Rientra dagli USA il celebre autoritratto giovanile dell’Urbinate
Raffaello torna a Firenze: presto nella nuova Galleria degli Autoritratti degli Uffizi
Raffaello Sanzio, Autoritratto, primi anni del 1500. Olio su tavola, 47,5 x 33 cm. Gallerie degli Uffizi
Francesca Grego
15/01/2019
Firenze - Neanche sapevamo chi fosse Raffaello e già avevamo la sua immagine stampata in mente: gli occhi pensosi, il colorito pallido, il berretto "da artista" e la chioma fluente dell'Urbinate sono entrate nella vita di generazioni di ragazzi italiani sulla copertina di un noto album da disegno. E nei suoi cinque secoli di vita l’Autoritratto del Sanzio giovanissimo ha conquistato l’ammirazione di artisti di tutto il mondo, diventando meritatamente una delle più celebri opere del Rinascimento.
Alla vigilia del cinquecentenario dalla morte del maestro, la sua icona torna a Firenze dagli States e precisamente da San Francisco, dove è stata al centro di una grande mostra.
Ad attendere il dipinto alle Gallerie degli Uffizi, dove approdò nel 1631 in eredità dalla raccolta Della Rovere di Urbino, c’è il progetto di una sezione museale dedicata ai numerosi autoritratti della collezione fiorentina, frutto di una felice intuizione del cardinale Leopoldo de’ Medici (1617-1675), che annovera tra le sue fila opere di e con Antoon Van Dyck, Diego Velàsquez, Pieter Paul Rubens, Annibale Carracci, Antonio Canova, Francesco Hayez, Gian Lorenzo Bernini, Sofonisba Anguissola, Rosalba Carriera, Joshua Reynolds, Eugène Delacroix, Jacques-Louis David.
In attesa che a primavera i nuovi ambienti siano pronti al primo piano degli Uffizi, possiamo ammirare in tutta la sua bellezza l’Autoritratto su tavola di Raffaello nella fastosa Sala di Saturno di Palazzo Pitti: quasi un museo nel museo dedicato al pittore di Urbino, scrigno di ben dieci tele nate dal suo pennello. Qui creazioni famosissime come la Madonna della Seggiola dialogano con opere di Pietro Perugino, maestro dell'artista, e di altri illustri protagonisti del suo tempo.
Spiega il direttore del museo Eike Schmidt a proposito del dipinto appena restituito: “Si tratta, dopo un disegno nelle collezioni del British Museum dove Sanzio si raffigura appena diciottenne, dell’autoritratto più giovanile dell’Urbinate. Saremo fieri di rendere questa opera uno dei cardini delle nuove sale delle Gallerie degli Uffizi”.
Alla vigilia del cinquecentenario dalla morte del maestro, la sua icona torna a Firenze dagli States e precisamente da San Francisco, dove è stata al centro di una grande mostra.
Ad attendere il dipinto alle Gallerie degli Uffizi, dove approdò nel 1631 in eredità dalla raccolta Della Rovere di Urbino, c’è il progetto di una sezione museale dedicata ai numerosi autoritratti della collezione fiorentina, frutto di una felice intuizione del cardinale Leopoldo de’ Medici (1617-1675), che annovera tra le sue fila opere di e con Antoon Van Dyck, Diego Velàsquez, Pieter Paul Rubens, Annibale Carracci, Antonio Canova, Francesco Hayez, Gian Lorenzo Bernini, Sofonisba Anguissola, Rosalba Carriera, Joshua Reynolds, Eugène Delacroix, Jacques-Louis David.
In attesa che a primavera i nuovi ambienti siano pronti al primo piano degli Uffizi, possiamo ammirare in tutta la sua bellezza l’Autoritratto su tavola di Raffaello nella fastosa Sala di Saturno di Palazzo Pitti: quasi un museo nel museo dedicato al pittore di Urbino, scrigno di ben dieci tele nate dal suo pennello. Qui creazioni famosissime come la Madonna della Seggiola dialogano con opere di Pietro Perugino, maestro dell'artista, e di altri illustri protagonisti del suo tempo.
Spiega il direttore del museo Eike Schmidt a proposito del dipinto appena restituito: “Si tratta, dopo un disegno nelle collezioni del British Museum dove Sanzio si raffigura appena diciottenne, dell’autoritratto più giovanile dell’Urbinate. Saremo fieri di rendere questa opera uno dei cardini delle nuove sale delle Gallerie degli Uffizi”.
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