Biennale Internazionale Donna. V edizione
Biennale Internazionale Donna. V edizione, Magazzino 26 - Porto Vecchio
Dal 27 March 2026 al 3 May 2026
Trieste
Luogo: Magazzino 26 - Porto Vecchio
Indirizzo: Via San Giorgio 1
Curatori: Riccardo Rizzetto
Enti promotori:
- Comune di Trieste
E-Mail info: info@bidartbiennale.com
Sito ufficiale: http://www.bidartbiennale.com
Giunta alla sua quinta edizione, la Biennale Internazionale Donna consolida il proprio percorso come piattaforma culturale capace di interrogare criticamente il presente e i suoi dispositivi di nominazione, rappresentazione e potere.
Anche quest’anno, con la co-organizzazione del Comune di Trieste e il patrocinio di Io Sono FVG, la Biennale si struttura — in continuità con la propria origine — come uno spazio di confronto attento alle urgenze del tempo storico, in cui pratiche artistiche, ricerca teorica e contesti internazionali dialogano in una prospettiva di apertura e trasformazione.
In un’epoca che chiede incessantemente di essere nominata e resa leggibile attraverso categorie sempre più rigide, la Biennale assume la parola donna non come identità naturale o categoria descrittiva, ma come campo critico; una superficie sensibile su cui si inscrivono proiezioni culturali, aspettative politiche, economie del desiderio e forme di esclusione. Lontana da ogni definizione essenzialista o binaria, la Biennale osserva come questa parola ritorna, su quali corpi insiste e quali possibilità apre o chiude.
Questa configurazione della Biennale opera non solo come piattaforma espositiva, ma come dispositivo di elaborazione culturale, in cui le categorie non vengono date per scontate, bensì attraversate e rinegoziate, assumendo la complessità del contemporaneo come condizione di lavoro. Il tema curatoriale si sviluppa in dialogo con il nuovo manifesto della Biennale, che riflette su un presente in cui ogni trasformazione sembra esigere un nome che la contenga, e in cui le parole rischiano di stabilizzare ciò che dovrebbero invece mettere in movimento. Donna è una di queste parole: un termine carico, un corpo sotto pressione, su cui si depositano ruoli, attese e proiezioni mentre il mondo cambia forma attorno ad esso. Nata a Trieste, la Biennale Internazionale Donna torna ogni due anni come un dispositivo critico che non stabilizza questa parola, ma la mette in tensione. Non per definire chi sia donna, ma per interrogare cosa diventa possibile quando essa smette di funzionare come categoria descrittiva e viene assunta come strumento critico. In questa instabilità, la BID apre uno spazio di immaginazione, resistenza e trasformazione, lasciando emergere pratiche e narrazioni in continuo divenire. È all’interno di questa prospettiva che si colloca il tema curatoriale di questa articolazione della Biennale, curata da Riccardo Rizzetto in qualità di curatore invitato.
LA BOEMIA STA SUL MARE
Esercitare discontinuità, immaginare altrimenti
In un presente segnato dall’incertezza, il rapporto con il tempo appare profondamente instabile: il futuro è percepito come una promessa mancata, mentre il passato ritorna come spazio di rifugio e proiezione nostalgica. In questo scenario, la nostalgia si afferma come dispositivo egemonico capace di semplificare conflitti, normalizzare fratture e restringere l’orizzonte dell’immaginabile, offrendo un’illusione di sicurezza che finisce per immobilizzare il pensiero e porre il futuro stesso in quarantena.
La quinta edizione della Biennale Internazionale Donna, nella sua attuale configurazione, si colloca criticamente all’interno di questa impasse, interrogando la nostalgia non come desiderio di ritorno, ma come gesto da contro-appropriare: uno sguardo rivolto al passato capace di restituire visibilità a ciò che è stato marginalizzato, interrotto o escluso dalle narrazioni dominanti.
In questa riapertura, il tempo torna a muoversi e si rende nuovamente pensabile un futuro non già prescritto. In questo contesto, la speranza non è intesa come proiezione salvifica, ma come atto situato e pratica critica: un movimento che non elude l’ostacolo, ma lo assume come condizione di possibilità per introdurre uno scarto, un cambio di prospettiva, una discontinuità nel tempo lineare. Come nel salto di Dick Fosbury, la speranza diventa un gesto controintuitivo che attraversa il limite invece di aggirarlo, aprendo a forme inattese di agency.
È da questa soglia che prende forma il titolo dell’edizione, La Boemia sta sul mare, inteso non come utopia risolutiva, ma come figura critica e instabile. Richiamando una tradizione letteraria che attraversa Shakespeare, Fühmann e Ingeborg Bachmann, la Boemia emerge come un altrove fragile e immaginabile, capace di incrinare ciò che nel presente appare inevitabile e di riattivare l’idea stessa di alternativa.
Attraverso pratiche artistiche che lavorano su archivi mancanti, genealogie spezzate e possibilità incompiute, la Biennale diventa uno spazio in cui la memoria si traduce in azione e il presente si apre come campo di tensioni operative. Lontana da promesse di progresso lineare, la Biennale propone politiche del presente fondate sulla cura, sulla vulnerabilità e sulla capacità di sostare nell’incertezza, restituendo all’immaginazione un ruolo attivo nella trasformazione del reale.
Le artiste invitate, coinvolte attraverso un invito del direttivo artistico e del corpo curatoriale diretto, agiscono come punti di riferimento per il campo di ricerca dell’edizione, aprendo — attraverso il loro percorso e la loro pratica — traiettorie di lettura e confronto per i capitoli a venire.
Artiste invitate: Francesca Centonze, Luisa Elia, Arianna Giorgi, Silvia Giordani, Francesca Pionati, Marta Ravasi, Laura Russell, Vittoria Serena (Claudia Zaggia), Andrea Solaja, Sarah Staton, Vivianne van Singer, Sarah Kate Wilson, Alba Zari.
Le artiste selezionate sono state individuate attraverso un bando pubblico, valutato da una giuria indipendente, che ha riconosciuto nelle loro pratiche una forte affinità con i temi e le urgenze della Biennale.
Artiste partecipanti alla V edizione della Biennale Internazionale Donna:
Gaia Adducchio, Karina Akopyan, Aliteia (Alice Babolin), Anastasiia Artiukhina, Beatrice Bartolozzi, Franca Bertani, Letizia Carattini, Chiara Anna Colombo, Marina Comerio, Tiziana Contu, Martina Dalla Stella, MarieJosé D’Aprile, Marija Delić, Donatella Donatelli, Elisabetta Eleutieri Serpieri, Fabiola Faidiga, Marica Fasoli, Kikki Ghezzi, Monica Gorini, Valentina Grilli, Barbara Grossato, Jane Kerry Lowery, Paulina Jazvić, Sofia MacGregor Oettler, Micol Magni, Eliana Marinari, Pamela Martinez Rod, Maria Cristina Marzola, Viviana Rasulo, Giorgia Razzetta, Ann Russell, Claudia Villani, Ana Vivoda.
All’interno dell’esposizione prende forma A Library for the Time Being, una biblioteca effimera concepita come organismo vivo e commons contemporaneo. Attiva esclusivamente per la durata della Biennale, è uno spazio temporaneo di circolazione del sapere che esiste attraverso l’uso, l’incontro e lo scambio. Più che conservare informazioni, la biblioteca attiva conoscenze e le espone alla trasformazione, alla frizione e alla perdita.
Anche quest’anno, con la co-organizzazione del Comune di Trieste e il patrocinio di Io Sono FVG, la Biennale si struttura — in continuità con la propria origine — come uno spazio di confronto attento alle urgenze del tempo storico, in cui pratiche artistiche, ricerca teorica e contesti internazionali dialogano in una prospettiva di apertura e trasformazione.
In un’epoca che chiede incessantemente di essere nominata e resa leggibile attraverso categorie sempre più rigide, la Biennale assume la parola donna non come identità naturale o categoria descrittiva, ma come campo critico; una superficie sensibile su cui si inscrivono proiezioni culturali, aspettative politiche, economie del desiderio e forme di esclusione. Lontana da ogni definizione essenzialista o binaria, la Biennale osserva come questa parola ritorna, su quali corpi insiste e quali possibilità apre o chiude.
Questa configurazione della Biennale opera non solo come piattaforma espositiva, ma come dispositivo di elaborazione culturale, in cui le categorie non vengono date per scontate, bensì attraversate e rinegoziate, assumendo la complessità del contemporaneo come condizione di lavoro. Il tema curatoriale si sviluppa in dialogo con il nuovo manifesto della Biennale, che riflette su un presente in cui ogni trasformazione sembra esigere un nome che la contenga, e in cui le parole rischiano di stabilizzare ciò che dovrebbero invece mettere in movimento. Donna è una di queste parole: un termine carico, un corpo sotto pressione, su cui si depositano ruoli, attese e proiezioni mentre il mondo cambia forma attorno ad esso. Nata a Trieste, la Biennale Internazionale Donna torna ogni due anni come un dispositivo critico che non stabilizza questa parola, ma la mette in tensione. Non per definire chi sia donna, ma per interrogare cosa diventa possibile quando essa smette di funzionare come categoria descrittiva e viene assunta come strumento critico. In questa instabilità, la BID apre uno spazio di immaginazione, resistenza e trasformazione, lasciando emergere pratiche e narrazioni in continuo divenire. È all’interno di questa prospettiva che si colloca il tema curatoriale di questa articolazione della Biennale, curata da Riccardo Rizzetto in qualità di curatore invitato.
LA BOEMIA STA SUL MARE
Esercitare discontinuità, immaginare altrimenti
In un presente segnato dall’incertezza, il rapporto con il tempo appare profondamente instabile: il futuro è percepito come una promessa mancata, mentre il passato ritorna come spazio di rifugio e proiezione nostalgica. In questo scenario, la nostalgia si afferma come dispositivo egemonico capace di semplificare conflitti, normalizzare fratture e restringere l’orizzonte dell’immaginabile, offrendo un’illusione di sicurezza che finisce per immobilizzare il pensiero e porre il futuro stesso in quarantena.
La quinta edizione della Biennale Internazionale Donna, nella sua attuale configurazione, si colloca criticamente all’interno di questa impasse, interrogando la nostalgia non come desiderio di ritorno, ma come gesto da contro-appropriare: uno sguardo rivolto al passato capace di restituire visibilità a ciò che è stato marginalizzato, interrotto o escluso dalle narrazioni dominanti.
In questa riapertura, il tempo torna a muoversi e si rende nuovamente pensabile un futuro non già prescritto. In questo contesto, la speranza non è intesa come proiezione salvifica, ma come atto situato e pratica critica: un movimento che non elude l’ostacolo, ma lo assume come condizione di possibilità per introdurre uno scarto, un cambio di prospettiva, una discontinuità nel tempo lineare. Come nel salto di Dick Fosbury, la speranza diventa un gesto controintuitivo che attraversa il limite invece di aggirarlo, aprendo a forme inattese di agency.
È da questa soglia che prende forma il titolo dell’edizione, La Boemia sta sul mare, inteso non come utopia risolutiva, ma come figura critica e instabile. Richiamando una tradizione letteraria che attraversa Shakespeare, Fühmann e Ingeborg Bachmann, la Boemia emerge come un altrove fragile e immaginabile, capace di incrinare ciò che nel presente appare inevitabile e di riattivare l’idea stessa di alternativa.
Attraverso pratiche artistiche che lavorano su archivi mancanti, genealogie spezzate e possibilità incompiute, la Biennale diventa uno spazio in cui la memoria si traduce in azione e il presente si apre come campo di tensioni operative. Lontana da promesse di progresso lineare, la Biennale propone politiche del presente fondate sulla cura, sulla vulnerabilità e sulla capacità di sostare nell’incertezza, restituendo all’immaginazione un ruolo attivo nella trasformazione del reale.
Le artiste invitate, coinvolte attraverso un invito del direttivo artistico e del corpo curatoriale diretto, agiscono come punti di riferimento per il campo di ricerca dell’edizione, aprendo — attraverso il loro percorso e la loro pratica — traiettorie di lettura e confronto per i capitoli a venire.
Artiste invitate: Francesca Centonze, Luisa Elia, Arianna Giorgi, Silvia Giordani, Francesca Pionati, Marta Ravasi, Laura Russell, Vittoria Serena (Claudia Zaggia), Andrea Solaja, Sarah Staton, Vivianne van Singer, Sarah Kate Wilson, Alba Zari.
Le artiste selezionate sono state individuate attraverso un bando pubblico, valutato da una giuria indipendente, che ha riconosciuto nelle loro pratiche una forte affinità con i temi e le urgenze della Biennale.
Artiste partecipanti alla V edizione della Biennale Internazionale Donna:
Gaia Adducchio, Karina Akopyan, Aliteia (Alice Babolin), Anastasiia Artiukhina, Beatrice Bartolozzi, Franca Bertani, Letizia Carattini, Chiara Anna Colombo, Marina Comerio, Tiziana Contu, Martina Dalla Stella, MarieJosé D’Aprile, Marija Delić, Donatella Donatelli, Elisabetta Eleutieri Serpieri, Fabiola Faidiga, Marica Fasoli, Kikki Ghezzi, Monica Gorini, Valentina Grilli, Barbara Grossato, Jane Kerry Lowery, Paulina Jazvić, Sofia MacGregor Oettler, Micol Magni, Eliana Marinari, Pamela Martinez Rod, Maria Cristina Marzola, Viviana Rasulo, Giorgia Razzetta, Ann Russell, Claudia Villani, Ana Vivoda.
All’interno dell’esposizione prende forma A Library for the Time Being, una biblioteca effimera concepita come organismo vivo e commons contemporaneo. Attiva esclusivamente per la durata della Biennale, è uno spazio temporaneo di circolazione del sapere che esiste attraverso l’uso, l’incontro e lo scambio. Più che conservare informazioni, la biblioteca attiva conoscenze e le espone alla trasformazione, alla frizione e alla perdita.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
COMMENTI
-
Dal 21 November 2026 al 11 April 2027
Londra | The National Gallery
Van Eyck: The Portraits
-
Dal 18 February 2026 al 19 July 2026
Parigi | Musée du Luxembourg
Leonora Carrington
-
Dal 17 March 2026 al 23 July 2026
Milano | Thaddaeus Ropac Milano | Palazzo Belgioioso
Dialogues are mostly fried snowballs
-
Dal 20 March 2026 al 19 July 2026
Genova | Palazzo Ducale
Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra
-
Dal 15 April 2026 al 20 July 2026
Parigi | Musée du Louvre
Michelangelo Rodin. Corpi viventi
-
Dal 14 March 2026 al 19 July 2026
Ferrara | Palazzo dei Diamanti
Andy Warhol. Ladies and Gentlemen