Massimo Falsaci dal titolo “Un assordante silenzio”, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura Creatività e Promozione Artistica, organizzata dall’Associazione Culturale Orizzonte contemporaneO, a cura di Marina Ciangoli.
Il 13 luglio avrà luogo il matinée dove i visitatori sono invitati a partecipare per condividere le sensazioni ed emozioni della mostra insieme all’artista ed agli organizzatori.
Il tema della mostra prende spunto dalla citazione dello scrittore e filosofo Edmunde Burke secondo il quale “Tutte le privazioni generali sono grandi perché sono tutte terribili: il Vuoto, l’Oscurità, la Solitudine, il Silenzio”.
Nella mostra di Massimo Falsaci padroneggia la privazione, l’assoluta mancanza di suono, la linearità della consuetudine interrotta e conduce lo spettatore a immergersi in un assordante silenzio nel quale i personaggi ci guidano e ci ospitano nella sordità dell’era contemporanea.
In opere quali Colpevoli, In the Silva, Extra Moenia e Senza Titolo del 2011 la fa da padrone un alienante frastuono silente contrapposto alla giungla metropolitana. Nel percorso della mostra è racchiuso il messaggio della pittura dell’artista, interrogato da una società caotica che è sorda ad una qualsiasi comunicazione.
Le opere sono esposte nel prestigioso spazio espositivo della Cascina Farsetti, un edificio rurale acquistato dai Pamphilj a metà Settecento dalla famiglia Farsetti, che venne più volte rimaneggiato e successivamente ricostruito ed ora adibito a location per esposizioni temporanee.
In questa location le opere si faranno partecipi della sublime privazione burkiana, con esempi tratti dai cicli pittorici quali Metropolitani, Ritratti, Extra Moenia e Vedute e sarà un percorso che condurrà lo spettatore a riflettere sul mondo che lo circonda, dalla comunicazione falsata dalle molteplici informazioni che ci vengono fornite continuamente e troverà così nell’assordante silenzio un metodo per ripensare al proprio modo di agire.
Il 13 luglio avrà luogo il matinée dove i visitatori sono invitati a partecipare per condividere le sensazioni ed emozioni della mostra insieme all’artista ed agli organizzatori.
Il tema della mostra prende spunto dalla citazione dello scrittore e filosofo Edmunde Burke secondo il quale “Tutte le privazioni generali sono grandi perché sono tutte terribili: il Vuoto, l’Oscurità, la Solitudine, il Silenzio”.
Nella mostra di Massimo Falsaci padroneggia la privazione, l’assoluta mancanza di suono, la linearità della consuetudine interrotta e conduce lo spettatore a immergersi in un assordante silenzio nel quale i personaggi ci guidano e ci ospitano nella sordità dell’era contemporanea.
In opere quali Colpevoli, In the Silva, Extra Moenia e Senza Titolo del 2011 la fa da padrone un alienante frastuono silente contrapposto alla giungla metropolitana. Nel percorso della mostra è racchiuso il messaggio della pittura dell’artista, interrogato da una società caotica che è sorda ad una qualsiasi comunicazione.
Le opere sono esposte nel prestigioso spazio espositivo della Cascina Farsetti, un edificio rurale acquistato dai Pamphilj a metà Settecento dalla famiglia Farsetti, che venne più volte rimaneggiato e successivamente ricostruito ed ora adibito a location per esposizioni temporanee.
In questa location le opere si faranno partecipi della sublime privazione burkiana, con esempi tratti dai cicli pittorici quali Metropolitani, Ritratti, Extra Moenia e Vedute e sarà un percorso che condurrà lo spettatore a riflettere sul mondo che lo circonda, dalla comunicazione falsata dalle molteplici informazioni che ci vengono fornite continuamente e troverà così nell’assordante silenzio un metodo per ripensare al proprio modo di agire.
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