Un restauro di Friends of Florence svela la reale identità di un'antica statua
Al Museo Archeologico di Firenze torna a splendere l'Afrodite "ritrovata"
L’Afrodite “ritrovata”, prima e dopo il restauro. Courtesy Friends of Florence
Samantha De Martin
18/09/2018
Firenze - Era stata inizialmente interpretata come Leda. Ma il recente restauro che ha fatto riemergere il candore del marmo, per secoli svilito dal grigio della polvere, ha restituito alla statua di Afrodite la sua reale identità, oltre che una nuova luce.
L’intervento sulla preziosa scultura del Museo Archeologico Nazionale di Firenze - realizzato grazie al sostegno finanziario della Fondazione non profit Friends of Florence con una donazione di Michael e Sandy Collins - ha consentito pertanto di compiere nuove indagini bibliografiche. Queste hanno portato all'identificazione della statua con l’opera acquistata nel 1882 dall'allora direttore del Museo Luigi Adriano Milani e proveniente dal palazzo Da Cepparello.
“Il progetto di restauro dell’opera inizialmente identificata come Leda - spiega Simonetta Brandolini d’Adda, presidente di Friends of Florence - fu presentato alla Prima edizione del Premio Friends of Florence al Salone dell’Arte e del Restauro nel 2012. Questo lavoro è stato pensato per favorire la fruizione della statua durante l'intervento, grazie alla realizzazione di un cantiere aperto e alla disponibilità del Direttore del Museo, Mario Iozzo, al suo staff e alla restauratrice Daniela Manna”.
L’Afrodite “ritrovata” è stata riconosciuta come una copia di età romana, risalente al I secolo d.C. tratta da un originale greco di età ellenistica, datato intorno al 300 a.C.
Il marmo utilizzato per scolpire il corpo, proveniente dall’isola di Paros, sarebbe diverso da quello adoperato dall’anonimo artista per realizzare la testa che, insieme alle braccia e alle gambe, sarebbe stata integrata in seguito a un restauro eseguito nel XVII o nel XVIII secolo.
Dalla sua elegante base lignea risalente ai primi dell’Ottocento, la bella Afrodite - che resterà esposta nel luogo stesso in cui è stato eseguito il restauro, all’interno del percorso al piano terreno del Museo Archeologico Nazionale - accoglie già i visitatori con il suo ritrovato sorriso.
Leggi anche:
• Restauro in vista per la statua di Leda al Museo Archeologico Nazionale
• Nuova vita alla Cappella Capponi del Pontormo
L’intervento sulla preziosa scultura del Museo Archeologico Nazionale di Firenze - realizzato grazie al sostegno finanziario della Fondazione non profit Friends of Florence con una donazione di Michael e Sandy Collins - ha consentito pertanto di compiere nuove indagini bibliografiche. Queste hanno portato all'identificazione della statua con l’opera acquistata nel 1882 dall'allora direttore del Museo Luigi Adriano Milani e proveniente dal palazzo Da Cepparello.
“Il progetto di restauro dell’opera inizialmente identificata come Leda - spiega Simonetta Brandolini d’Adda, presidente di Friends of Florence - fu presentato alla Prima edizione del Premio Friends of Florence al Salone dell’Arte e del Restauro nel 2012. Questo lavoro è stato pensato per favorire la fruizione della statua durante l'intervento, grazie alla realizzazione di un cantiere aperto e alla disponibilità del Direttore del Museo, Mario Iozzo, al suo staff e alla restauratrice Daniela Manna”.
L’Afrodite “ritrovata” è stata riconosciuta come una copia di età romana, risalente al I secolo d.C. tratta da un originale greco di età ellenistica, datato intorno al 300 a.C.
Il marmo utilizzato per scolpire il corpo, proveniente dall’isola di Paros, sarebbe diverso da quello adoperato dall’anonimo artista per realizzare la testa che, insieme alle braccia e alle gambe, sarebbe stata integrata in seguito a un restauro eseguito nel XVII o nel XVIII secolo.
Dalla sua elegante base lignea risalente ai primi dell’Ottocento, la bella Afrodite - che resterà esposta nel luogo stesso in cui è stato eseguito il restauro, all’interno del percorso al piano terreno del Museo Archeologico Nazionale - accoglie già i visitatori con il suo ritrovato sorriso.
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