road to justice

Bouchra Khalili, Foreign Office Digital film, 2015, 22’, color, sound

 

Dal 22 Giugno 2018 al 14 Ottobre 2018

Roma

Luogo: MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo

Indirizzo: via Guido Reni 4/a

Orari: 11-19 (mart, merc, ven, sab, dom); 11-22 (giovedì); chiuso il lunedì

Curatori: Anne Palopoli

Costo del biglietto: intero € 12, ridotto € 8. Gratuito minori di 14 anni; disabili che necessitano di accompagnatore; accompagnatore del disabile; dipendenti MiBACT; accompagnatori e guide turistiche Regione Lazio; 1 insegnante ogni 10 studenti; membri ICOM; soci AMACI; giornalisti accreditati; possessori della membership card del MAXXI; studenti e ricercatori universitari di Arte e Architettura dal martedì al venerdì* (festivi esclusi); il giorno del tuo compleanno presentando un documento di identità

Telefono per informazioni: +39 06 32.48.61

E-Mail info: info@fondazionemaxxi.it

Sito ufficiale: http://www.maxxi.art


Comunicato Stampa:
Niente come tornare in un luogo rimasto immutato 
ci fa scoprire quanto siamo cambiati.
(Nelson Mandela)

Percorsi nella memoria collettiva e individuale, tentativi di ricostruzione della propria identità, narrazioni immaginarie che colmano gli spazi lasciati vuoti dalla storiografia ufficiale.
Le opere di nove artisti africani sono protagoniste di road to justice, mostra a cura di Anne Palopoli che, dal 22 giugno al 14 ottobre 2018, ci racconta le complessità del continente africano, le sue ferite, le sue violenze, i possibili scenari futuri.
 
La mostra, fa parte di un più ampio progetto fortemente voluto da Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI, dedicato  alla vitalità della scena artistica del continente africano, in costante crescita tra contraddizioni e ferite aperte, ed è parte di quella linea di ricerca del museo che vede nell’arte e nella cultura strumenti di dialogo e diplomazia culturale. Il progetto prevede anche la mostra African Metropolis  (22 giugno- e novembre 2018), a cura di Simon Njami ed Elena Motisi,  che racconta attraverso la visione di 34 artisti africani la complessità della metropoli contemporanea e un ricco programma di incontri con artisti, architetti, scrittori africani, cinema, danza e musica live.
 
Nella storia del continente africano, la deportazione di intere popolazioni e la colonizzazione hanno progressivamente distrutto le culture esistenti, alterato equilibri politici, religiosi e sociali; le popolazioni autoctone sono state catapultate in una realtà culturale e politica fabbricata dall’esterno, che ne ha causato la progressiva e violenta marginalizzazione. Mettendo in dialogo opere della collezione permanente del MAXXI con altre scelte per questa occasione, road to justice, offre un’ulteriore riflessione sui temi del postcolonialismo, della memoria e dell’identità. 
 
In mostra 11 lavori di 9 artisti, John Akomfrah, Marlene Dumas, Kendell Geers, Bouchra Khalili, Moshekwa Langa, Wangechi Mutu, Malik Nejmi, Michael Tsegaye Sue Williamson: video, dipinti, fotografie, installazioni che si articolano in tre aree cronologiche, riferite al passato, al presente e al futuro, alternando visioni personali e tradizioni fuse con esiti di intensa espressività.

In uno scenario passato,  le opere Peripeteia(2012)di John AkomfrahBlack Jesus Man (1994) di Marlene Dumas affrontano i temi della schiavitù, del capitalismo, della segregazione, conriferimenti agli stereotipi della rappresentazione di persone “di colore” nell’arte figurativa occidentale. Nei lavori Foreign Office(2015)di Bouchra KhaliliT.W. Batons, (Circle) (1994) di Kendell Geers e nelle mappe rielaborate di Moshekwa Langa, emergono  aspetti legati anche al presente: l’apartheid, i movimenti di liberazione, il tema della migrazione e il recupero da traumi di cui siamo ancora oggi testimoni. Una selezione di fotografie di Michael Tsegaye e il video 4160 (2014) di Malik Nejmi offrono invece immagini intime, introspettive, capaci tuttavia di denunciare stati di abbandono sociale e sradicamento culturale. 

La proiezione sul futuropresenta diverse riflessioni: dalla visione apocalittica del nostro pianeta nel video The End of eating Everything (2013) di Wangechi Mutu alla speranza che si manifesta attraverso l’esaltazione del perdono come forza liberatrice nell’opera It’s a Pleasure to Meet You(2016) di Sue Williamson, quello stesso perdono che Nelson Mandela sosteneva dovesse essere la principale risposta ai crimini dell’Apartheid, per poter intraprendere un percorso di riconciliazione nazionale.
 
Per tutti gli artisti il tema della memoriaè fondamentale, sia per la sua carica distruttiva che per la sua straordinaria capacità di guarire e riconciliare. La memoria viene utilizzata come strumento che aumenta la consapevolezza, aiuta a rimarginare le ferite e a ristabilire la dignità, nel tentativo  di comprendere il passato e diindirizzare il futuro in un contesto interculturale. 
 
road to justicevuole promuovere la connessione fra temi, idee, persone ed eventi, proponendo una lettura del complesso continente africano, capace di mettere in relazione prospettive diverse, nuove interpretazioni, connessioni inedite, per contribuire ad ampliare le nostre vedute.
 
GLI APPUNTAMENTI
Per tutta la durata di African Metropolise di the road to justice,un ricco programma ne approfondirà i temi: in calendario incontri con artisti, architetti e scrittori africani, danza e live music, una rassegna di cinema in occasione del centenario di Nelson Mandela e anche una sfilata benefica con abiti da sposa dall’Africa.  Si comincia con la letteratura: venerdì 22 giugno ci sarà l’incontro con Alain Mabankou, scrittore di origine congolese, vincitore nel 2015 del Premio Strega Europeo con Pezzi di Vetro.  Si tratta del primo di una serie di  incontri con scrittori africani, tutti a ingresso libero, organizzati in collaborazione con ilFestival Internazionale delle Letterature alla Basilica di Massenzio e la casa editrice 66thand2nd, per offrire al pubblico del MAXXI uno sguardo inedito e fuori dagli stereotipi su un continente ancora così poco conosciuto. Il programma continua con l’incontro con Yewande Omotoso il 24 giugno, scrittrice di origine nigeriana naturalizzata sudafricana, in dialogo con Paolo Di Paolo su temi quali apartheid, riconciliazione e futuro del Paese; il 4 luglio, giorno dell'indipendenza USA, arriverà Margo Jefferson, Premio Pulitzer 1995,  autrice di Negroland,autobiografia in cui racconta la classe media afroamericana, l’integrazione, i diritti civili. 
Arte e architettura: l’artista di origine sudafricana Kendell Geers, la cui opera T.W. Batons, (Circle)è esposta in road to justice sarà protagonista di un talk con Hou Hanru martedì 3 luglio (ingresso gratuito). Tre architetti - David Adjaye dal Ghana (mercoledì 4 luglio), Mokena Makeka (giovedì 12 luglio) e Jo Noero (giovedì 19 luglio), entrambi dal Sudafrica, racconteranno attraverso le loro esperienze come il continente africano si stia facendo portavoce di una progettualità etica ed innovativa (ingresso €5, gratuito con biglietto del museo). Danza: in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Danza, tre coreografi proporranno tre performance che riflettono la varietà e la bellezza della danza africana: primo appuntamento martedì 3 luglio con la coreografia di Nelisiwe Zaba (dal Sudafrica) a seguire quelle di Koffi Koko (dal Benin)il 13 luglio e di Draman e Konate (dal Mali) il 17 luglio (ingresso €15). Cinema: in occasione del centenario della nascita di Nelson Mandela, una rassegna cinematografica in collaborazione con Fondazione Cinema per Roma-CityFest e curata da Mario Sesti ne ripropone la toccante biografia. In anteprima italiana, i film Bram Fischer (Atto di Difesa- Nelson Mandela e il Processo Rivonia), 2017, di Jean van de Velde martedì 10 luglio e il documentario Mandela (1996), il 18 luglio, di Angus Gibson e Jo Menell, prodotto da Jonathan Demme e candidato agli Oscar come miglior documentario. La rassegna si conclude il 25 luglio con Un mondo a parte di Chris Menges del 1988, vincitore del Premio speciale della Giuria al 41°Festival di Cannes.  
Dopo la pausa del mese di agosto, il programma riprenderà a partire da settembre.

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