Beat Kuert. Good Morning Darkness
© Beat Kuert | Beat Kuert, Caterina Blood 1aa
Dal 13 Maggio 2017 al 26 Novembre 2017
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Palazzo Bembo
Indirizzo: Riva del Carbon 4793
Orari: da mercoledì a lunedì 10-18 (chiuso il martedì)
Curatori: Francesca Martire
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +41 91 646 01 41
E-Mail info: [email protected]
Palazzo Bembo, morbidamente affacciato sul Canal Grande, a due passi dal Ponte di Rialto, ospita dal 13 maggio al 26 novembre 2017, una grande installazione del regista e artista multimediale svizzero, Beat Kuert.
L’esposizione, dal titolo Good Morning Darkness, curata da Francesca Martire, è parte del progetto PERSONAL STRUCTURES - Open Borders, organizzato da European Cultural Centre, in collaborazione con Dust & Scratches, laboratorio creativo dell’artista.
Good Morning Darkness è un’opera creata appositamente per l’appuntamento veneziano e si compone di 30 fotografie digitali in bianco e nero che vivono lungo la sottile linea dialettica che lega il buio alla luce.
È proprio il buio l’elemento in cui le fotografie di Beat Kuert prendono vita e si presentano nel loro stato originale. Come in una camera oscura le immagini raggiungono la loro forma definitiva, al termine di un processo dinamico che le porta a raccontare una storia, quasi si trattasse di un filmato. L’allestimento, costruito da una tripla striscia di fotografie che si specchiano in due immagini di grandi dimensioni a colori, aiuta il visitatore a immergersi in questa atmosfera cinematografica.
Come afferma Beat Kuert, “Le mie immagini alla Biennale di Venezia sono scure, e molto vulnerabili sono come pensieri che sorgono e volano via. Ho montato le mie immagini come su un nastro, una dietro l'altra così vicine che parzialmente si fondono. Se li proviamo a seguire con gli occhi, si muovono, e formano una sorta di film, una storia che, mi auguro, saprà poi creare nuove immagini e nuovi universi di nuovo”.
Benché si manifestino in bianco e nero, le opere di Beat Kuert si possono definire come falsi monocromi, in cui si percepisce tanta luce; ad esempio, in uno scatto, il bagliore di una sigaretta serrata tra le dita di una ragazza produce una curva luminosa che tocca terra per poi elevarsi a lambire il secondo soggetto, che si scorge solo in parte; o ancora, la luce è una pioggia che bagna due astanti, mentre la fonte luminosa si produce caravaggescamente da una finestra.
Accompagna la mostra, il volume Beat Me. A pictorial requiem to hallucination and desire(Eyemazing editions).
Beat Kuert (Zurigo, 1946).
Beat Kuert si esprime come artista multimediale e filmmaker. Autore anticonformista, è considerato uno degli esploratori più audaci della sua generazione. Il suo lavoro indaga dilemmi esistenziali attraverso esperienze estetiche, lavorando su varie espressioni e integrando diverse forme d'arte. Dopo una carriera di successo come regista, si è dedicato alle arti visive.
Le sue immagini sono spesso provocatorie e creano un senso di meraviglia negli occhi dello spettatore. L'impressione che produce è inteso come un modo per cercare il sublime in emozioni umane. Per Beat Kuert, il ruolo dell'arte è quello di essere una porta verso l'inconscio dove è l'artista che, attraverso l'energia che infonde nel suo lavoro, spinge gli altri a cercare ciò che è meraviglioso al di fuori della vita quotidiana.
Beat Kuert trae ispirazione da una ampia varietà di fonti (manoscritti antichi, performance, cinema). Le sue fotografie sembrano manipolate digitalmente, ma in realtà si costruiscono solo attraverso la sua tecnica. Le radici del suo lavoro affondano nella filosofia orientale; infatti le sue opere si costruiscono attraverso la contrapposizione di due elementi fondanti.
Ha insegnato comunicazione visiva all’Università professionale (SUPSI) di Lugano e alla Scuola di Cinema Zelig di Bolzano.
Nel 2005 ha fondato il collettivo artistico dust&scratches con cui ha prodotto spettacoli, video-arte e musica. La sua prima performance, Donna Carnivora, è stata presentata a Venezia presso la Scoletta dei Battioro e Tiraoro nel 2007. Ha esposto il progetto Destroyed Lines a Pechino (Yuanfen Flow ed Imagine Gallery, 2010) e la serie fotografica Wunderkammer alla M&C Saatchi Gallery di Shanghai (2012). Nel 2013 è invitato come ospite d‘onore alla IX New Florence Biennale con la sua prima installazione site-specific Et Sic in Infinitum. Nel 2015, nell’ambito della 56^ Biennale d’Arte di Venezia, a Palazzo Bembo ha presentato l’installazione site specific FaultLine / TimeLine.
Opening: giovedì 11 e venerdì 12 maggio dalle 18 alle 22
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