Archivio Naturale | Filippo Romano
Filippo Romano, Nazaré, Portogallo, 2019, courtesy © the artist | Ikona Gallery, Venezia
Dal 8 February 2026 al 12 April 2026
Venezia
Luogo: Ikona Gallery
Indirizzo: Campo del Ghetto Nuovo
Orari: Dom - Ven 11.00 - 19.00 | Sabato chiuso
Curatori: Živa Kraus, Federico Piccaluga
Enti promotori:
- Ikona Gallery
Costo del biglietto: Ingresso gratuito
Sito ufficiale: http://ikonavenezia.com
Il potere della fotografia è quello di costruire e offrire al nostro sguardo delle alternative al reale che scorre continuamente nella nostra vita fissando, in uno scatto preciso e indiscutibile, una possibilità verosimile e insieme spiazzante del mondo che ci circonda. Quello scatto, quel click secco e irrimediabile, è una scelta, spesso d’istinto, che viene poi confermata nella post-produzione e nel processo di stampa per offrirci una ipotesi sul reale che può avere il potere d’incagliarsi nella nostra memoria per un tempo lunghissimo. Filippo Romano da sempre lavora su archivi possibili delle memorie, personali e collettive, che si sono stratificate nel reale e che resistono, malgrado tutto. Si tratta di archivi viventi, instabili e problematici, che chiedono all’autore di farli emergere per nutrire ancora l’esistenza a cui appartengono. Gli archivi fotografici di Filippo Romano guardano costantemente al mondo come a un ecosistema stratificato, denso e fluido insieme, dove tante forme di natura convivono, che siano animali, minerali, acquatiche o vegetali, sempre in dialogo necessario con l’umano che tutto invade, consuma e rigenera. La selezione d’immagini ci dicono ogni volta quanto di particolare e universale possano convivere nella stessa immagine, per cui sentiamo con precisione la temperatura del luogo specifico e l’essere insieme mondo comune a tutti noi. Ogni volta lo sguardo è sottile, rapace e sottilmente ironico, ma ogni volta l’immagine scava nel profondo e ci obbliga a guardare di lato gli occhi della Medusa, che rappresenta il tempo di dolore e metamorfosi che stiamo abitando. Ogni immagine diventa quindi un portolano leggero ma vitale per orientarsi oltre le nebbie e insieme un frammento stabilizzato di reale che ci può accompagnare nel viaggio.
(testo di Luca Molinari)
FILIPPO ROMANO
Nato nel 1968 è un fotografo documentarista e di architettura che si è formato all’I.S.I.A. di Urbino e all’I.C.P. di New York. Insegna nei master di fotografia Naba e IUAV. Il focus del suo lavoro è prevalentemente sull’architettura, sui modi di abitare le città e sugli habitat in generale. Ha collaborato con Domus, Abitare, Io Donna e molte altre testate italiane ed estere, e con diversi studi di architettura italiani e stranieri come lo studio Herzog & De Meuron documentando la costruzione della nuova sede di Fondazione Feltrinelli a Milano. Ha collaborato con il Palladio Museum al progetto di mostra Found in Translation sulle architetture di Palladio e Jefferson, progetto realizzato sotto la curatela dello storico dell’architettura Guido Beltramini ed esposto al C.C.A. di Montreal. Dal 2011 lavora al progetto a lungo termine sulla città di Nairobi, The Nairobi Project. Ha esposto in tre diverse edizioni della Biennale di Architettura di Venezia nel 2010, nel 2014 e nel 2021. Nel 2019 ha collaborato con Fondazione Fabbri e con Dolomiti Contemporanee ad una campagna fotografica sugli effetti di tempesta Vaia. Nel 2024 ha documentato, sotto la curatela dello storico dell’architettura Fulvio Irace, lo stato contemporaneo delle architetture di Angelo Mangiarotti e Alessandro Mendini per il Museo della Triennale di Milano e ha svolto un progetto editoriale per la casa editrice Marsilio Arte sul territorio Unesco del Prosecco. Il suo progetto Statale 106, indagine sul territorio della Calabria ionica, è stato acquisito nel 2022 dal Museo della Fotografia di Cinisello il MUFOCO. Nel novembre 2024 ha realizzato il progetto Insulae Acqua sull’isola di Linosa con la curatela di Alessandra Klimciuk. Nel 2025 ha partecipato con una campagna fotografica alla mostra Stadi Architettura e Mito al museo MAXXI di Roma.
IKONA GALLERY
Fondata il 28 luglio 1979 a Venezia, presso il ponte di San Moisè, dall’artista e gallerista Živa Kraus. Dal 1989 Ikona Venezia è anche Scuola Internazionale di Fotografia. Ha realizzato progetti in diverse altre sedi della città, sempre prestigiose, fino ad arrivare, nel 2003, a quella attuale nel Campo del Ghetto Nuovo. Nelle sue sale ha visto passare, nel corso del tempo, i più grandi rappresentanti della fotografia mondiale, da Berenice Abbott a Gabriele Basilico, Antonio e Felice Beato, John Batho, Alberto Bevilacqua, Bruce Davidson, Adolphe de Meyer, Robert Doisneau, Giorgia Fiorio, Franco Fontana, Martine Franck, Chuck Freedman, Gisele Freund, Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli, Erich Hartmann, William Klein, Helen Levitt, Lisette Model, Paolo Monti, Barbara Morgan, Carlo Naya, Helmut Newton, Ferdinando Scianna, Rosalind Solomon. Il 28 luglio 2025 rappresenta un punto di arrivo e al contempo di conferma e trasformazione per Ikona Gallery: la sua presenza in città continua a essere un riferimento per la cultura veneziana e internazionale.
(testo di Luca Molinari)
FILIPPO ROMANO
Nato nel 1968 è un fotografo documentarista e di architettura che si è formato all’I.S.I.A. di Urbino e all’I.C.P. di New York. Insegna nei master di fotografia Naba e IUAV. Il focus del suo lavoro è prevalentemente sull’architettura, sui modi di abitare le città e sugli habitat in generale. Ha collaborato con Domus, Abitare, Io Donna e molte altre testate italiane ed estere, e con diversi studi di architettura italiani e stranieri come lo studio Herzog & De Meuron documentando la costruzione della nuova sede di Fondazione Feltrinelli a Milano. Ha collaborato con il Palladio Museum al progetto di mostra Found in Translation sulle architetture di Palladio e Jefferson, progetto realizzato sotto la curatela dello storico dell’architettura Guido Beltramini ed esposto al C.C.A. di Montreal. Dal 2011 lavora al progetto a lungo termine sulla città di Nairobi, The Nairobi Project. Ha esposto in tre diverse edizioni della Biennale di Architettura di Venezia nel 2010, nel 2014 e nel 2021. Nel 2019 ha collaborato con Fondazione Fabbri e con Dolomiti Contemporanee ad una campagna fotografica sugli effetti di tempesta Vaia. Nel 2024 ha documentato, sotto la curatela dello storico dell’architettura Fulvio Irace, lo stato contemporaneo delle architetture di Angelo Mangiarotti e Alessandro Mendini per il Museo della Triennale di Milano e ha svolto un progetto editoriale per la casa editrice Marsilio Arte sul territorio Unesco del Prosecco. Il suo progetto Statale 106, indagine sul territorio della Calabria ionica, è stato acquisito nel 2022 dal Museo della Fotografia di Cinisello il MUFOCO. Nel novembre 2024 ha realizzato il progetto Insulae Acqua sull’isola di Linosa con la curatela di Alessandra Klimciuk. Nel 2025 ha partecipato con una campagna fotografica alla mostra Stadi Architettura e Mito al museo MAXXI di Roma.
IKONA GALLERY
Fondata il 28 luglio 1979 a Venezia, presso il ponte di San Moisè, dall’artista e gallerista Živa Kraus. Dal 1989 Ikona Venezia è anche Scuola Internazionale di Fotografia. Ha realizzato progetti in diverse altre sedi della città, sempre prestigiose, fino ad arrivare, nel 2003, a quella attuale nel Campo del Ghetto Nuovo. Nelle sue sale ha visto passare, nel corso del tempo, i più grandi rappresentanti della fotografia mondiale, da Berenice Abbott a Gabriele Basilico, Antonio e Felice Beato, John Batho, Alberto Bevilacqua, Bruce Davidson, Adolphe de Meyer, Robert Doisneau, Giorgia Fiorio, Franco Fontana, Martine Franck, Chuck Freedman, Gisele Freund, Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli, Erich Hartmann, William Klein, Helen Levitt, Lisette Model, Paolo Monti, Barbara Morgan, Carlo Naya, Helmut Newton, Ferdinando Scianna, Rosalind Solomon. Il 28 luglio 2025 rappresenta un punto di arrivo e al contempo di conferma e trasformazione per Ikona Gallery: la sua presenza in città continua a essere un riferimento per la cultura veneziana e internazionale.
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