Alla scoperta delle chiese romaniche
La Chiesa di San Claudio al Chienti
15/02/2002
La fine delle invasioni barbariche (IX-XI secolo), la maggior tranquillità sul territorio, le più prospere condizioni economiche insieme determinarono tra l’XI e il XIII secolo in quella porzione di territorio che oggi corrisponde alla regione delle Marche, un improvviso risveglio delle arti e in particolar modo dell’architettura.
Basti pensare ai numeri del patrimonio monumentale e paesaggistico locale, unico nel suo genere: più di duecentotrenta edifici testimoniano la grande produzione di architettura religiosa in epoca romanica.
A parlarci della storia di quel periodo saranno allora gli stessi edifici romanici che si incontrano attraversando l’intera regione e in particolare la zona lungo il fiume Chienti, tra Civitanova Marche e Tolentino.
Il breve itinerario qui illustrato prende il via dalla suggestiva chiesa di Santa Maria al Piè di Chienti, detta anche dell’Annunciata, in località Montecosaro, per poi proseguire in direzione dell’antichissima chiesa di San Claudio al Chienti, sorta sulla città romana di Pausola.
Una deviazione verso Pollenza suggerisce l'occasione della visita alla suggestiva cripta di Santa Maria di Rambona (per visitare la cripta occorre rivolgersi alla canonica vicina).
Le ragioni della florida attività architettonica vanno cercate nel passato. La regione, ripartita dopo la caduta dell’Impero romano tra l’Esarcato bizantino e i longobardi del ducato di Spoleto, fu a lungo contesa dall’Impero e dallo Stato della Chiesa, al quale venne annessa solo nel XIII secolo.
La diffusione del monachesimo (nell’altomedioevo i benedettini e a partire dal XIII secolo gli ordini mendicanti e i cistercensi) e la mancanza di un forte potere centrale, con la conseguente nascita di piccole autonomie, furono senza dubbio i due fattori che favorirono il risveglio edilizio con il conseguente sorgere di numerose chiese, edifici civili e cinte murarie.
Ma la storia locale è anche legata al ruolo di regione di confine e di passaggio: fu infatti luogo di transito tra Roma e Ravenna, le due più importanti città del Medioevo italiano, punto di sbarco per imbarcazioni provenienti dall’Oriente e quindi centro di diffusione della cultura mediorientale oltre che veneziana. Non è un caso quindi che una delle caratteristiche principali dell’architettura romanica marchigiana sia proprio la riproposizione di tipologie di diverse e lontane aree culturali.
Un giro tra queste splendide abbazie sarà senza dubbio il modo migliore per scoprire a poco a poco quanto dell’identità di questa terra sia da ricercare in questo suo lontano e affascinante passato.
VEDI ANCHE
-
Mondo | Un antico delitto torna in scena a Vienna
Giallo al Kunsthistorisches Museum. L’assassina è Cleopatra?
-
programmi dal 19 al 25 ottobre
La settimana dell’arte in tv, da Caravaggio a Picasso
-
Mondo | Una mostra all'Ashmolean di Oxford fino all'11 aprile 2027
Afrodite, le metamorfosi della dea dell'amore
-
Quando guardare un'opera diventa una terapia: la scienza lo conferma
Ventisette secondi non bastano davanti a un quadro. L'arte che cura, secondo la scienza
-
In mostra al Must dal 29 ottobre all’11 dicembre
La Dama col liocorno di Raffaello vola in Lombardia
-
I programmi dal 5 all’11 ottobre
La settimana dell’arte in tv, tra Assisi, Gibellina, Matera
LA MAPPA
NOTIZIE