Cromatika. Opere di Lucio Perini
Cromatika. Opere di Lucio Perini, Bassano Del Grappa
Dal 23 Ottobre 2015 al 8 Novembre 2015
Bassano del Grappa | Vicenza | Visualizza tutte le mostre a Vicenza
Luogo: Chiesetta dell'Angelo
Indirizzo: via Roma 80
Orari: sabato e domenica 15-19
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0424 519901
E-Mail info: [email protected]
Secondo appuntamento in Chiesetta dell’Angelo per “Bassano Fotografia 15”.
Nell’ambito della medesima rassegna fotografica, dopo la personale di Alessandro Molinari, Lucio Perini espone la personale «Cromatika».
Lucio Perini, di origini bassanesi, opera dagli anni Settanta nel settore arti visive (pittura, fotografia, editoria e linguaggi multimediali) svolgendo anche attività didattica per l’educazione artistica, la fotografia e le discipline visive con adolescenti e adulti.
In Chiesetta dell’Angelo espone i risultati della sua ricerca sul rapporto diretto con l’emozione. Le elaborazioni al computer nascono dagli scatti e organizzano il lavoro per coppie; hanno origine senza partire da un progetto. Lavorando come il pittore impressionista (a volte espressionista), che si lascia vivere da ciò che ha davanti, il pc è usato proprio come il pittore usa il pennello e i pigmenti; le immagini ottenute a volte necessitano di pochi passaggi con programmi di fotoritocco digitale, a volte esigono analisi e ripensamenti continui, spesso faticosi.
«Cromatika», ovvero il colore delle emozioni (sensazioni, percezioni, allucinazioni): sei per due, dodici scatti fotografici evolvono al computer e disegnano una nuova grammatica delle emozioni, immagini nate quasi per caso, dal desiderio di fermare una situazione di familiarità, momenti, luoghi, cose e persone che rappresentano un di più affettivo. Sono scatti che mantengono intatta la relazione fra luce e ombra da cui nascono le forme riuscendo però a far emergere brani di realtà.
Chiunque sperimenta come ogni colore possa essere associato ad una diversa sfera sensoriale: è la sinestesia che avvicina una sollecitazione visiva ad una stimolazione uditiva, olfattiva, tattile, cosicché un colore diventa calore oppure profumo o anche suono. Il colore come prodotto da, oppure come strumento per, descrivere un’emozione.
Ecco, in sintesi, l’operazione di Perini, dove la elaborazione digitale distilla e trasforma un soggetto che, originariamente collocato in atmosfere apparentemente domestiche e casuali, arriva a proporsi come un’opera nuova, autonoma, compatibile con una nuova lettura.
Scrive Perini nel catalogo di “Bassano Fotografia 15”: «Sono il bello, l’arte, la conoscenza, la collaborazione nella pace a dar senso all’umana esistenza; senza questo rimarranno la natura e la bestia, mancherà l’uomo».
Nell’ambito della medesima rassegna fotografica, dopo la personale di Alessandro Molinari, Lucio Perini espone la personale «Cromatika».
Lucio Perini, di origini bassanesi, opera dagli anni Settanta nel settore arti visive (pittura, fotografia, editoria e linguaggi multimediali) svolgendo anche attività didattica per l’educazione artistica, la fotografia e le discipline visive con adolescenti e adulti.
In Chiesetta dell’Angelo espone i risultati della sua ricerca sul rapporto diretto con l’emozione. Le elaborazioni al computer nascono dagli scatti e organizzano il lavoro per coppie; hanno origine senza partire da un progetto. Lavorando come il pittore impressionista (a volte espressionista), che si lascia vivere da ciò che ha davanti, il pc è usato proprio come il pittore usa il pennello e i pigmenti; le immagini ottenute a volte necessitano di pochi passaggi con programmi di fotoritocco digitale, a volte esigono analisi e ripensamenti continui, spesso faticosi.
«Cromatika», ovvero il colore delle emozioni (sensazioni, percezioni, allucinazioni): sei per due, dodici scatti fotografici evolvono al computer e disegnano una nuova grammatica delle emozioni, immagini nate quasi per caso, dal desiderio di fermare una situazione di familiarità, momenti, luoghi, cose e persone che rappresentano un di più affettivo. Sono scatti che mantengono intatta la relazione fra luce e ombra da cui nascono le forme riuscendo però a far emergere brani di realtà.
Chiunque sperimenta come ogni colore possa essere associato ad una diversa sfera sensoriale: è la sinestesia che avvicina una sollecitazione visiva ad una stimolazione uditiva, olfattiva, tattile, cosicché un colore diventa calore oppure profumo o anche suono. Il colore come prodotto da, oppure come strumento per, descrivere un’emozione.
Ecco, in sintesi, l’operazione di Perini, dove la elaborazione digitale distilla e trasforma un soggetto che, originariamente collocato in atmosfere apparentemente domestiche e casuali, arriva a proporsi come un’opera nuova, autonoma, compatibile con una nuova lettura.
Scrive Perini nel catalogo di “Bassano Fotografia 15”: «Sono il bello, l’arte, la conoscenza, la collaborazione nella pace a dar senso all’umana esistenza; senza questo rimarranno la natura e la bestia, mancherà l’uomo».
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