La collezione Campanotto di poesia visiva
La collezione Campanotto di poesia visiva, Galleria Civica - Centro Bafile, Caorle (VE)
Dal 23 Maggio 2014 al 22 Giugno 2014
Caorle | Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Galleria Civica - Centro Bafile
Indirizzo: piazza Matteotti
Curatori: Piero Degiovanni
Enti promotori:
- Regione del Veneto
- Campanotto Editore
Telefono per informazioni: +39 049 663499 / 0421 219255
E-Mail info: info@studioesseci.net
Sito ufficiale: http://flussidiversi.jimdo.com
In occasione della settima edizione di Flussidiversi, festival dedicato alla poesia, il Centro Civico di Caorle ospita la mostra “La collezione Campanotto di poesia visiva”. L’esposizione, prodotta e organizzata dal Comune di Caorle, nell’ambito del progetto Flussidiversi, in collaborazione con Regione del Veneto e Campanotto Editore, è curata da Piero Degiovanni.
Carlo Marcello Conti, proprietario della casa editrice Campanotto, e apprezzato poeta visivo, conserva una delle più importanti e nutrite collezioni di poesia visiva a livello nazionale composta da opere di estremo interesse storico artistico e documentario. La collezione Campanotto riunisce diverse opere di rilievo internazionale fondamentali per la ricostruzione e l'indagine di un importante momento della ricerca artistica in Italia, quale fu la poesia visiva, che conobbe varie declinazioni e interazioni con altri movimenti internazionali quali Fluxus e Mail Art.
La collezione conserva opere capitali di artisti appartenenti all'area Alpe Adria come i veneti Daniele Pinni di Portogruaro e Nino Ovan di Venezia, ma anche dei friulani Luciano Morandini, Andrea Centazzo, Dario Clemente, Franco Riberto, Nevia Benes, nonché opere di Lamberto Pignotti, Eugenio Miccini, Luciano Ori, Lucia Marcucci, Michele Perfetti, che formarono il nucleo iniziale di tale ricerca, e dello stesso Carlo Marcello Conti.
Alla Galleria Civica del Centro Bafile di Caorle, verranno esposte circa sessanta opere selezionate tra le oltre quattrocento che formano l’intera collezione, presentando uno spaccato significativo delle poetiche e delle riflessioni artistiche sul problematico rapporto con i mass-media. La poesia visiva, in linea con le coeve estetiche, è una forma di decostruzione, riduzione e manipolazione della comunicazione, tesa a generare nuovi contenuti che da mera informazione si trasformano in evocazione poetica, contenuto etico e critica sociale alla logica pubblicitaria, ricombinando supporti e segni secondo criteri verbo-visivi definiti allora “guerriglia semiologica”.
Carlo Marcello Conti, proprietario della casa editrice Campanotto, e apprezzato poeta visivo, conserva una delle più importanti e nutrite collezioni di poesia visiva a livello nazionale composta da opere di estremo interesse storico artistico e documentario. La collezione Campanotto riunisce diverse opere di rilievo internazionale fondamentali per la ricostruzione e l'indagine di un importante momento della ricerca artistica in Italia, quale fu la poesia visiva, che conobbe varie declinazioni e interazioni con altri movimenti internazionali quali Fluxus e Mail Art.
La collezione conserva opere capitali di artisti appartenenti all'area Alpe Adria come i veneti Daniele Pinni di Portogruaro e Nino Ovan di Venezia, ma anche dei friulani Luciano Morandini, Andrea Centazzo, Dario Clemente, Franco Riberto, Nevia Benes, nonché opere di Lamberto Pignotti, Eugenio Miccini, Luciano Ori, Lucia Marcucci, Michele Perfetti, che formarono il nucleo iniziale di tale ricerca, e dello stesso Carlo Marcello Conti.
Alla Galleria Civica del Centro Bafile di Caorle, verranno esposte circa sessanta opere selezionate tra le oltre quattrocento che formano l’intera collezione, presentando uno spaccato significativo delle poetiche e delle riflessioni artistiche sul problematico rapporto con i mass-media. La poesia visiva, in linea con le coeve estetiche, è una forma di decostruzione, riduzione e manipolazione della comunicazione, tesa a generare nuovi contenuti che da mera informazione si trasformano in evocazione poetica, contenuto etico e critica sociale alla logica pubblicitaria, ricombinando supporti e segni secondo criteri verbo-visivi definiti allora “guerriglia semiologica”.
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