Più grande di me. Voci eroiche dalla ex Jugoslavia - Rassegna video
Igor Grubic, Monument, 2015
Dal 18 Maggio 2021 al 6 Giugno 2021
Luogo: MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Indirizzo: Via Guido Reni 4/a
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Sito ufficiale: http://www.maxxi.art
In occasione della mostra Più grande di me. Voci eroiche dalla ex Jugoslavia, a partire da martedì 18 maggio e per tre settimane, la videogallery del MAXXI ospita una rassegna con i lavori degli artisti Igor Grubić, Goran Dević, Anja Medved & Nadja Velušček. I film in programma, in continuità con i temi indagati dalla mostra, riflettono sull'idea di perdita e cambiamento, entrambi provocati dalla dissoluzione della ex Jugoslavia, la fine del socialismo, l'inclusione nel capitalismo globale e la sua integrazione nell'Unione Europea.
La prima settimana della rassegna, dal 18 al 23 maggio, è dedicata al duo artistico Anja Medved e Nadia Velušček, il cui lavoro affronta il tema della perdita e del cambiamento a partire dal caso storico della città di Gorizia, al confine tra Slovenia e Italia.
Dopo la firma del trattato di pace di Parigi nel 1945, la città di Gorizia, pur avendo una gran parte della popolazione di nazionalità slovena, apparteneva formalmente all'Italia. In risposta a questa decisione, le autorità jugoslave decisero di costruire una città completamente nuova, chiamata Nova Gorica. La storia di Nova Gorica è raccontata nel loro film A Town on a Meadow, esposta nella mostra Più grande di me. Voci eroiche dalla ex Jugoslavia e nel fim Smugglers' Confessional, parte di questa rassegna.
Altro tema centrale della loro riflessione è il confine, narrato nei film My Borderline, Binding memories, Memory surgery: una linea di demarcazione fisica e concettuale non sempre facile da superare, tra la Jugoslavia socialista e l’Italia
Protagonista della seconda settimana, dal 25 al 30 maggio, è Igor Grubić. La storia più recente dei territori della ex Jugoslavia attraversa i quattro film di Grubić in programma: East Side Story (2008), Monument (2015), Angels with dirty faces (2006), How steel was tempered (2018). Ogni lavoro racconta con prospettive e tecniche diverse alcune delle vicende più importanti del periodo storico delle guerre nella ex Jugoslavia e della dissoluzione del socialismo. Dalla violenza perpetrata dalle forze dell'ordine durante i due gay pride di Belgrado nel 2001 e Zagabria nel 2002 raccontata di East Side Story, alla distruzione di alcuni imponenti memoriali di cemento antifascisti negli anni Novanta protagonista di Monument; dallo sciopero dei minatori di Kolubara (Angels with dirty faces) che ha portato alla caduta di Milošević fino alla storia personale di ex un operaio di fonderia che lascia a suo figlio la memoria di ciò che è stato nella straordinaria animazione How steel was tempered.
Chiude la rassegna, dal 1 al 6 giugno, la settimana dedicata a Goran Dević. I film selezionati ruotano tutti intorno alla sua città natale Sisak (Croazia), ne raccontano il passato e il presente, gli eroi del lavoro che la abitavano e la generazione perduta di oggi. Se Nova Gorica, con la sua architettura, era il simbolo della modernità del sistema socialista della Jugoslavia, Sisak era il simbolo della sua industria. La principale eccellenza di Sisak era la sua acciaieria (Željezara Sisak), che ai tempi della Jugoslavia, impiegava 14.000 lavoratori, tra i quali anche gli "udarnik", eroi socialisti del lavoro. Il film di Dević Two furnaces for Udarnik Josip Trojko (2012) racconta la storia di uno di loro. In Have Nothing Nice to Say to You (2006) viene invece presentato il lato oscuro di Sisak, a partire da un omicidio irrisolto. In The Steel Mill Café, gli ospiti del caffè vicino all’acciaieria sognano di fuggire e raggiungere la terra promessa, in questo caso la vicina Germania.
La prima settimana della rassegna, dal 18 al 23 maggio, è dedicata al duo artistico Anja Medved e Nadia Velušček, il cui lavoro affronta il tema della perdita e del cambiamento a partire dal caso storico della città di Gorizia, al confine tra Slovenia e Italia.
Dopo la firma del trattato di pace di Parigi nel 1945, la città di Gorizia, pur avendo una gran parte della popolazione di nazionalità slovena, apparteneva formalmente all'Italia. In risposta a questa decisione, le autorità jugoslave decisero di costruire una città completamente nuova, chiamata Nova Gorica. La storia di Nova Gorica è raccontata nel loro film A Town on a Meadow, esposta nella mostra Più grande di me. Voci eroiche dalla ex Jugoslavia e nel fim Smugglers' Confessional, parte di questa rassegna.
Altro tema centrale della loro riflessione è il confine, narrato nei film My Borderline, Binding memories, Memory surgery: una linea di demarcazione fisica e concettuale non sempre facile da superare, tra la Jugoslavia socialista e l’Italia
Protagonista della seconda settimana, dal 25 al 30 maggio, è Igor Grubić. La storia più recente dei territori della ex Jugoslavia attraversa i quattro film di Grubić in programma: East Side Story (2008), Monument (2015), Angels with dirty faces (2006), How steel was tempered (2018). Ogni lavoro racconta con prospettive e tecniche diverse alcune delle vicende più importanti del periodo storico delle guerre nella ex Jugoslavia e della dissoluzione del socialismo. Dalla violenza perpetrata dalle forze dell'ordine durante i due gay pride di Belgrado nel 2001 e Zagabria nel 2002 raccontata di East Side Story, alla distruzione di alcuni imponenti memoriali di cemento antifascisti negli anni Novanta protagonista di Monument; dallo sciopero dei minatori di Kolubara (Angels with dirty faces) che ha portato alla caduta di Milošević fino alla storia personale di ex un operaio di fonderia che lascia a suo figlio la memoria di ciò che è stato nella straordinaria animazione How steel was tempered.
Chiude la rassegna, dal 1 al 6 giugno, la settimana dedicata a Goran Dević. I film selezionati ruotano tutti intorno alla sua città natale Sisak (Croazia), ne raccontano il passato e il presente, gli eroi del lavoro che la abitavano e la generazione perduta di oggi. Se Nova Gorica, con la sua architettura, era il simbolo della modernità del sistema socialista della Jugoslavia, Sisak era il simbolo della sua industria. La principale eccellenza di Sisak era la sua acciaieria (Željezara Sisak), che ai tempi della Jugoslavia, impiegava 14.000 lavoratori, tra i quali anche gli "udarnik", eroi socialisti del lavoro. Il film di Dević Two furnaces for Udarnik Josip Trojko (2012) racconta la storia di uno di loro. In Have Nothing Nice to Say to You (2006) viene invece presentato il lato oscuro di Sisak, a partire da un omicidio irrisolto. In The Steel Mill Café, gli ospiti del caffè vicino all’acciaieria sognano di fuggire e raggiungere la terra promessa, in questo caso la vicina Germania.
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