Rembrandt. Nero assoluto - La rivoluzione dell’incisione

Rembrandt. Nero assoluto - La rivoluzione dell’incisione, Museo Storico della Fanteria, Roma

 

Dal 13 Marzo 2027 al 20 Giugno 2027

Luogo: Museo Storico della Fanteria

Indirizzo: Piazza di Santa Croce in Gerusalemme 9

Orari: dal Lunedì al Venerdì: dalle ore 9,30 alle ore 19,30. Sabato, Domenica e Festivi: dalle ore 9,30 alle ore 20,30. Ultimo ingresso trenta minuti prima della chiusura

Costo del biglietto: € 15,00 Biglietto intero WEEKEND E FESTIVI € 13,00 Biglietto intero Feriali € 10,00 Biglietto Ridotto (tutti i giorni) € 13,00 WEEKEND E FESTIVI Giovani fino a 14 anni Over 65 Universitari (con tesserino) Accompagnatori disabili 104 Convenzioni Giornalisti (con tesserino) € 5,00 Scuole GRATUITO Bambini fino a 5 anni

Telefono per informazioni: +39 351 355 8588


A 430 anni dalla nascita la mostra Rembrandt. Nero assoluto- La rivoluzione dell’incisione analizzerà, attraverso un’ampia e significativa selezione di opere provenienti da collezioni pubbliche e private, il genio creativo e le contraddizioni umane di uno dei più grandi artisti del Seicento. Rembrandt seppe tradurre, con la maestria della punta e la sapienza di morsure e inchiostrazione, il dramma dell’esistenza terrena. Indubbiamente uno dei maggiori incisori di tutti i tempi, l’artista olandese ha saputo conservare lungo il suo percorso creativo, come ha scritto Odilon Redon, “la sensibilità che conduce nei sentieri del cuore”, frugando tra le pieghe dell’animo e della storia. Lo ha sostenuto una indiscussa fedeltà alla natura, quella forza universale che si esprime soprattutto nella sua produzione grafica e che attesta quanto Rembrandt fosse debitore non di una lunga tradizione accademica, lui poco ortodosso rispetto ai canonici passi di una educazione artistica regolare, ma di una natura creatrice e vivificante. La sua è stata una vera e propria rivoluzione dei canoni estetici ma anche del ruolo dell’artista nella società, precorrendo i tempi. Luci e ombre sono i protagonisti che danno vita e corpo a raffigurazioni sacre così come a piccole scene quotidiane, che diventano un meraviglioso spaccato della vita a lui contemporanea, in una Amsterdam animata da botteghe, mendicanti, orafi, mercanti. La carrellata dei suoi autoritratti ci mostra un uomo sicuro di sé ma dimostra anche la consapevolezza della necessità di impadronirsi passo dopo passo di un soggetto per farlo proprio. E il Divino nelle sue opere si fa vicino all’uomo e dall’eternità di un cielo che si spalanca sull’umanità ferita si fa dialogo e confronto.

Le sezioni in cui la mostra si compone, nel presentare lo sviluppo cronologico della produzione incisoria rembrandtiana, offrono anche una diversa lettura, quella iconografica, dall’Io, Rembrandt sino alle meraviglie del quotidiano, dai legami affettivi, su tutti quello con la moglie Saskia, al recupero di una dimensione sacra panteistica che, attraverso le vibrazioni della luce e la freschezza del segno, offre dettagli inconsueti.

Uomo, artista e straordinario manager di se stesso
, Rembrandt ha lasciato una profonda eco nell’arte a seguire, sia per le capacità tecniche che per l’analisi dei soggetti raffigurati. A interessarlo fu principalmente la verità sull’uomo, una umanità inserita nella natura, accolta nelle braccia di Maria o destinata a peregrinare nelle vicende anche tragiche della storia. Attraverso una maestria tecnica che, per l’incisione, ha pochi eguali in tutta la storia dell’arte, egli ha cercato la perfezione degli effetti di luce e la morbidezza dei neri intensi. Le sue opere, come ha sottolineato Simmel, racchiudono non solo un soggetto ma l’intera sua vicenda, sono icone della vita, riassumendo in sintesi l’essenziale dell’essere e delle cose.

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