In mostra da ottobre al Museo degli Innocenti
Artemisia a Firenze, il racconto della rinascita
Artemisia Gentileschi, Allegoria dell’Inclinazione, 1615-16. Olio su tela. Firenze, Casa Buonarroti
Francesca Grego
31/07/2026
Firenze - Il 10 dicembre del 1612, conclusa la drammatica esperienza del processo che seguì allo stupro da parte di Agostino Tassi, Artemisia Gentileschi partiva da da Roma alla volta di Firenze con il marito Pierantonio Stiattesi, modesto pittore, sposato per volontà del padre Orazio in nozze riparatrici. Nella città toscana sarebbe rimasta otto anni: un periodo cruciale per la sua attività artistica, culminato nel 1616 con l’ammissione all’Accademia delle Arti del Disegno, prima donna nella storia a ricevere il riconoscimento. A Firenze Artemisia si rese autonoma dall’ingombrante personalità paterna, strinse legami con scienziati come Galileo Galilei e intellettuali come Michelangelo Buonarroti il Giovane, nipote del genio rinascimentale, per il quale realizzò la luminosa Allegoria dell’Inclinazione, oltre a lavorare per il granduca Cosimo II de’ Medici e altri prestigiosi committenti. Qui la giovane ebbe finalmente modo di affermarsi come artista, libera dalla morbosa attenzione che il processo per stupro aveva catalizzato attorno a lei a Roma, e si incamminò sulla strada che l’avrebbe condotta tra i maestri della storia dell’arte.

Artemisia Gentileschi, Cleopatra, 1640-45. Olio su tela. Collezione privata, Napoli
Il prossimo autunno Artemisia torna a Firenze per raccontare questa stagione di rinascita. L’appuntamento è al Museo degli Innocenti dove, dal 21 ottobre 2026 al 4 aprile 2027, andrà in scena un’esposizione a cura di Costantino d’Orazio, Cristina Acidini e Sandro Bellesi. Tra i dipinti già annunciati figurano Giuditta con l’ancella e la testa di Oloferne (Museo di Capodimonte), la Maddalena (Sursock Collection, Beirut), Cleopatra (collezione privata) e naturalmente l’Allegoria dell’Inclinazione di Casa Buonarroti. Ma la mostra è anche un’occasione per immergersi negli ambienti artistici della Firenze seicentesca, alla scoperta di talenti poco noti al pubblico contemporaneo, da Cristofano Allori a Francesco Furini, passando per Cesare Dandini, Giovanni Martinelli, Filippo Tarchiani, Fabrizio Vannini, Lorenzo Lippi, il Volterrano, Jacopo Vignali. Sono attesi inoltre due capolavori di Caravaggio, tra i pittori preferiti dal granduca.

Artemisia Gentileschi, Cleopatra, 1640-45. Olio su tela. Collezione privata, Napoli
Il prossimo autunno Artemisia torna a Firenze per raccontare questa stagione di rinascita. L’appuntamento è al Museo degli Innocenti dove, dal 21 ottobre 2026 al 4 aprile 2027, andrà in scena un’esposizione a cura di Costantino d’Orazio, Cristina Acidini e Sandro Bellesi. Tra i dipinti già annunciati figurano Giuditta con l’ancella e la testa di Oloferne (Museo di Capodimonte), la Maddalena (Sursock Collection, Beirut), Cleopatra (collezione privata) e naturalmente l’Allegoria dell’Inclinazione di Casa Buonarroti. Ma la mostra è anche un’occasione per immergersi negli ambienti artistici della Firenze seicentesca, alla scoperta di talenti poco noti al pubblico contemporaneo, da Cristofano Allori a Francesco Furini, passando per Cesare Dandini, Giovanni Martinelli, Filippo Tarchiani, Fabrizio Vannini, Lorenzo Lippi, il Volterrano, Jacopo Vignali. Sono attesi inoltre due capolavori di Caravaggio, tra i pittori preferiti dal granduca.
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