Palazzo Te
Mantova, Viale Te, 13
- Artista: Giulio Romano
- Dove: Mantova, Viale Te, 13
- Realizzazione: 1525 - 1535
- Indirizzo: Viale Te, 13
- E-Mail: biglietteria.te@comune.mantova.gov.it
- Telefono: +39 0376 323266
- Apertura: Lunedì: 13 - 19.30
da Martedì a domenica: 9 - 19.30
(chiusura della biglietteria un'ora prima della chiusura del Palazzo)
Festività: 9 - 18
chiuso il 25 dicembre - Costo: intero € 12, ridotto € 8, ridotto speciale € 4
Biglietto famiglia € 25
Mantova Sabbioneta card € 20
ingresso gratuito presso i Musei civici i lunedì successivi alla prima
domenica del mese, ad esclusione di alcuni lunedì festivi o vicini a festività civili o religiose.
DESCRIZIONE:
Commissionato da Federico II, l'edificio viene costruito e decorato da Giulio Romano nell'arco di un decennio (1525 - 1535). Il palazzo è ispirato ai modelli classici e si sviluppa attorno a una corte quadrata. Le facciate esterne e quelle del cortile sono rese solenni dall'impiego dell'ordine unico: semipilastri all'esterno, semicolonne all'interno si estendono per due piani della fabbrica e reggono la trabeazione dorica, con fregio a triglifi e metope. Il rivestimento a intonaco imita grandi conci di pietra ben squadrati e levigati, alternati a bugne rustiche. La simulazione di materiali pregiati con mezzi poveri, l'alternanza di citazioni classiche a invenzioni estrose, il contrasto fra norma e licenza sono elementi tipici del linguaggio di Giulio Romano.
L'edificio, che sorge su una piana libera, si sviluppa in larghezza, accordandosi con il paesaggio circostante; gli ambienti nobili si trovano al pianterreno, mentre al primo piano sono collocati locali di servizio. Il complesso si apre, tramite una loggia ariosa e solenne, su un vasto giardino, da cui lo separano due peschiere attraversate da un ponte. Il giardino è concluso da un'esedra semicircolare della metà del Seicento, a sinistra della quale è ubicato il prezioso appartamento del giardino segreto. In questo luogo, isolato e silenzioso, si apre una grotta costruita e decorata tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo.
Commissionato da Federico II, l'edificio viene costruito e decorato da Giulio Romano nell'arco di un decennio (1525 - 1535). Il palazzo è ispirato ai modelli classici e si sviluppa attorno a una corte quadrata. Le facciate esterne e quelle del cortile sono rese solenni dall'impiego dell'ordine unico: semipilastri all'esterno, semicolonne all'interno si estendono per due piani della fabbrica e reggono la trabeazione dorica, con fregio a triglifi e metope. Il rivestimento a intonaco imita grandi conci di pietra ben squadrati e levigati, alternati a bugne rustiche. La simulazione di materiali pregiati con mezzi poveri, l'alternanza di citazioni classiche a invenzioni estrose, il contrasto fra norma e licenza sono elementi tipici del linguaggio di Giulio Romano.
L'edificio, che sorge su una piana libera, si sviluppa in larghezza, accordandosi con il paesaggio circostante; gli ambienti nobili si trovano al pianterreno, mentre al primo piano sono collocati locali di servizio. Il complesso si apre, tramite una loggia ariosa e solenne, su un vasto giardino, da cui lo separano due peschiere attraversate da un ponte. Il giardino è concluso da un'esedra semicircolare della metà del Seicento, a sinistra della quale è ubicato il prezioso appartamento del giardino segreto. In questo luogo, isolato e silenzioso, si apre una grotta costruita e decorata tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo.
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