Gemine Muse 2003
Opera d'arte in mostra al Gemine Muse
27/11/2003
A proposito dei giovani artisti, lei avverte ancora il pregiudizio della sudditanza dell’arte contemporanea all’arte storica.
V.B. “Questo è un pregiudizio abbastanza radicato sotto tutti i punti di vista. Il pubblico italiano è talmente viziato nel godimento dell’arte storica che ha meno interesse per l’arte contemporanea.
Da qualche anno iniziative e musei di arte contemporanea stanno sorgendo un po’ ovunque, ci sono piccole iniziative, anche robuste talvolta diffuse sul tutto il territorio.
L’Arte Povera è una delle tendenze internazionali più importanti, che furoreggia anche a livello di esposizioni e di fiere internazionali. Non penso che si possa affermare che l’Italia sia seconda all’America piuttosto che all’Inghilterra. I giovani hanno dimostrato libertà, la loro creatività è molto disinibita. Gemine ha voluto mettere sullo stesso piano, in modo anche provocatorio il giovane artista e l’artista del passato cui fa riferimento o comunque che entra in gioco nel suo contro canto con l’opera antica. Questo ha agevolato proprio uno stimolo e un’invenzione che non ha dimostrato in alcun modo un complesso di inferiorità o un complesso di deferenza ‘feticistico’ nei confronti dell’opera del passato. Proprio per il caso di Gemine non posso avvallare questa tesi, i giovani non hanno dimostrato una subalternità e semmai hanno usato l’importanza dell’opera, cui hanno fatto riferimento per aumentare il proprio tasso di creatività. ”
Rispetto al flusso dei visitatori avete approntato un sistema statistico, sono previsti dei report, della analisi sul gradimento e frequentazione delle varie realtà espositive?
V.B. “L’anno scorso è stato un anno di rodaggio, sappiamo a conti fatti che il numero di visitatori è stato di oltre 150mila persone. In questa edizione cercheremo di approfondire cosa è successo, anche se ogni realtà ha avuto dei comportamenti diversi. In buona parte il momento più importante di picco per le visite e di interesse è quello dell’inaugurazione. Durante le vernici c’è stato spesso una performance. un momento di creatività espansiva, di coinvolgimento rispetto al pubblico. Succedono delle cose veramente aliene nei contesti dei musei attraverso questa presenza dei giovani; credo che la fortuna e il gradimento di questa manifestazione sia anche un po’ inspiegabile, perché mette in gioco tutte queste calorie nuove”.
Quali sono i progetti tiene in serbo per il futuro?
V.B. “Sono appena uscita da una mostra alla quale ho dedicato un anno di lavoro e passione ‘La grande svolta. Viaggio negli anni ‘60 in Italia ’ presso il Palazzo della Ragione a Padova sugli anni Sessanta, in un certo senso il nostro Ottocento e le grandi trasformazioni nell’arte.
Nel futuro continuerò a seguire i giovani. Sto preparando inoltre alcuni seminari pubblici sulle trasformazioni che avvennero tra la fine degli anni ‘60 e gli inizi degli anni’ 70. Infine, nel 2004, la prossima edizione di Gemine Muse”.
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