María Fernanda Cuartas. L’inquietudine dell’angelo
María Fernanda Cuartas, De vuelta
Dal 9 Ottobre 2015 al 18 Ottobre 2015
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Museo Nazionale Villa Pisani
Indirizzo: via Doge Pisani 7, Stra
Orari: da martedì a domenica 11-13.00 | 14-17
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 02 324377
E-Mail info: info@deangelispress.it
Sito ufficiale: http://www.villapisani.beniculturali.it/
María Fernanda Cuartas è una straordinaria artista colombiana che in patria è conosciuta come la “maestra del color” econsiderata tra i più quotati artisti della Colombia.
L’approdo in Italia della raffinate opere pittoriche presenti nella mostra “L’inquietudine dell’angelo”, allestita dall’8 al 18 ottobre presso i saloni dedicati all’arte contemporanea dal Museo Nazionale di Villa Pisani, costituisce non solo la preziosa occasione per ammirare dal vivo la qualità di una ricerca estetica dalle interessanti implicazioni insieme artistiche e filosofiche, ma anche la documentazione interessantissima degli ultimi sviluppi in senso cronologico di tale ricerca.
Si tratta infatti di un corpus pittorico, quello presente in questa mostra, che rappresenta l’ultima fase creativa di questa pure ancor giovane artista che, con opere tutte realizzate prevalentemente nel corso del 2015 (salvo un paio datate 2013), testimonia l’alto punto di approdo di un’affascinante avventura creativa sviluppatasi nel corso di circa un ventennio.
Quello che colpisce con immediatezza nelle opere della Cuartas è una espressività cromatica e formale che tuttavia dischiude subito dopo lo sguardo all’essenza di immagini concettuali trasmesse da un universo spirituale di cui l’artista è interprete e messaggera. È l’universo meraviglioso e leggero, dentro cui l’autrice consente di entrare a chi si avvicina alla sua pittura con mente aperta e cuore puro e intende percorrere i territori luminosi del pensiero e il firmamento delle emozioni che si aprono nella visione di ciascuna delle sue opere come sintesi preziosa di un’esperienza totalizzante seguendo lo sguardo con cui tale visione viene contemplata dall’artista. “Uno sguardo – scrive Bruno Francisci nel catalogo della mostra – che possiamo definire coraggioso e inquieto insieme, grazie alla consapevolezza che ha l’artista autentico dell’azzardo insito in ogni sua opera finalizzata a dire della realtà più di quanto essa, nella sua sostanziale incomunicabilità, apparentemente voglia e possa trasmetterci. E’ l’azzardo dell’annuncio di un mistero che dev’essere accolto e veduto come ogni annuncio spiazzante rispetto al già visto, al già detto, al già sperimentato. E che comporta una condizione per l’angelos di essere in questo nostro mondo senza appartenere ad esso, con tutta l’inquietudine, talora l’angoscia che tale condizione comporta”.
Il percorso della ricerca estetica che ha compiuto questa pittrice dalla tecnica raffinata e dal pensiero poetico profondo va attentamente riconosciuto come esemplare per coerenza stilistica e per rilevanza di ispirazione. Nel contempo la Curtas è, come subito si comprende ammirando le sue opere, un’artista coltissima la quale ha conquistata e metabolizzata la grande tradizione della pittura occidentale, da Velesquez a De Chirico.
L’approdo in Italia della raffinate opere pittoriche presenti nella mostra “L’inquietudine dell’angelo”, allestita dall’8 al 18 ottobre presso i saloni dedicati all’arte contemporanea dal Museo Nazionale di Villa Pisani, costituisce non solo la preziosa occasione per ammirare dal vivo la qualità di una ricerca estetica dalle interessanti implicazioni insieme artistiche e filosofiche, ma anche la documentazione interessantissima degli ultimi sviluppi in senso cronologico di tale ricerca.
Si tratta infatti di un corpus pittorico, quello presente in questa mostra, che rappresenta l’ultima fase creativa di questa pure ancor giovane artista che, con opere tutte realizzate prevalentemente nel corso del 2015 (salvo un paio datate 2013), testimonia l’alto punto di approdo di un’affascinante avventura creativa sviluppatasi nel corso di circa un ventennio.
Quello che colpisce con immediatezza nelle opere della Cuartas è una espressività cromatica e formale che tuttavia dischiude subito dopo lo sguardo all’essenza di immagini concettuali trasmesse da un universo spirituale di cui l’artista è interprete e messaggera. È l’universo meraviglioso e leggero, dentro cui l’autrice consente di entrare a chi si avvicina alla sua pittura con mente aperta e cuore puro e intende percorrere i territori luminosi del pensiero e il firmamento delle emozioni che si aprono nella visione di ciascuna delle sue opere come sintesi preziosa di un’esperienza totalizzante seguendo lo sguardo con cui tale visione viene contemplata dall’artista. “Uno sguardo – scrive Bruno Francisci nel catalogo della mostra – che possiamo definire coraggioso e inquieto insieme, grazie alla consapevolezza che ha l’artista autentico dell’azzardo insito in ogni sua opera finalizzata a dire della realtà più di quanto essa, nella sua sostanziale incomunicabilità, apparentemente voglia e possa trasmetterci. E’ l’azzardo dell’annuncio di un mistero che dev’essere accolto e veduto come ogni annuncio spiazzante rispetto al già visto, al già detto, al già sperimentato. E che comporta una condizione per l’angelos di essere in questo nostro mondo senza appartenere ad esso, con tutta l’inquietudine, talora l’angoscia che tale condizione comporta”.
Il percorso della ricerca estetica che ha compiuto questa pittrice dalla tecnica raffinata e dal pensiero poetico profondo va attentamente riconosciuto come esemplare per coerenza stilistica e per rilevanza di ispirazione. Nel contempo la Curtas è, come subito si comprende ammirando le sue opere, un’artista coltissima la quale ha conquistata e metabolizzata la grande tradizione della pittura occidentale, da Velesquez a De Chirico.
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