Medardo Rosso
Dal 10 Ottobre 2019 al 2 Febbraio 2020
Luogo: Museo Nazionale Romano Palazzo Altemps
Indirizzo: piazza di Sant'Apollinare 46
Orari: da martedì a domenica 9.00-19.45
Curatori: Francesco Stocchi, Paola Zatti
Enti promotori:
- Electa
Costo del biglietto: intero singola sede € 10,00; supplemento al biglietto intero singola sede € 3,00 (obbligatorio nel caso di mostra allestita negli spazi della sede del Museo) Biglietto intero cumulativo € 12,00 (valido tre giorni permette l'accesso a tutte le sedi del Museo); supplemento al biglietto intero cumulativo € 3,00 (obbligatorio nel caso di mostra allestita negli spazi della sede del Museo)
Telefono per informazioni: +39 06.684851
E-Mail info: mn-rm@beniculturali.it
Sito ufficiale: http://www.museonazionaleromano.beniculturali.it
La mostra vuole essere l’occasione di una riflessione ampia sulla scultura, che potrà avvalersi dell’accostamento delle opere di Medardo con alcuni dei massimi capolavori della classicità custoditi nel Museo di Palazzo Altemps, in un percorso di lettura del repertorio e della modernità dell’artista reso perciò ancor più stimolante e inedito.
L’esposizione, nelle sale del primo piano, non prevede un percorso cronologico ma tematico, attraverso alcuni dei soggetti trattati dell’artista di cui verranno presentate differenti versioni, in una scelta determinata da ragioni non solo iconografiche, ma soprattutto compositive e tecniche: la straordinaria originalità di Rosso nello sperimentare utilizzi assolutamente inediti dei materiali e la conseguente varietà della resa materica saranno restituite attraverso la selezione di opere in cera, gesso e bronzo, i materiali a lui congeniali nella resa di quello che egli stesso definì “spazio fuggitivo della frazione di un secondo”.
Saranno esposte anche le fotografie di Rosso. Infatti a partire soprattutto dalla fine dell’Ottocento, la fotografia assume per Rosso il senso di una ricerca autonoma e compiuta, parte integrante e insostituibile di un incessante lavoro di ripresa di poche, essenziali immagini, che ha, non a caso, un equivalente in quella continua rielaborazione delle sculture da lui ideate entro i primi anni del Novecento che caratterizza gli ultimi decenni della sua carriera. La fotografia era per Rosso occasione di uno studio sulla materia e sulla luce, ormai svincolato dal confronto col vero.
Il percorso della mostra intende offrire anche un’occasione di dialogo con l’antichità, inserendo all’interno di questi straordinari ambienti alcune testimonianze del rapporto di Rosso con l’antico, non ancora propriamente indagate in sede espositiva.
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