Hernan Bas. The Visitors
© Hernan Bas | Hernan Bas, A tourist trapped, 2025. Acrylic on linen, 127x101.6 cm. Courtesy the artist, Lehmann Maupin, Perrotin and Victoria Miro
Dal 7 May 2026 al 30 August 2026
Venezia
Luogo: Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Indirizzo: Santa Croce 2076
Curatori: Elisabetta Barisoni
Telefono per informazioni: +39 041 721127
E-Mail info: capesaro@fmcvenezia.it
Sito ufficiale: http://capesaro.visitmuve.it
Con oltre trenta nuovi dipinti realizzati all’interno di un’installazione immersiva, concepita appositamente per il museo, Hernan Bas (Miami, 1978) porta The Visitors a Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, nelle Sale Dom Pérignon.
Traendo ispirazione da Venezia, città particolarmente sensibile al turismo, costantemente trasformata dalle sue conseguenze e in cui l’artista ha realizzato una residenza, Bas ha creato un nuovo corpus di opere incentrato su turisti collocati in scenari sia immaginati sia reali. Protagonisti – prevalentemente uomini, bianchi e occidentali – che abitano un terreno mutevole fatto di attrazioni da “lista dei desideri”, siti storici, spazi sacri, locali equivoci e versioni sterilizzate del mondo naturale; mettendo in luce i cliché del turismo, come la Gioconda o la Fontana di Trevi, fino alle mete del cosiddetto dark tourism, come Chernobyl, Alcatraz e la foresta di Aokigahara, luoghi attraversati dal dolore che diventano tappe di itinerari; le trappole per turisti da cui si evidenzia, ancora di più, la fondamentale disconnessione tra i “visitatori” e i mondi che attraversano, luoghi progettati per ingannare, raggirare o deludere.
Bas è da tempo celebrato per le sue opere narrative permeate da umorismo, decadenza, stranezze, suggestioni occultiste e codici stratificati. Esplora le complessità dell'identità personale attraverso figure sospese in momenti di trasformazione, in cui l'ordinario scivola nello straordinario. In The Visitors, questa sensibilità si rivolge verso l'esterno. Come i dandies e i flâneurs delle opere precedenti di Bas, queste nuove figure si librano sulle soglie: tra curiosità e arroganza, incontro e violazione, esperienza e spettacolo.
Molte di queste nuove figure sembrano essere colte in atti di recitazione o finzione, mentre posano, scattano fotografie o assumono travestimenti. Uno dei turisti di Bas rivendica lo status di residente, un altro (statunitense) finge di essere canadese e un altro visitatore in Thailandia inscena un incontro con un pitone. In un effetto tipico del senso di ironia di Bas, un sentimento di affetto per i suoi visitatori maldestri e disorientati si scontra con una lucida critica a un’epoca definita dalla globalizzazione, priva di riferimenti culturali o geografici stabili.
Parte di questo nuovo corpus di opere è stato realizzato durante una residenza dell’artista a Venezia, a stretto contatto con la laguna, la sua luce, la sua tradizione pittorica e i suoi turisti. In questi dipinti, il visitatore diventa al tempo stesso pittore e soggetto dipinto. Negli ultimi decenni, la storica città di Venezia ha sofferto per l’ascesa del turismo di massa, che ha danneggiato i suoi monumenti, la sua laguna, i suoi abitanti e la sua storia. Venezia stessa, a lungo plasmata dagli scambi e ora messa a dura prova dal turismo di massa, diventa sia lo scenario che lo specchio delle questioni affrontate dalle opere. Bas convoglia inoltre la sua comprensione, maturata nel corso di una vita, di cosa significhi vivere a fianco dei turisti a Miami, così come la propria condizione di cubano-americano di prima generazione, spesso percependosi come un visitatore nella propria casa.
Esposte in una sequenza immersiva, le tele comporranno una narrazione visiva continua. L’inquadratura di matrice fotografica, le superfici sature e le accumulazioni di dettagli eloquenti – slogan, tatuaggi, accessori – funzionano come una vanitas contemporanee, rivelando le ambiguità morali insite nella mobilità globale. Qui, Bas cattura una generazione alla deriva – allo stesso tempo alla ricerca di senso e assorta in se stessa – invitando lo spettatore a riconoscere, all'interno di questo mondo sospeso, il proprio riflesso.
Come sottolinea Elisabetta Barisoni, responsabile di Ca’ Pesaro e curatrice della mostra Nelle sale della Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Venezia ci accoglie una teoria di personaggi che, a prima vista, sembrano rappresentazioni di gioventù immersa nella scoperta del mondo ma che rivelano invece una situazione assurda, paradossale, comica.
La serie monumentale, osserva ancora Barisoni, rappresenta una visione che è sempre sotto i nostri occhi, fatto di turismo credulone, voyeur, oltre il limite del rispetto per l'altro e, in casi estremi, per la dignità umana. In opere che a prima vista sembrano fotografie-ricordo o souvenir esotici, vacillano storia e memoria, mentre il senso stesso di realtà si incrina.
Hernan Bas (nato a Miami, Florida, nel 1978) vive e lavora a Miami. Tra le sue recenti mostre personali istituzionali figurano: Hernan Bas: The Conceptualists, The Bass Museum of Art, Miami (2023); Hernan Bas: Choose Your Own Adventure, Space K, Seoul; Yuz Museum, West Bund, Shanghai (2021–22); Hernan Bas, Rubell Museum, Miami (2020–22); Hernan Bas: A Brief Intermission, CAC Málaga, Spagna (2018) e Florida Living, SCAD Museum of Art, Savannah (2017).
Il lavoro di Bas è stato inoltre presentato in The Collectors, progetto concepito da Elmgreen & Dragset per i Padiglioni Nordico e Danese in occasione della 53ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia (2009). Le sue opere fanno parte delle collezioni del Brooklyn Museum of Art (New York), Detroit Institute of Arts, Hammer Museum (Los Angeles), Hirshhorn Museum and Sculpture Garden (Washington, DC), Museum of Contemporary Art (Los Angeles), Museum of Contemporary Art (North Miami), Museum of Fine Arts (Boston), Museum of Modern Art (New York), San Francisco Museum of Modern Art e Whitney Museum of American Art (New York), tra gli altri.
Traendo ispirazione da Venezia, città particolarmente sensibile al turismo, costantemente trasformata dalle sue conseguenze e in cui l’artista ha realizzato una residenza, Bas ha creato un nuovo corpus di opere incentrato su turisti collocati in scenari sia immaginati sia reali. Protagonisti – prevalentemente uomini, bianchi e occidentali – che abitano un terreno mutevole fatto di attrazioni da “lista dei desideri”, siti storici, spazi sacri, locali equivoci e versioni sterilizzate del mondo naturale; mettendo in luce i cliché del turismo, come la Gioconda o la Fontana di Trevi, fino alle mete del cosiddetto dark tourism, come Chernobyl, Alcatraz e la foresta di Aokigahara, luoghi attraversati dal dolore che diventano tappe di itinerari; le trappole per turisti da cui si evidenzia, ancora di più, la fondamentale disconnessione tra i “visitatori” e i mondi che attraversano, luoghi progettati per ingannare, raggirare o deludere.
Bas è da tempo celebrato per le sue opere narrative permeate da umorismo, decadenza, stranezze, suggestioni occultiste e codici stratificati. Esplora le complessità dell'identità personale attraverso figure sospese in momenti di trasformazione, in cui l'ordinario scivola nello straordinario. In The Visitors, questa sensibilità si rivolge verso l'esterno. Come i dandies e i flâneurs delle opere precedenti di Bas, queste nuove figure si librano sulle soglie: tra curiosità e arroganza, incontro e violazione, esperienza e spettacolo.
Molte di queste nuove figure sembrano essere colte in atti di recitazione o finzione, mentre posano, scattano fotografie o assumono travestimenti. Uno dei turisti di Bas rivendica lo status di residente, un altro (statunitense) finge di essere canadese e un altro visitatore in Thailandia inscena un incontro con un pitone. In un effetto tipico del senso di ironia di Bas, un sentimento di affetto per i suoi visitatori maldestri e disorientati si scontra con una lucida critica a un’epoca definita dalla globalizzazione, priva di riferimenti culturali o geografici stabili.
Parte di questo nuovo corpus di opere è stato realizzato durante una residenza dell’artista a Venezia, a stretto contatto con la laguna, la sua luce, la sua tradizione pittorica e i suoi turisti. In questi dipinti, il visitatore diventa al tempo stesso pittore e soggetto dipinto. Negli ultimi decenni, la storica città di Venezia ha sofferto per l’ascesa del turismo di massa, che ha danneggiato i suoi monumenti, la sua laguna, i suoi abitanti e la sua storia. Venezia stessa, a lungo plasmata dagli scambi e ora messa a dura prova dal turismo di massa, diventa sia lo scenario che lo specchio delle questioni affrontate dalle opere. Bas convoglia inoltre la sua comprensione, maturata nel corso di una vita, di cosa significhi vivere a fianco dei turisti a Miami, così come la propria condizione di cubano-americano di prima generazione, spesso percependosi come un visitatore nella propria casa.
Esposte in una sequenza immersiva, le tele comporranno una narrazione visiva continua. L’inquadratura di matrice fotografica, le superfici sature e le accumulazioni di dettagli eloquenti – slogan, tatuaggi, accessori – funzionano come una vanitas contemporanee, rivelando le ambiguità morali insite nella mobilità globale. Qui, Bas cattura una generazione alla deriva – allo stesso tempo alla ricerca di senso e assorta in se stessa – invitando lo spettatore a riconoscere, all'interno di questo mondo sospeso, il proprio riflesso.
Come sottolinea Elisabetta Barisoni, responsabile di Ca’ Pesaro e curatrice della mostra Nelle sale della Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Venezia ci accoglie una teoria di personaggi che, a prima vista, sembrano rappresentazioni di gioventù immersa nella scoperta del mondo ma che rivelano invece una situazione assurda, paradossale, comica.
La serie monumentale, osserva ancora Barisoni, rappresenta una visione che è sempre sotto i nostri occhi, fatto di turismo credulone, voyeur, oltre il limite del rispetto per l'altro e, in casi estremi, per la dignità umana. In opere che a prima vista sembrano fotografie-ricordo o souvenir esotici, vacillano storia e memoria, mentre il senso stesso di realtà si incrina.
Hernan Bas (nato a Miami, Florida, nel 1978) vive e lavora a Miami. Tra le sue recenti mostre personali istituzionali figurano: Hernan Bas: The Conceptualists, The Bass Museum of Art, Miami (2023); Hernan Bas: Choose Your Own Adventure, Space K, Seoul; Yuz Museum, West Bund, Shanghai (2021–22); Hernan Bas, Rubell Museum, Miami (2020–22); Hernan Bas: A Brief Intermission, CAC Málaga, Spagna (2018) e Florida Living, SCAD Museum of Art, Savannah (2017).
Il lavoro di Bas è stato inoltre presentato in The Collectors, progetto concepito da Elmgreen & Dragset per i Padiglioni Nordico e Danese in occasione della 53ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia (2009). Le sue opere fanno parte delle collezioni del Brooklyn Museum of Art (New York), Detroit Institute of Arts, Hammer Museum (Los Angeles), Hirshhorn Museum and Sculpture Garden (Washington, DC), Museum of Contemporary Art (Los Angeles), Museum of Contemporary Art (North Miami), Museum of Fine Arts (Boston), Museum of Modern Art (New York), San Francisco Museum of Modern Art e Whitney Museum of American Art (New York), tra gli altri.
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