Doppio Gioco. L'ambiguità dell'immagine fotografica
Wong Hoy Cheong, Carpark, 2006, Dalla serie Chronicles of Crime, Stampa digitale, 84 x 120 cm
Dal 5 Aprile 2012 al 24 Giugno 2012
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Fondazione Bevilacqua La Masa
Indirizzo: Galleria di Piazza San Marco 71/c
Orari: da mercoledì a domenica 10.30-17.30
Curatori: Filippo Maggia
Enti promotori:
- Fondazione Bevilacqua La Masa
- Fondazione Fotografia
- Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Costo del biglietto: intero 5€, ridotto 3€
Telefono per informazioni: +39 041 5207797
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.bevilacqualamasa.it
parzialmente quello che a prima vista sembrano. Dietro a una parvenza scherzosa e spensierata esse sanno affrontare questioni difficili e alle volte dolorose, dal rapporto di un popolo col proprio passato allo spazio dell'individuo in una realtà sociale ancora troppo intrisa di contraddizioni, dalla manipolazione delle informazioni alla disillusione delle giovani generazioni.
Realizzata in collaborazione con Fondazione Fotografia e curata da Filippo Maggia, la mostra raccoglie una selezione delle opere di diciannove artisti internazionali dalla collezione della
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Fotografie, video e installazioni che colpiscono tanto per l'immediatezza quanto per l'efficacia con cui riescono ad aprire, con finta leggerezza,
interrogativi spesso scomodi e irrisolti sulla realtà contemporanea e sulla nostra esistenza.
Con approcci differenti e modulazioni dettate dalla diversa provenienza culturale, gli artisti in mostra creano corti circuiti visivi e sovvertono continuamente i livelli comunicativi di partenza.
Offrono spunti per pensare o semplicemente nuovi punti di vista, soprattutto ci ricordano quanto il linguaggio delle immagini possa essere alle volte ambiguo o addirittura mendace rispetto al messaggio che si appresta invece a lanciare.
Portata agli estremi, la discrepanza può essere incredibilmente spiazzante, come avviene per l'installazione ritratta nelle undici fotografie di Zbigniew Libera, che si presenta sotto forma di un vero e proprio giocattolo. Gli scatti, intitolati LEGO Concentration Camp, ricostruiscono con icelebri mattoncini le immagini stereotipate dei lager nazisti rimaste indelebili nell'immaginario collettivo. Con questo lavoro, estremamente provocatorio, l'artista polacco allude alla facilità mediatica con cui ci relazioniamo con una delle pagine più tragiche del Novecento, nonostante orrori purtroppo simili - dai gulag sovietici alle repressioni balcaniche - abbiano potuto (e possano) ripetersi ancora.
Se alcune delle opere indagano il rapporto con un recente passato, altre fungono da punto di partenza per reinterpretare il tempo presente, attraversando questioni tanto collettive quanto
strettamente legate alla coscienza di ogni individuo. È questo il caso di We are the World, la videoinstallazione del cameruniano Goddy Leye costruita sulle note della stessa canzone che nel 1985 Michael Jackson e Lionel Richie scrissero per l'importante raccolta fondi a favore dell'Africa. Ilare e spensierata, la versione qui proposta inverte ogni possibile ruolo, smascherando con estrema semplicità tutto il carico di pregiudizi nei confronti di un continente troppo a lungo considerato inferiore.
Anche il ruolo dell'artista, ora canzonato ora rimesso in discussione, è al centro di lavori che rivolgono la loro attenzione al complesso sistema dell'arte. Il giovane artista bulgaro Ivan Moudov per una settimana consulta la sua sorte nei sette fondi di caffè confrontando le diverse predizioni,
mentre la serie fotografica di Mladen Stilinovic assume il valore di un provocatorio manifestoprogrammatico. Il titolo è emblematico, Artist at Work, e vede l'artista ritratto mentre si rigira semiassopitotra le lenzuola del suo letto: a dispetto di tutti i costrutti produttivi imposti dalla società, sostiene l'artista, l'ozio è la condizione unica e necessaria alla creazione.
Nel percorso di mostra fanno parte 49 fotografie, 9 video e un'installazione.
L'elenco degli artisti comprende Anetta Mona Chi?a & Lucia Tká?ová (Romania e Slovacchia), Philip Kwame Apagya (Ghana), Fikret Atay (Turchia), Cao Fei (Cina), Wong Hoi Cheong (Malesia), Priyanka Dasgupta (India), Samuel Fosso (Camerun), Hung-Chih Peng (Taiwan), Iosif Király (Romania), Július Koller (Slovacchia), Goddy Leye (Camerun), Zbignew Libera (Polonia), Yasumasa Morimura (Giappone), Ivan Moudov (Bulgaria), Marco Pando (Perù), Mladen Stilinovi? (Croazia), Tabaimo (Giappone), Yang Zhenzhong (Cina), David Zink Yi(Perù).
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