Ad Alba dal 27 ottobre 2018 al 25 febbraio 2019
La grande arte dada e surrealista dall'Olanda alla Fondazione Ferrero

Salvador Dalí, Paesaggio con fanciulla che salta la corda, 1936, Rotterdam, Museum Boijmans Van Beuningen. Ph. Studio Tromp © Salvador Dalí, Fundacio Gala Salvador Dalí, by SIAE 2018,
Samantha De Martin
02/05/2018
Cuneo - In una sorta di corridoio illuminato dall’immaginario fantastico delle avanguardie, sfilano, alla Fondazione Ferrero di Alba, i capolavori della grande arte dada e surrealista.
A tessere il dialogo tra la poetica nichilista del movimento “anti-arte” nato a Zurigo e quella, più propositiva, che ebbe come principale teorico il poeta André Breton, alcuni capolavori provenienti dal Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, che escono eccezionalmente dalla collezione - nota per i suoi vetri preziosi, i disegni antichi di Dürer, le stampe di Goya, ma anche per le opere di Picasso, Mondrian e Rothko - per approdare nella città piemontese dal 27 ottobre 2018 al 25 febbraio 2019.
Dalla collezione di Edward James, stravagante mecenate-collezionista, poeta e viaggiatore, che si divise tra la passione di Magritte e Dalí, diventando di quest’ultimo eccentrico mercante, giungono ad Alba La reproduction interdite, celebre ritratto sdoppiato allo specchio, firmato da René Magritte, opere scenografiche come il trittico di grandi dimensioni Paesaggio con fanciulla che salta la corda o la bocca-divano di Mae West di Salvador Dalí.
«In un meditato e articolato percorso - spiega il curatore Marco Vallora - la Fondazione propone, per il suo biennale appuntamento con la grande arte, una mostra di ambito internazionale, originale e diversa dalle precedenti. Perché coinvolgerà libri, poesie, riviste, pamphlets di furente polemica reciproca, spezzoni di film, frammenti di musica, legati tutti ai due movimenti, lettere e manifesti, affiancati a tele e sculture innovative e spesso di rottura, di grande suggestione e rilevanza storica».
E infatti alle fotografie, ai calendari, alle cartoline, alle riviste storiche con copertine di grande impatto grafico, firmate da artisti come Duchamp, Masson, Picasso, Ernst, si affiancheranno spezzoni o fotogrammi di film sperimentali ed anticipatori, di firme come quella del poeta Robert Desnos, del disegnatore Edmund Dulac, dei registi Luis Buñuel, René Clair, Eggeling. Senza tralasciare le sequenze realizzate da Dalí su richiesta di Alfred Hitchcock e Walt Disney.
Le opere del pittore, fabbricante di oggetti e un autore di film d'avanguardia, Man Ray, i collages astratti di Kurt Schwitters, le sculture di Hans Arp, i teleri bislacchi e provocatori del dandy spagnolo Picabia, tele dai titoli spiazzanti, esercizi di non-pittura e di anti-arte, da inquadrare in un contesto di rifiuto, sovversione e anarchia, apriranno la mostra.
In questo omaggio all’arte dada e surrealista - movimenti che condividono matrici e influenze comuni, dalle idee politiche di Sade e Marx a quelle di poeti come Rimbaud, Mallarmé, Poe - spiccano i disegni preparatori e una tela spettacolare di Dalí, ispirata al libro di Roussel Nuove impressioni d’Africa, o ancora tre diverse Boîtes di Marcel Duchamp - La boîte verte, La boîte-en-valise, À l’infinitif - in cui, a partire dagli anni Trenta, il pittore rinchiude tutta la propria opera omnia, con l’intenzione polemica e sarcastica di distruggere l’idea dell’artista genio.
Al rifiuto radicale dell’arte da parte dei dadaisti seguirà la sezione dedicata al sogno - una delle tematiche principali del Surrealismo - sinonimo di libertà, ma anche di introspezione e di penetrazione nell’inconscio. Ne sono un esempio i quadri subacquei del pittore Yves Tanguy, le invenzioni visionarie di Brauner, le bambole di Bellmer, le scatole delle ombre del poeta-artigiano Joseph Cornell.
Leggi anche:
• Dal nulla al sogno. Dada e surrealismo dalla collezione del Museo Boijmans Van Beuningen
• Viaggi d'arte - In Belgio per l'anno di Magritte
A tessere il dialogo tra la poetica nichilista del movimento “anti-arte” nato a Zurigo e quella, più propositiva, che ebbe come principale teorico il poeta André Breton, alcuni capolavori provenienti dal Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, che escono eccezionalmente dalla collezione - nota per i suoi vetri preziosi, i disegni antichi di Dürer, le stampe di Goya, ma anche per le opere di Picasso, Mondrian e Rothko - per approdare nella città piemontese dal 27 ottobre 2018 al 25 febbraio 2019.
Dalla collezione di Edward James, stravagante mecenate-collezionista, poeta e viaggiatore, che si divise tra la passione di Magritte e Dalí, diventando di quest’ultimo eccentrico mercante, giungono ad Alba La reproduction interdite, celebre ritratto sdoppiato allo specchio, firmato da René Magritte, opere scenografiche come il trittico di grandi dimensioni Paesaggio con fanciulla che salta la corda o la bocca-divano di Mae West di Salvador Dalí.
«In un meditato e articolato percorso - spiega il curatore Marco Vallora - la Fondazione propone, per il suo biennale appuntamento con la grande arte, una mostra di ambito internazionale, originale e diversa dalle precedenti. Perché coinvolgerà libri, poesie, riviste, pamphlets di furente polemica reciproca, spezzoni di film, frammenti di musica, legati tutti ai due movimenti, lettere e manifesti, affiancati a tele e sculture innovative e spesso di rottura, di grande suggestione e rilevanza storica».
E infatti alle fotografie, ai calendari, alle cartoline, alle riviste storiche con copertine di grande impatto grafico, firmate da artisti come Duchamp, Masson, Picasso, Ernst, si affiancheranno spezzoni o fotogrammi di film sperimentali ed anticipatori, di firme come quella del poeta Robert Desnos, del disegnatore Edmund Dulac, dei registi Luis Buñuel, René Clair, Eggeling. Senza tralasciare le sequenze realizzate da Dalí su richiesta di Alfred Hitchcock e Walt Disney.
Le opere del pittore, fabbricante di oggetti e un autore di film d'avanguardia, Man Ray, i collages astratti di Kurt Schwitters, le sculture di Hans Arp, i teleri bislacchi e provocatori del dandy spagnolo Picabia, tele dai titoli spiazzanti, esercizi di non-pittura e di anti-arte, da inquadrare in un contesto di rifiuto, sovversione e anarchia, apriranno la mostra.
In questo omaggio all’arte dada e surrealista - movimenti che condividono matrici e influenze comuni, dalle idee politiche di Sade e Marx a quelle di poeti come Rimbaud, Mallarmé, Poe - spiccano i disegni preparatori e una tela spettacolare di Dalí, ispirata al libro di Roussel Nuove impressioni d’Africa, o ancora tre diverse Boîtes di Marcel Duchamp - La boîte verte, La boîte-en-valise, À l’infinitif - in cui, a partire dagli anni Trenta, il pittore rinchiude tutta la propria opera omnia, con l’intenzione polemica e sarcastica di distruggere l’idea dell’artista genio.
Al rifiuto radicale dell’arte da parte dei dadaisti seguirà la sezione dedicata al sogno - una delle tematiche principali del Surrealismo - sinonimo di libertà, ma anche di introspezione e di penetrazione nell’inconscio. Ne sono un esempio i quadri subacquei del pittore Yves Tanguy, le invenzioni visionarie di Brauner, le bambole di Bellmer, le scatole delle ombre del poeta-artigiano Joseph Cornell.
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