Milos Sobaïc
Milos Sobaïc, Museo della Civiltà Romana, Roma
Dal 27 Febbraio 2013 al 7 Aprile 2013
Luogo: Museo della Civiltà Romana
Indirizzo: piazza G. Agnelli 10
Orari: da martedì a domenica 9-14
Enti promotori:
- Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovrintendenza Capitolina
Costo del biglietto: intero € 8.50, ridotto € 6.50
Telefono per informazioni: +39 06 0608
E-Mail info: info.museociviltaromana@comune.roma.it
Sito ufficiale: http://www.museociviltaromana.it
Milos Sobaïc, artista serbo contemporaneo, torna ad esporre in Italia, ospite di Roma Capitalepresso il Museo della Civiltà Romana dal 27 febbraio al 7 aprile 2013, dopo aver partecipato alla Biennale di Venezia nel 1995. Le sue opere, tele, sculture o installazioni, si caratterizzano per la loro intensità espressiva,cometestimonia anche la recente recensione dell'International Herald Tribune che ne loda stile e profilo.
La prima parte della mostra, promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovrintendenza Capitolina, è dedicata all’Editto di Milano. Noto anche come Editto di Costantino, l’atto fu promulgato nel 313 d.C. a nome dell’imperatore d'Occidente Costantino I e dell’imperatore d'Oriente Licinio, per porre fine a tutte le persecuzioni religiose e per proclamare la neutralità dell'Impero nei confronti di qualsiasi fede.
Una delle opere del Sobaïc è dedicata all’imperatore Costantino, rappresentato in un ritratto nell’atto di compiere un ampio passo a braccia aperte, posizione che allude alla Croce, iconografia che lo raffigura nel mondo cristiano da 1.700 anni.
La seconda parte dell’esposizione è composta da quadri che tratteggiano la quotidiana inquietudine dell’uomo, che si sente sempre meno indispensabile nel mondo attuale.
Roma Capitale è lieta di poter ospitare un artista serbo così significativo. Questa esibizione rientra, infatti, in un quadro di collaborazione artistico-culturale già avviato l’anno scorso con le esposizioni presso lo stesso Museo della Civiltà Romana di altri due artisti serbi nell’ambito delle celebrazioni dell’anno della cultura serba in Italia.
Le due parti della mostra sono in netto contrasto: l’ottimismo cristiano in contrapposizione al pessimismo odierno; il grande e sicuro passo verso il futuro contro il lento ma inesorabile soffocamento dell’uomo. Milos mostra l’uomo impegnato nell’eterna lotta per un’esistenza migliore. Le sue opere, simboleggiando la volontà dell’essere umano di superare se stesso e di divenire migliore, sono piene di energia, movimento e virtù. Già nel lontano 1981, il critico d’arte francese Alain Jouffroy definì Sobaïc come uno dei pochi artisti, nella Parigi di allora, a non temere di esprimere il proprio pensiero sul mondo.
Milos Sobaïc è scultore e pittore. Nelle sculture, frammenti di corpo sono rappresentati in forte movimento, spesso sono gambe che con ampio passo vanno verso un orizzonte con il desiderio di raggiungere al più presto gli obiettivi dell’individuo, evitando gli ostacoli e le insidie del cammino. Nei quadri di Milos Sobaïc si rivela il percorso di questo desiderio che vuole sopravvivere alla costrizione dei posti chiusi per consentire l’evoluzione delle singole identità. Nei primi quadri di Sobaïc si notano grandi folle che corrono ovunque; successivamente il pittore comincia a pulire le tele, lasciandovi una singola figura. Infine, scompone la figura nelle sue varie parti anatomiche per giungere ai quadri attuali dove si intravede solo l’orma del passaggio dell’uomo sulla tela.
La mostra al Museo della Civiltà Romana presenta l’ultimo periodo di Milos Sobaïc: di corsa verso l’orizzonte, di corsa in avanti, come nei primi anni entusiastici del Cristianesimo, ai tempi dell’Editto di Milano, fino alla depressione e al soffocamento dei nostri giorni.
Il pittore semplicemente sente il mondo che lo circonda e lo esprime tramite un proprio speciale filtro. Nella poetica artistica del pittore serbo il mondo è pieno di energia, movimento e forza; così come l’uomo è un grande lottatore desideroso di andare avanti a qualsiasi costo.
La prima parte della mostra, promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovrintendenza Capitolina, è dedicata all’Editto di Milano. Noto anche come Editto di Costantino, l’atto fu promulgato nel 313 d.C. a nome dell’imperatore d'Occidente Costantino I e dell’imperatore d'Oriente Licinio, per porre fine a tutte le persecuzioni religiose e per proclamare la neutralità dell'Impero nei confronti di qualsiasi fede.
Una delle opere del Sobaïc è dedicata all’imperatore Costantino, rappresentato in un ritratto nell’atto di compiere un ampio passo a braccia aperte, posizione che allude alla Croce, iconografia che lo raffigura nel mondo cristiano da 1.700 anni.
La seconda parte dell’esposizione è composta da quadri che tratteggiano la quotidiana inquietudine dell’uomo, che si sente sempre meno indispensabile nel mondo attuale.
Roma Capitale è lieta di poter ospitare un artista serbo così significativo. Questa esibizione rientra, infatti, in un quadro di collaborazione artistico-culturale già avviato l’anno scorso con le esposizioni presso lo stesso Museo della Civiltà Romana di altri due artisti serbi nell’ambito delle celebrazioni dell’anno della cultura serba in Italia.
Le due parti della mostra sono in netto contrasto: l’ottimismo cristiano in contrapposizione al pessimismo odierno; il grande e sicuro passo verso il futuro contro il lento ma inesorabile soffocamento dell’uomo. Milos mostra l’uomo impegnato nell’eterna lotta per un’esistenza migliore. Le sue opere, simboleggiando la volontà dell’essere umano di superare se stesso e di divenire migliore, sono piene di energia, movimento e virtù. Già nel lontano 1981, il critico d’arte francese Alain Jouffroy definì Sobaïc come uno dei pochi artisti, nella Parigi di allora, a non temere di esprimere il proprio pensiero sul mondo.
Milos Sobaïc è scultore e pittore. Nelle sculture, frammenti di corpo sono rappresentati in forte movimento, spesso sono gambe che con ampio passo vanno verso un orizzonte con il desiderio di raggiungere al più presto gli obiettivi dell’individuo, evitando gli ostacoli e le insidie del cammino. Nei quadri di Milos Sobaïc si rivela il percorso di questo desiderio che vuole sopravvivere alla costrizione dei posti chiusi per consentire l’evoluzione delle singole identità. Nei primi quadri di Sobaïc si notano grandi folle che corrono ovunque; successivamente il pittore comincia a pulire le tele, lasciandovi una singola figura. Infine, scompone la figura nelle sue varie parti anatomiche per giungere ai quadri attuali dove si intravede solo l’orma del passaggio dell’uomo sulla tela.
La mostra al Museo della Civiltà Romana presenta l’ultimo periodo di Milos Sobaïc: di corsa verso l’orizzonte, di corsa in avanti, come nei primi anni entusiastici del Cristianesimo, ai tempi dell’Editto di Milano, fino alla depressione e al soffocamento dei nostri giorni.
Il pittore semplicemente sente il mondo che lo circonda e lo esprime tramite un proprio speciale filtro. Nella poetica artistica del pittore serbo il mondo è pieno di energia, movimento e forza; così come l’uomo è un grande lottatore desideroso di andare avanti a qualsiasi costo.
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