Cotture, ceramica da fuoco in Puglia
Cotture, ceramica da fuoco in Puglia, Casa Vestita, Grottaglie (TA)
Dal 1 Agosto 2013 al 1 Settembre 2013
Grottaglie | Taranto | Visualizza tutte le mostre a Taranto
Luogo: Casa Vestita
Indirizzo: via Crispi 63/a
Orari: 18-23
Curatori: Simone Mirto, Mimmo Vestita
Costo del biglietto: € 2.50
Telefono per informazioni: +39 329 1473614/ 346 1572422
E-Mail info: vestita@live.it
Sito ufficiale: http://www.comune.grottaglie.ta.it
Più di cento manufatti antichi di argilla rossa utilizzate nel corso dei secoli per la cottura degli alimenti, di diverse dimensioni e utilizzi,e poi la proiezione diun video inedito della metà del XX secolo realizzato a Grottaglie (TA) nel quartiere delle Ceramiche, testimonianza della laboriosità, della creatività e dei segreti dei ‘figuli’. Così si presenta la IV mostra di Casa Vestita dal titolo ‘Cotture, ceramica da fuoco in Puglia’ curata dall’archeologo Simone Mirto e dal ceramista Mimmo Vestita.
In via Crispi 63/a nello storico Quartiere dal 1° agosto fino al 1° settembre, protagonista sarà l’argilla rossa, utilizzata per modellare i manufatti che servivano per cuocere, quella materia estremamente resistente al fuoco ed agli sbalzi di temperatura che l’uomo ha plasmato fin dai tempi remoti e che gli ha permesso di raggiungere una tappa fondamentale per la sua evoluzione, la cottura dei cibi. La ceramica da fuoco nata per soddisfare un necessità primaria, quella della nutrizione, diede così inizio nella preistoria all’arte della ceramica.
Quartaredde, tiedde e tieste di diverse dimensioni e mai simili nella forma utilizzati nel corso dei secoli per la cottura delle tipiche pietanze pugliesi, ciùcculatere e cùcume adoperate per i decotti e per la preparazione del caffè d’orzo, fràceri fondamentali per riscaldare gli ambienti domestici durante i rigidi inverni ed una raro alambicco in argilla; sono alcuni degli oggetti che il visitatore potrà ammirare all’interno della particolarissima mostra. Un ruolo di primaria importanza viene invece dedicato alla pignata, regina delle pentole pugliesi utilizzata per la cottura dei legumi secchi e delle classiche fave; manufatto che a volte era rivestito da una maglia metallica per aumentarne la resistenza agli sbalzi di temperatura, facendo così assumere alla pignata fìrrata un aspetto quasi militaresco. La novità della mostra riguarda anche gli spazi che quest’anno si arricchiscono estendendosi all’interno delle antiche cisterne.
Cotture espone una preziosissima raccolta, importante non per il suo valore artistico ma per la rarità dei manufatti esposti dovuta alla scarsa considerazione che hanno subito nel corso dei secoli. La ceramica da fuoco infatti non è stata mai oggetto di collezionismo poiché una volta usurata veniva rotta, riutilizzata per scopi edili o gettata via, in questo modo si sono perse nel corso dei secoli molte forme di manufatti che di generazione in generazione sono scomparse totalmente dalla memoria degli stessi artigiani.
Una produzione strettamente d’uso ma che come tutta la ceramica popolare grottagliese custodisce in sé un gusto intrinseco. Dopo aver realizzato il manufatto al tornio il pignataru, ceramista addetto alla realizzazione della ceramica da fuoco, dava ad esso la garbatezza e staccandolo con un filo di ferro dal tornio ne arrotondava sapientemente gli angoli vivi alla base in modo che il suo aspetto non fosse mai spigoloso ma sempre garbato e gentile.
Manufatti che testimoniano la perizia tecnica e l’operosità delle generazioni figuline di Grottaglie, la cui produzione venne commercializzata nei secoli scorsi con le regioni limitrofe e raggiunse le sponde orientali del Mediterraneo.
Nell'ambito della mostra sarà proiettato "I Figuli di Grottaglie" un video inedito della metà del XX secolo realizzato nel Quartiere delle Ceramiche da Appia Film. Una splendida testimonianza video della laboriosità, della creatività e dei segreti dei figuli, nel periodo in cui il Quartiere raggiunse probabilmente l'apice storico della sua produttività. Il video è stato gentilmente concesso dal collezionista Mimmo Mirto che ha voluto rendere pubblico in questa occasione un documento inedito e di elevato valore storico e documentale. Il filmato sarà successivamente donato agli istituti scolastici della città per finalità didattiche.
La mostra Cotture è realizzata da Casa Vestita, il progetto culturale finalizzato alla riscoperta dell’antico artigianato fittile popolare grottagliese ed ormai appuntamento fisso nel panorama estivo culturale pugliese, con la partecipazione del Gal Colline Joniche e dell’Associazione Nascìra.
In via Crispi 63/a nello storico Quartiere dal 1° agosto fino al 1° settembre, protagonista sarà l’argilla rossa, utilizzata per modellare i manufatti che servivano per cuocere, quella materia estremamente resistente al fuoco ed agli sbalzi di temperatura che l’uomo ha plasmato fin dai tempi remoti e che gli ha permesso di raggiungere una tappa fondamentale per la sua evoluzione, la cottura dei cibi. La ceramica da fuoco nata per soddisfare un necessità primaria, quella della nutrizione, diede così inizio nella preistoria all’arte della ceramica.
Quartaredde, tiedde e tieste di diverse dimensioni e mai simili nella forma utilizzati nel corso dei secoli per la cottura delle tipiche pietanze pugliesi, ciùcculatere e cùcume adoperate per i decotti e per la preparazione del caffè d’orzo, fràceri fondamentali per riscaldare gli ambienti domestici durante i rigidi inverni ed una raro alambicco in argilla; sono alcuni degli oggetti che il visitatore potrà ammirare all’interno della particolarissima mostra. Un ruolo di primaria importanza viene invece dedicato alla pignata, regina delle pentole pugliesi utilizzata per la cottura dei legumi secchi e delle classiche fave; manufatto che a volte era rivestito da una maglia metallica per aumentarne la resistenza agli sbalzi di temperatura, facendo così assumere alla pignata fìrrata un aspetto quasi militaresco. La novità della mostra riguarda anche gli spazi che quest’anno si arricchiscono estendendosi all’interno delle antiche cisterne.
Cotture espone una preziosissima raccolta, importante non per il suo valore artistico ma per la rarità dei manufatti esposti dovuta alla scarsa considerazione che hanno subito nel corso dei secoli. La ceramica da fuoco infatti non è stata mai oggetto di collezionismo poiché una volta usurata veniva rotta, riutilizzata per scopi edili o gettata via, in questo modo si sono perse nel corso dei secoli molte forme di manufatti che di generazione in generazione sono scomparse totalmente dalla memoria degli stessi artigiani.
Una produzione strettamente d’uso ma che come tutta la ceramica popolare grottagliese custodisce in sé un gusto intrinseco. Dopo aver realizzato il manufatto al tornio il pignataru, ceramista addetto alla realizzazione della ceramica da fuoco, dava ad esso la garbatezza e staccandolo con un filo di ferro dal tornio ne arrotondava sapientemente gli angoli vivi alla base in modo che il suo aspetto non fosse mai spigoloso ma sempre garbato e gentile.
Manufatti che testimoniano la perizia tecnica e l’operosità delle generazioni figuline di Grottaglie, la cui produzione venne commercializzata nei secoli scorsi con le regioni limitrofe e raggiunse le sponde orientali del Mediterraneo.
Nell'ambito della mostra sarà proiettato "I Figuli di Grottaglie" un video inedito della metà del XX secolo realizzato nel Quartiere delle Ceramiche da Appia Film. Una splendida testimonianza video della laboriosità, della creatività e dei segreti dei figuli, nel periodo in cui il Quartiere raggiunse probabilmente l'apice storico della sua produttività. Il video è stato gentilmente concesso dal collezionista Mimmo Mirto che ha voluto rendere pubblico in questa occasione un documento inedito e di elevato valore storico e documentale. Il filmato sarà successivamente donato agli istituti scolastici della città per finalità didattiche.
La mostra Cotture è realizzata da Casa Vestita, il progetto culturale finalizzato alla riscoperta dell’antico artigianato fittile popolare grottagliese ed ormai appuntamento fisso nel panorama estivo culturale pugliese, con la partecipazione del Gal Colline Joniche e dell’Associazione Nascìra.
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