Costantino Dardi. Per affinità e differenza

Costantino Dardi e Daria Ripa di Meana, Concorso Museo della Resistenza a Trieste, 1966, Prospettica Archivio Costantino Dardi, Università Iuav di Venezia

 

Dal 30 Gennaio 2019 al 05 Aprile 2019

Venezia

Luogo: Università Iuav di Venezia Tolentini - Gallerie del Rettorato e Aula Magna

Indirizzo: Santa Croce 191

Orari: Lun - Ven 10.30 - 17.30 | Sab e festivi chiuso

Curatori: Roberta Albiero, con Cecilia Rostagni

Costo del biglietto: Ingresso libero

Telefono per informazioni: +39 041 2571011

E-Mail info: archivioprogetti@iuav.it

Sito ufficiale: http://www.iuav.it/ARCHIVIO-P/MOSTRE/Costantino/index.htm


Comunicato Stampa: Inaugurazione
30 gennaio 2019, ore 16.00
Tolentini, Aula Magna
Santa Croce 191

Intervengono
Alberto Ferlenga, Serena Maffioletti, Roberta Albiero, Cecilia Rostagni

Giornata di studio
3 aprile 2019

La figura di Costantino Dardi si staglia nel panorama architettonico e artistico italiano tra gli anni Sessanta e l’inizio degli anni Novanta. Seppur riconosciuta importante e innovativa, la sua opera merita ulteriori approfondimenti. La mostra, in continuità con altre iniziative organizzate da Iuav Archivio Progetti sull’architetto friulano, intende fornire un contributo a una lettura d’insieme della sua opera, il cui valore risiede in un senso di profonda unitarietà e coerenza. Un unico e grande progetto e una visione dell’architettura nuova che si pone il difficile compito di riprendere le fila di un moderno interrotto.

Gli eventi e le trasformazioni che travolgono la cultura italiana e mondiale a cavallo degli anni Settanta influenzano Dardi che sente con urgenza di appartenere a quel momento storico. Da ciò la sua necessità di attuare una revisione critica della disciplina architettonica, che ha inizio a Venezia, con Giuseppe Samonà e all’interno del Gruppo Architettura, di cui è tra i fondatori, fino al suo trasferimento a Roma dove resterà sino alla sua prematura scomparsa. Dardi è, oggi, quanto mai attuale per la portata teorica del suo lavoro. Un cerchio chiuso, la sua opera, nella quale si insinuano le irrequietudini del suo tempo. Un’illuminante ed emozionante visione dell’architettura che si intreccia con l’arte.


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