Taccuini romani. Vedute di Diego Angeli. Visioni di Simona Filippini

Taccuini romani. Vedute di Diego Angeli. Visioni di Simona Filippini

 

Dal 01 Novembre 2019 al 23 Febbraio 2020

Roma

Luogo: Museo di Roma in Trastevere

Indirizzo: piazza Sant’Egidio 1/b

Orari: da martedì a domenica ore 10.00 - 20.00. La biglietteria chiude alle ore 19.00, 24 e 31 dicembre ore 10.00 - 14.00. Chiuso lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio

Curatori: Silvana Bonfili

Enti promotori:

  • Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Costo del biglietto: Biglietto integrato Museo + mostre 1989: Rivoluzione di Velluto, PHOTO IILA e Taccuini romani: Tariffe non residenti: Intero: € 7,50 Ridotto: € 6,50 Tariffe residenti: Intero: € 6,50 Ridotto: € 5,50. Dal 30 novembre 2019 al 19 gennaio 2020 Biglietto integrato Museo + mostre Taccuini romani e Inge Morath - La vita. La fotografia Tariffe non residenti: Intero: € 9,50 Ridotto: € 8,50 Tariffe residenti: Intero: € 8,50 Ridotto: € 7,50

Telefono per informazioni: +39 060608

Sito ufficiale: http://www.museodiromaintrastevere.it


Comunicato Stampa:
La serie di 76 piccoli dipinti a olio su carta, cartone e legno, eseguiti fra il 1885 e il 1936, costituiscono un corpus di grande interesse delle collezioni del Museo di Roma in Trastevere.

Unica testimonianza nota della produzione pittorica di Diego Angeli, brillante elzevirista, ritrattista elegante e raffinato degli ambienti aristocratici della Roma  fine secolo XIX. Il prezioso nucleo dei dipinti, le cui misure non superano il formato di una cartolina, rappresentano scorci della Sabina, di Firenze e Parigi, ma la maggior parte di queste “delicate impressioni paesistiche” ha come soggetto luoghi di Roma e della campagna laziale, esemplare testimonianza di quell’intenso fascino esercitato sullo scrittore dai monumenti e dal paesaggio romano, destinato ad influenzare profondamente anche la sua attività giornalistica e letteraria. L’intera serie dei  dipinti sarà quindi esposta, per la prima volta dall’acquisizione degli anni Novanta dello scorso secolo, nelle sale del Museo e messa in un confronto fuori da schemi cronologici e linguistici con le immagini fotografiche scattate con la polaroid da Simona Filippini, nel corso di più di un decennio, tra Roma e le sue periferie.

Lo sguardo su Roma della Filippini ritrae uno spazio in continua trasformazione, quasi inafferrabile, come lo scorrere del fiume Tevere che attraversa la città, uguale ma sempre diverso.

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