Stan Brakhage. The Dante Quartet

© Marylin Brakhage, 2018 | Stan Brakhage, The Dante Quartet, 1987

 

Dal 31 Agosto 2018 al 02 Settembre 2018

Colle di Val d'Elsa | Siena

Luogo: Museo San Pietro

Indirizzo: via Gracco del Secco 102

Curatori: Giovanna Fazzuoli, Giulia Magno

Sito ufficiale: http://www.terradisienainternationalfilmfestival.eu


Comunicato Stampa:
La 22°edizione del Terra di Siena International Film Festival verrà inaugurata venerdì 31 agosto 2018 alle ore 18:00presso il Museo San Pietrodi Colle di Val d'Elsa con il primo dei tre momenti di avvicinamento al Festival che si terrà a Siena dal 25 al 30 settembre 2018 presso il Cinema Nuovo Pendola di Siena.
In dialogo con al mostra temporanea allestita presso il Museo Savia non fui, Dante e Sapia fra letteratura e arte, curata e organizzata da Opera – Civita,  il Terra di Siena presenta l’installazione di Stan Brakhage: The Dante Quarteta cura di Giovanna Fazzuoli e Giulia Magno. Realizzato dal maestro del cinema sperimentale americano alla fine degli anni Ottanta, The Dante Quartetsi configura come una rappresentazione visiva di stati emotivi generati dalla lettura della Divina Commedia. Frutto di 37 anni di studio del testo dantesco, l’opera è stata realizzata dipingendo a mano segmenti di pellicola di diversi formati (35mm, 70mm, IMAX), successivamente rifotografati in 16mm e 35mm. I colori e le immagini collidono, infrangendosi gli uni sulle altre tra paesaggi vulcanici e lunari. Il risultato è un incantevole turbinio di quadri astratti in movimento, il cui dinamismo cromatico sembra portare alla vita le tele di Jackson Pollock. Brakhage condensa la grandezza dell’opera dantesca in questa rappresentazione “interiorizzata” divisa in quattro parti, intitolate rispettivamente Hell Itself, Hell Spit Flexion, Purgation, Existence is song. 
Come spiega nel 2002 lo stesso autore: «L’origine [di The Dante Quartet] risale alle scuole superiori. Il mio professore di inglese disse che avrei dovuto studiare Dante [...] Il fatto è che mi spinse verso la ricerca di una vita: così ho letto quasi tutte le traduzione reperibili in lingua inglese della Divina Commedia di Dante. [...] Poi venne un momento in cui, improvvisamente, non riuscivo più a trattare il linguaggio. [...] d’un tratto capii che l’avevo continuamente negli occhi, che avevo una visione dell’Inferno e, inevitabilmente, anche una via d'uscita, una specie di trampolino nel pensiero. [...] E anche un’espiazione, perché potevo passare attraverso le fasi di una purificazione dell’io [...] poi c’era la cosa più vicina al Paradiso a cui avrei potuto aspirare, che chiamo ‘l’esistenza è musica’.» 
 
Durante la serata sarà possibile accedere alla collezione permanente del Museo ed alla sezione dedicata alla mostra temporanea.
 

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