Fabio Petani. Sèmina Rerum - Il principio delle cose

Fabio Petani, Molybdenum & Melilotus Officinalis

 

Dal 06 Maggio 2017 al 04 Giugno 2017

Pinerolo | Torino

Luogo: Galleria Losano Associazione Arte e Cultura

Indirizzo: via Savoia 33

Telefono per informazioni: +39 0121.74059

E-Mail info: gallerialosano@libero.it

Sito ufficiale: http://www.illusionlab.it


Comunicato Stampa:
Sabato 6 Maggio alle ore 17 presso la Galleria Losano Associazione Arte e Cultura di Pinerolo verrà presentata la mostra personale di Fabio Petani “Sèmina Rerum – Il principio delle cose”.

Nell'antica Roma Lucrezio scriveva di Primordia Rerum, elementi primi o più poeticamente Sèmina Rerum “semi dell'universo”, da cui tutto ha origine perché nulla si presenta già fatto ma necessita di un seme da cui svilupparsi. Allo stesso modo Fabio Petani sviluppa la sua ricerca artistica indagando l’essenza delle cose attraverso i 118 elementi della tavola periodica ai quali ha man mano affiancato elementi botanici. Se i “semi invisibili” della scienza trovano una rappresentazione in figure geometriche semplici, i semi presenti in natura diventano piante, dando vita ad un incredibile erbario ricco di particolari e dettagli fra delicate silouhettes e forme astratte per un risultato di estrema leggerezza e armonia.
In mostra saranno presenti gli ultimi lavori su legno dell'artista, oltre ad una selezione di carte.
In occasione della mostra: Domenica 28 maggio – ore 16.30 sempre presso la Galleria Losano, verrà presentato il video integrale del progetto: Sèmina rerum – Il principio delle cose a cura di Francesco Calabrò, che riassumerà per immagini l’intero ciclo, ripercorrendo tutti gli elementi della tavola periodica utilizzati per i lavori su legno in studio e sui muri dei festival o di luoghi abbandonati, sempre in perfetta simbiosi, arricchito dai numerosi dualismi che ne caratterizzano l’idea fin dall’inizio. 

Fabio Petani nasce nell’estate del 1987 a Pinerolo. Dopo la maturità scientifica si laurea in Beni Culturali presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Torino con una tesi sulla Street Art e la cultura di strada dalle origini ai giorni nostri. Questa ricerca lo avvicina ancor più strettamente al panorama artistico torinese e ben presto inizia a collaborare con l’attività degli Street Art Tourino, con lo scopo di far conoscer i retroscena e le particolarità delle murate più importanti della città. Poco dopo entra a far parte, con gli artisti Corn79, Mr.Fijodor, Etnik, Tenente e il fotografo Livio Ninni, dell’associazione Il Cerchio e Le Gocce (molto attiva nel panorama artistico torinese e non solo sin dal 2001).
Conta diverse collaborazioni artistiche con realtà torinesi e dal 2014 fa parte del team di StreetAlps, un festival di arte urbana che prende forma nelle valli pinerolesi, e dal 2015 del gruppo di Murarte Torino.   
Nei lavori è presente una disordinata armonia di linee, forme e volumi che si integrano fra loro con colori tenui e armoniosi miscelati a elementi di rottura. La ricerca analizza l’aspetto chimico e molecolare degli oggetti da cui nasce un lungo lavoro di ricostruzione degli elementi della tavola periodica; una produzione sempre più ricca di particolari per far emerge una complessità organica in continua evoluzione. Ogni elemento chimico, come ogni pianta, ha in qualche modo una connessione con l’ambiente, lo spazio o il contesto dove il murale viene realizzato. Entrambi sono peculiari al decadimento e all’abbandono, ma la natura, invadendo gli edifici in disuso, si riappropria del suo posto e dà origine a un contrasto armonico tra la morte di una struttura e la rinascita della vita.
Allo stesso modo i lavori, principalmente i murales, rappresentano il dualismo vita-morte modellandosi sulla storia dei luoghi e mescolandosi armonicamente ad architetture industriali decadenti e dimenticate. Gli interventi infatti sono realizzati affinché l’opera diventi parte del percorso di trasformazione del muro stesso.
L’importanza del legame fra opere e contesto viene ripresa anche nei lavori su legno, carta o altri supporti alternativi nei quali Petani cerca di lasciarsi trasportare dalla materia al fine di terminare la tavola periodica con un gruppo di opere che raccontino un’alchimia tra arte, chimica e natura.   

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