Jessica Carroll. Personale
Jessica Carroll. Personale, Galleria Opere Scelte, Torino
Dal 20 March 2014 al 3 May 2014
Torino
Luogo: Galleria Opere Scelte
Indirizzo: via Matteo Pescatore 11/d
Orari: martedì - sabato 15.30-20
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 011 5823026
Sito ufficiale: http://www.operescelte.com
La galleria Opere Scelte inaugura, giovedì 20 marzo alle ore 18.30, la personale di Jessica Carroll.
Jessica Carroll fonde nelle sue opere mondi fantastici e reali con un’affascinante equilibrio tra impegno ambientale ed ironia, tra figurazione e simbologia.
L’artista inizia a scolpire il marmo dopo gli anni di formazione nel campo della fotografia e del disegno naturalistico, in seguito ai molti viaggi nei parchi e siti naturali nel mondo. Nello scolpire materiali pesanti e solidi, come il marmo o il bronzo, la Carroll riesce a dar vita a forme leggere e sinuose, esseri animali ed elementi naturali che si muovono nello spazio e sembrano staccarsi dalle superfici, abbandonare il loro stato di bassorilievi per diventare parte della realtà che li circonda.
Gli elementi si fondono l’uno con l’altro, si toccano e si sostengono, quasi a voler manifestare il loro stato precario nel mondo. Nel caso di Fase opaca, ad esempio, entrambi i soggetti sono a rischio estinzione; le anguille sono infatti in “pericolo critico” a causa dell’eccessiva pesca delle stesse e il Nero Belgio, pregiato marmo estratto da un’unica azienda al mondo in cave sotterranee nel sud del Belgio, è disponibile in quantità molto limitate. Oltre al marmo, i materiali presenti in mostra sono il teflon, la cui caratteristica principale è la resistenza alle alte temperature; la resina poliuretanica, materia plastica trasparente; il pongo, materiale plastico a base di cera e l’alabastro, roccia di origine gessosa.
Attraverso questi elementi l’artista dà vita a una personale visione della genesi e dell’evoluzione del mondo secondo la quale tutti gli esseri viventi erano trasparenti in uno stadio primordiale perché non avevano esigenze relazionali; come nel caso delle Ceche, le giovani anguille di piccole dimensioni, sottili e trasparenti, che nel corso della loro vita diventano opache per poi riprodursi. Tramite queste fasi il lavoro di Jessica Carroll racconta i segreti di una natura effimera e fantastica, spesso celata all’occhio umano.
Jessica Carroll (Roma, 1961). Vive e lavora a Torino.
Figlia d’arte, espone la prima volta nel 1989 al Centro Visite Parco del Lago di Vico (Viterbo). Per alcuni anni si dedica alla fotografia, all’acquaforte, al disegno e alla pittura gouache, esponendo in numerose gallerie d’arte, fra cui la Galleria Salamon di Milano e la Galleria dell’Incisione di Brescia. Nel 1997 a Carrara comincia a scolpire il marmo.
Tra le principali personali: Sinagoga di Casale Monferrato, Comunità ebraica (2013), Galleria Maggiore,Bologna (2011), Chiesa Bizantina di San Michele Arcangelo, Torino (2011), Ermanno Tedeschi Gallery ,Torino (2009), Galleria La Subbia, Pietrasanta (2008), Studio G7, Bologna (2005), Castello di Rivara, Torino (2001). Tra le collettive: Art Jungle, Reggia di Venaria (2013), Biennale Internazionale di Scultura, Racconigi (2010), XIII Biennale Internazionale Scultura, Carrara (2008).
Jessica Carroll fonde nelle sue opere mondi fantastici e reali con un’affascinante equilibrio tra impegno ambientale ed ironia, tra figurazione e simbologia.
L’artista inizia a scolpire il marmo dopo gli anni di formazione nel campo della fotografia e del disegno naturalistico, in seguito ai molti viaggi nei parchi e siti naturali nel mondo. Nello scolpire materiali pesanti e solidi, come il marmo o il bronzo, la Carroll riesce a dar vita a forme leggere e sinuose, esseri animali ed elementi naturali che si muovono nello spazio e sembrano staccarsi dalle superfici, abbandonare il loro stato di bassorilievi per diventare parte della realtà che li circonda.
Gli elementi si fondono l’uno con l’altro, si toccano e si sostengono, quasi a voler manifestare il loro stato precario nel mondo. Nel caso di Fase opaca, ad esempio, entrambi i soggetti sono a rischio estinzione; le anguille sono infatti in “pericolo critico” a causa dell’eccessiva pesca delle stesse e il Nero Belgio, pregiato marmo estratto da un’unica azienda al mondo in cave sotterranee nel sud del Belgio, è disponibile in quantità molto limitate. Oltre al marmo, i materiali presenti in mostra sono il teflon, la cui caratteristica principale è la resistenza alle alte temperature; la resina poliuretanica, materia plastica trasparente; il pongo, materiale plastico a base di cera e l’alabastro, roccia di origine gessosa.
Attraverso questi elementi l’artista dà vita a una personale visione della genesi e dell’evoluzione del mondo secondo la quale tutti gli esseri viventi erano trasparenti in uno stadio primordiale perché non avevano esigenze relazionali; come nel caso delle Ceche, le giovani anguille di piccole dimensioni, sottili e trasparenti, che nel corso della loro vita diventano opache per poi riprodursi. Tramite queste fasi il lavoro di Jessica Carroll racconta i segreti di una natura effimera e fantastica, spesso celata all’occhio umano.
Jessica Carroll (Roma, 1961). Vive e lavora a Torino.
Figlia d’arte, espone la prima volta nel 1989 al Centro Visite Parco del Lago di Vico (Viterbo). Per alcuni anni si dedica alla fotografia, all’acquaforte, al disegno e alla pittura gouache, esponendo in numerose gallerie d’arte, fra cui la Galleria Salamon di Milano e la Galleria dell’Incisione di Brescia. Nel 1997 a Carrara comincia a scolpire il marmo.
Tra le principali personali: Sinagoga di Casale Monferrato, Comunità ebraica (2013), Galleria Maggiore,Bologna (2011), Chiesa Bizantina di San Michele Arcangelo, Torino (2011), Ermanno Tedeschi Gallery ,Torino (2009), Galleria La Subbia, Pietrasanta (2008), Studio G7, Bologna (2005), Castello di Rivara, Torino (2001). Tra le collettive: Art Jungle, Reggia di Venaria (2013), Biennale Internazionale di Scultura, Racconigi (2010), XIII Biennale Internazionale Scultura, Carrara (2008).
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