La fondazione
Vicenza deve le sue origini alla popolazione dei Veneti. Il fatto è attestato dal ritrovamento di circa 200 laminette votive dedicate al culto della dea Reitia e di un'iscrizione in lingua venetica, rinvenute nel 1959 durante alcuni lavori nei pressi di Palazzo Trissino.

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L’età romana
Vicenza divenne Municipium romano col nome di Vicetia, situato sull’asse della via Postumia che collegava Genova ad Aquileia. A quest’epoca risalgono la ristrutturazione dell'abitato secondo un tracciato urbanistico ad assi ortogonali e l'edificazione delle prime mura.
La prosperità del periodo romano è oggi attestata dal fastoso teatro di Berga, dall’acquedotto di Lobia, dai mosaici ritrovati in Piazza Biade, dal cripto-portico del Duomo e da altri resti archeologici.
Il diffondersi del cristianesimo arricchì Vicenza di splendidi monumenti: la basilica dei SS. Felice e Fortunato, la chiesa d S. Giorgio in Gogna e l'abbazia di S. Agostino.

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L’arrivo di Carlo Magno
Le invasioni barbariche misero fine allo splendore del passato. I regni di Odoacre, di Teodorico e dei Goti devastarono la città.
Durante i secoli dell’alto medioevo ebbero inizio le divisioni feudali del territorio, che durarono fino all'avvento di Carlo Magno.
Nel 774 l’imperatore sconfisse i longobardi e Vicenza divenne contea franca.

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La tirannide vescovile
In quei secoli si venne affermando la signoria del vescovo di Vicenza che di fatto amministrava la giustizia, esigeva i tributi, difendeva la città e garantiva esenzioni e immunità.
A quest’epoca risalgono gli insediamenti benedettini a cui i vescovi affidarono mansioni pastorali e di bonifica delle zone acquitrinose.

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L’età dei Comuni e l’arrivo del Barbarossa
I primi documenti attestano la presenza dei consoli a Vicenza a partire dal 1147. Ma ben presto i comuni veneti furono minacciati dall’arrivo di Barbarossa.
Vicenza si unì a Verona, Padova e Treviso per scacciare il rappresentante imperiale aderendo alla Lega Veronese del 1158 e poi alla Lega Lombarda.

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La sottomissione a Padova
Le milizie di Federico II occuparono la città che poi fu affidata alla famiglia degli Ezzelini. Vicenza soffrì sotto la loro tirannia fino al 1259 ma, morto l'ultimo tiranno, i vicentini si vendicarono contro i suoi discendenti e i sostenitori.
Furono così furibonde le lotte che si accesero in città e in tutto il territorio da indurre un gruppo di esuli a chiedere la "tutela" di Padova. "Tutela" che ben presto si mutò in sottomissione e durò dal 1266 al 1311.

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L’epoca scaligera e il passaggio alla Serenissima
Fu Enrico VII a liberare Vicenza dal giogo padovano e a cederla poi a Verona, allora governata Cangrande della Scala.
Il dominio Scaligero che fu molto più benevolo di quello padovano: rifiorirono cultura e arti e furono elevate nuove mura di difesa e torri di vedetta.
Dopo un breve intervallo visconteo, Vicenza si smarcò dalle influenze padane invocando l’intervento della Serenissima Repubblica di Venezia.

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Il dominio veneziano
Dalla metà del 1500 a tutto il 1700 conobbe un periodo aureo in tutto il suo territorio. Il mercato veneziano, all’epoca fiorente in Europa e in oriente, offriva uno sbocco ai prodotti dell'artigianato vicentino. Il commercio prosperò tanto da arricchire numerose famiglie.
In questo clima l'arte e la cultura raggiunsero il loro massimo splendore, soprattutto grazie al genio di Andrea Palladio, i cui interventi diedero un volto nuovo alla città.

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I saccheggi da parte di austriaci e francesi
Col trattato di Campoformio Vicenza venne ceduta all'Austria. Subì un'altalena di dominazioni ora degli austriaci ora dei francesi. A seguito del Congresso di Vienna (1814) la città venne affidata all'Austria.

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L’arrivo dei Savoia
Le truppe di Vittorio Emanuele II di Savoia liberarono la città dal giogo austriaco. Ma fu il plebiscito del 21 ottobre a ufficializzare il passaggio del Veneto al Regno d’Italia.

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La Grande Guerra
Durante la Prima Guerra mondiale, Vicenza fu sede del I° comando d'Armata e il suo territorio - in particolare l’altopiano di Asiago, il Monte Grappa e il Monte Pasubio - fu teatro della parte più cruenta della guerra.

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I bombardamenti aerei
Nella Seconda Guerra mondiale la città subì ripetute e violente incursioni aeree che causarono numerose vittime e danni ingenti ai monumenti. A guerra finita i vicentini si trovarono compatti per restituire a Vicenza il suo vero volto.

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Il patrocinio dell’UNESCO
Vicenza è una città d’arte, dichiarata dall'UNESCO “patrimonio dell'Umanità” per i capolavori dell'architetto Andrea Palladio.

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Vicenza ATTRAVERSO I SECOLI