Forme d’argilla. Un secolo di ceramica sarda (1900–2000)
Maria Lai, Libro ibro, 1990, Terracotta patinata e parzialmente smaltata rifinita al terzo fuoco, h 12.5 cm
Dal 28 Marzo 2026 al 25 Aprile 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Fondazione Bevilacqua La Masa – Palazzetto Tito
Indirizzo: Dorsoduro 2826
Curatori: Efisio Carbone
L’ISRE – Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna, in collaborazione con la Fondazione Bevilacqua La Masa, presenta dal 28 marzo al 25 aprile la mostra Forme d’argilla. Un secolo di ceramica sarda (1900–2000), ospitata negli spazi di Palazzetto Tito a Venezia.
L’esposizione propone un ampio percorso nella storia della ceramica sarda del Novecento, mettendo in luce le profonde radici culturali e sociali di questa tradizione artistica e artigianale e il suo progressivo dialogo con la modernità e con le ricerche contemporanee.
Attraverso una selezione di circa ottanta opere principalmente provenienti dal Museo della Ceramica di Nuoro, il progetto racconta l’evoluzione di una produzione che, a partire dagli oggetti d’uso quotidiano della fine dell’Ottocento – stoviglie, brocche, giare e utensili domestici – si sviluppa nel corso del Novecento fino a raggiungere forme sempre più consapevoli sul piano artistico e progettuale. La ceramica, inizialmente legata a una dimensione funzionale e a una forte identità locale, si apre progressivamente a nuove tecniche, linguaggi e sperimentazioni, entrando in dialogo con l’arte, il design e con il contesto internazionale.
Il percorso espositivo, curato dal funzionario Direttore del polo museale ISRE Efisio Carbone, prende avvio dalle ceramiche popolari legate alla vita domestica e rituale della Sardegna, per poi approfondire il rinnovamento della ceramica isolana nel corso del Novecento con figure centrali come Francesco Ciusa e la scena dorgalese con Ciriaco Piras e Salvatore Fancello, accanto ad altri protagonisti dello sviluppo tecnico e stilistico come Federico Melis e Melkiorre Melis. In mostra sono inoltre presenti le produzioni di figure imprescindibili del panorama artistico e artigianale sardo come Saverio Farci, Eugenio Tavolara, Maria Lai, Giuseppe Silecchia, Gavino Tilocca, Paola Dessy, Costantino Nivola, Pinuccio Sciola, Edina Altara e Alessandro Mola.
Una sezione è inoltre dedicata al confronto con il panorama nazionale, dove le opere di ceramisti italiani sono accostate alle produzioni sarde – in particolare grazie alla presenza di Lenci – Essevi -, evidenziando affinità, influenze e scambi culturali. L’esposizione si apre infine alla ceramica artistica contemporanea, grazie alle opere di Rossana Rossi, Michele Ciacciofera, Antonello Cuccu, Caterina Lai, Gianfranco Pintus, Lalla Lussu, Cristina e Stefania Ariu, che testimoniano la vitalità e la continuità di una tradizione capace di rinnovarsi nel presente. La mostra è arricchita inoltre dal video sulla ceramica del duo NARENTE commissionato da CRAFT - Sardegna Ricerche per Regione Sardegna e presentato nella sua versione integrale all’Esposizione Universale di Osaka.
La mostra, che rientra in un più ampio progetto di internazionalizzazione del patrimonio materiale dell'Istituto programmato sotto la direzione generale di Anna Paola Mura, ha un allestimento progettato dall’architetto Giovanni Filindeu per Hermoge Srl e gode del sostegno del Progetto Interreg VIA PATRIMONIA ACT.
Dopo l’appuntamento veneziano, le opere in mostra torneranno ad accogliere il pubblico al Museo della Ceramica di Nuoro, uno dei più completi d’Italia nella rappresentazione del patrimonio ceramico, per continuare a raccontare questa storia di acqua e terra.
L’esposizione propone un ampio percorso nella storia della ceramica sarda del Novecento, mettendo in luce le profonde radici culturali e sociali di questa tradizione artistica e artigianale e il suo progressivo dialogo con la modernità e con le ricerche contemporanee.
Attraverso una selezione di circa ottanta opere principalmente provenienti dal Museo della Ceramica di Nuoro, il progetto racconta l’evoluzione di una produzione che, a partire dagli oggetti d’uso quotidiano della fine dell’Ottocento – stoviglie, brocche, giare e utensili domestici – si sviluppa nel corso del Novecento fino a raggiungere forme sempre più consapevoli sul piano artistico e progettuale. La ceramica, inizialmente legata a una dimensione funzionale e a una forte identità locale, si apre progressivamente a nuove tecniche, linguaggi e sperimentazioni, entrando in dialogo con l’arte, il design e con il contesto internazionale.
Il percorso espositivo, curato dal funzionario Direttore del polo museale ISRE Efisio Carbone, prende avvio dalle ceramiche popolari legate alla vita domestica e rituale della Sardegna, per poi approfondire il rinnovamento della ceramica isolana nel corso del Novecento con figure centrali come Francesco Ciusa e la scena dorgalese con Ciriaco Piras e Salvatore Fancello, accanto ad altri protagonisti dello sviluppo tecnico e stilistico come Federico Melis e Melkiorre Melis. In mostra sono inoltre presenti le produzioni di figure imprescindibili del panorama artistico e artigianale sardo come Saverio Farci, Eugenio Tavolara, Maria Lai, Giuseppe Silecchia, Gavino Tilocca, Paola Dessy, Costantino Nivola, Pinuccio Sciola, Edina Altara e Alessandro Mola.
Una sezione è inoltre dedicata al confronto con il panorama nazionale, dove le opere di ceramisti italiani sono accostate alle produzioni sarde – in particolare grazie alla presenza di Lenci – Essevi -, evidenziando affinità, influenze e scambi culturali. L’esposizione si apre infine alla ceramica artistica contemporanea, grazie alle opere di Rossana Rossi, Michele Ciacciofera, Antonello Cuccu, Caterina Lai, Gianfranco Pintus, Lalla Lussu, Cristina e Stefania Ariu, che testimoniano la vitalità e la continuità di una tradizione capace di rinnovarsi nel presente. La mostra è arricchita inoltre dal video sulla ceramica del duo NARENTE commissionato da CRAFT - Sardegna Ricerche per Regione Sardegna e presentato nella sua versione integrale all’Esposizione Universale di Osaka.
La mostra, che rientra in un più ampio progetto di internazionalizzazione del patrimonio materiale dell'Istituto programmato sotto la direzione generale di Anna Paola Mura, ha un allestimento progettato dall’architetto Giovanni Filindeu per Hermoge Srl e gode del sostegno del Progetto Interreg VIA PATRIMONIA ACT.
Dopo l’appuntamento veneziano, le opere in mostra torneranno ad accogliere il pubblico al Museo della Ceramica di Nuoro, uno dei più completi d’Italia nella rappresentazione del patrimonio ceramico, per continuare a raccontare questa storia di acqua e terra.
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