Tragicomica. Prospettive sull'arte italiana dal secondo Novecento a oggi
Maurizio Cattelan,
Comedian, 2019
| Courtesy © Maurizio Cattelan's Archive and Galerie Perrotin, ph: Zeno Zotti
Dal 2 Aprile 2026 al 20 Settembre 2026
Luogo: Maxxi Roma
Indirizzo: Via Guido Reni, 4a
Orari: Mar - Dom 11.00 - 19.00
Curatori: Andrea Bellini, Francesco Stocchi
Enti promotori:
- Fondazione Maxxi
- Centre d’Art Contemporain Cenève
Costo del biglietto: € 14,00
Telefono per informazioni: +39 06 3201954
Sito ufficiale: http://www.maxxi.art
"Io sono un santo": recita la scritta in corsivo su una carta intelata, lacerata in superficie da una serie di tagli. È uno dei primi esempi dell'inconfondibile gesto artistico che renderà celebre Lucio Fontana. Il retro, però, riporta la frase "Io sono una carogna". Si compone così un ironico autoritratto, dissacrante nei confronti di quella retorica che vorrebbe l'artista capace di elevare sé stesso e lo spettatore attraverso l'arte. L'opera è il punto di partenza di Tragicomica. Prospettive sull'arte italiana dal secondo Novecento a oggi, la più ampia mostra mai dedicata dal Museo nazionale delle arti del XXI secolo alla storia dell'arte italiana contemporanea.
Prodotta dal MAXXI in collaborazione con il Centre d'Art Contemporain Genève, l'esposizione – a cura di Andrea Bellini e Francesco Stocchi – riunisce oltre 130 artisti e 300 opere, per indagare la componente ironica che attraversa la cultura italiana, quella che il filosofo Giorgio Agamben definì "caparbia intenzione anti-tragica" (Categorie italiane, 1996). Più che un semplice atteggiamento, una vera e propria sensibilità nazionale che trova nella Comedìa dantesca il suo primo e più alto riferimento: nella rivoluzione di affrontare i temi più complessi attraverso un registro legato alla quotidianità, intrecciando in un continuo e fertile scambio cultura "alta" e cultura popolare. L'arco temporale della mostra attraversa oltre ottant'anni, dal secondo dopoguerra a oggi, soffermandosi sugli artisti che hanno fatto di questa tensione tra tragico e comico il centro della propria poetica e del proprio sguardo sul mondo.
Ne emerge un racconto alternativo dell'arte italiana, che scompiglia il canone, ampliandolo e restituendo una lettura stratificata e alternativa della storia dell'arte nazionale. Con questo spirito, le opere in mostra non sono esposte in successione cronologica ma dialogano fra loro, in un continuo e inedito confronto tra lavori iconici e altri meno indagati.
Tra gli artisti in mostra: Gianfranco Baruchello, Elena Bellantoni, Mirella Bentivoglio, Tomaso Binga, Alighiero Boetti, Monica Bonvicini, Maurizio Cattelan, Adelaide Cioni, Roberto Cuoghi, Gino De Dominicis, Luciano Fabro, Lucio Fontana, Chiara Fumai, Silvia Giambrone, Nicole Gravier, Piero Golia, Piero Manzoni, Liliana Moro, Valerio Nicolai, Paola Pivi, Giuseppe Penone, Carol Rama, Lorenzo Scotto Di Luzio e Gilberto Zorio. Tragicomica è inoltre un progetto interdisciplinare che, grazie al contributo di un comitato scientifico composto da Andrea Cortellessa, Davide Oberto, Annalisa Sacchi, Elettra Stimilli e Giovanna Zapperi, si estende alle diverse espressioni della creatività contemporanea, dal cinema alla letteratura, dalla filosofia al teatro, fino al design e all'architettura. Completa la mostra un catalogo, edito da Marsilio, pensato come uno strumento di studio, e un articolato calendario di incontri aperti al pubblico.
Maria Emanuela Bruni, Presidente Fondazione MAXXI: La vita è una tragedia se vista da vicino ma una commedia se vista da lontano. È così che Charlie Chaplin ha catturato e riassunto l'esistenza umana nella quale felicità e sofferenza si alternano. A sedici anni dalla sua apertura, è sembrato doveroso per il Museo nazionale delle arti del XXI secolo assumersi l'onere e l'onore di raccontare gli ultimi settant'anni di produzione culturale e pensiero critico in Italia. Le centinaia di opere in mostra approfondiscono un tema complesso, il cui inestricabile dualismo spiega la varietà e la vastità della lunga e approfondita ricerca presentata nelle gallerie del museo. Francesco Stocchi, Direttore artistico MAXXI e curatore della mostra: Raccontare l'arte italiana a partire dal secondo Novecento significa cercare di ordinare una materia intrinsecamente refrattaria alle categorizzazioni stabili; confrontarsi con una ricchezza che costituisce uno dei tratti distintivi della sua vitalità. Scegliere il tragicomico come filtro di racconto rappresenta innanzitutto l'adozione di uno sguardo ampio per rintracciare il comportamento dell'arte italiana nel tempo, sottolineando in particolare un suo atteggiamento costante rispetto alla negoziazione del tragico e al ricorso all'ironia come paradosso e deviazione ambivalente.
Andrea Bellini, Direttore Centre d'Art Contemporain Genève e curatore della mostra: La speranza è che Tragicomica contribuisca a delineare una visione più articolata e complessa della nostra produzione culturale, consentendo al pubblico di avvicinarsi a opere meno note e, al tempo stesso, a un rinnovato modo di leggere ciò che in Italia si produce, non solo nelle arti visive, ma anche nel cinema, nell'architettura, nel design, nel teatro e nella letteratura. In questa prospettiva, la mostra aspira a restituire la ricchezza di un immaginario nazionale che, nella sua pluralità di linguaggi e dispositivi espressivi, continua a ridefinire le coordinate stesse della contemporaneità.
Prodotta dal MAXXI in collaborazione con il Centre d'Art Contemporain Genève, l'esposizione – a cura di Andrea Bellini e Francesco Stocchi – riunisce oltre 130 artisti e 300 opere, per indagare la componente ironica che attraversa la cultura italiana, quella che il filosofo Giorgio Agamben definì "caparbia intenzione anti-tragica" (Categorie italiane, 1996). Più che un semplice atteggiamento, una vera e propria sensibilità nazionale che trova nella Comedìa dantesca il suo primo e più alto riferimento: nella rivoluzione di affrontare i temi più complessi attraverso un registro legato alla quotidianità, intrecciando in un continuo e fertile scambio cultura "alta" e cultura popolare. L'arco temporale della mostra attraversa oltre ottant'anni, dal secondo dopoguerra a oggi, soffermandosi sugli artisti che hanno fatto di questa tensione tra tragico e comico il centro della propria poetica e del proprio sguardo sul mondo.
Ne emerge un racconto alternativo dell'arte italiana, che scompiglia il canone, ampliandolo e restituendo una lettura stratificata e alternativa della storia dell'arte nazionale. Con questo spirito, le opere in mostra non sono esposte in successione cronologica ma dialogano fra loro, in un continuo e inedito confronto tra lavori iconici e altri meno indagati.
Tra gli artisti in mostra: Gianfranco Baruchello, Elena Bellantoni, Mirella Bentivoglio, Tomaso Binga, Alighiero Boetti, Monica Bonvicini, Maurizio Cattelan, Adelaide Cioni, Roberto Cuoghi, Gino De Dominicis, Luciano Fabro, Lucio Fontana, Chiara Fumai, Silvia Giambrone, Nicole Gravier, Piero Golia, Piero Manzoni, Liliana Moro, Valerio Nicolai, Paola Pivi, Giuseppe Penone, Carol Rama, Lorenzo Scotto Di Luzio e Gilberto Zorio. Tragicomica è inoltre un progetto interdisciplinare che, grazie al contributo di un comitato scientifico composto da Andrea Cortellessa, Davide Oberto, Annalisa Sacchi, Elettra Stimilli e Giovanna Zapperi, si estende alle diverse espressioni della creatività contemporanea, dal cinema alla letteratura, dalla filosofia al teatro, fino al design e all'architettura. Completa la mostra un catalogo, edito da Marsilio, pensato come uno strumento di studio, e un articolato calendario di incontri aperti al pubblico.
Maria Emanuela Bruni, Presidente Fondazione MAXXI: La vita è una tragedia se vista da vicino ma una commedia se vista da lontano. È così che Charlie Chaplin ha catturato e riassunto l'esistenza umana nella quale felicità e sofferenza si alternano. A sedici anni dalla sua apertura, è sembrato doveroso per il Museo nazionale delle arti del XXI secolo assumersi l'onere e l'onore di raccontare gli ultimi settant'anni di produzione culturale e pensiero critico in Italia. Le centinaia di opere in mostra approfondiscono un tema complesso, il cui inestricabile dualismo spiega la varietà e la vastità della lunga e approfondita ricerca presentata nelle gallerie del museo. Francesco Stocchi, Direttore artistico MAXXI e curatore della mostra: Raccontare l'arte italiana a partire dal secondo Novecento significa cercare di ordinare una materia intrinsecamente refrattaria alle categorizzazioni stabili; confrontarsi con una ricchezza che costituisce uno dei tratti distintivi della sua vitalità. Scegliere il tragicomico come filtro di racconto rappresenta innanzitutto l'adozione di uno sguardo ampio per rintracciare il comportamento dell'arte italiana nel tempo, sottolineando in particolare un suo atteggiamento costante rispetto alla negoziazione del tragico e al ricorso all'ironia come paradosso e deviazione ambivalente.
Andrea Bellini, Direttore Centre d'Art Contemporain Genève e curatore della mostra: La speranza è che Tragicomica contribuisca a delineare una visione più articolata e complessa della nostra produzione culturale, consentendo al pubblico di avvicinarsi a opere meno note e, al tempo stesso, a un rinnovato modo di leggere ciò che in Italia si produce, non solo nelle arti visive, ma anche nel cinema, nell'architettura, nel design, nel teatro e nella letteratura. In questa prospettiva, la mostra aspira a restituire la ricchezza di un immaginario nazionale che, nella sua pluralità di linguaggi e dispositivi espressivi, continua a ridefinire le coordinate stesse della contemporaneità.
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