Itinerario della mostra

courtesy © Soprintendenza Archeologica per la Toscana - Sez. Egizia, Firenze | Iside con corona sul trono con Horo
 

04/12/2000

“Cleopatra: regina d’Egitto” si apre con la descrizione della grandiosa città ellenistica di Alessandria. Capitale del regno egizio, sede politico-commerciale di grande rilevanza strategica per l’Oriente e centro di propagazione culturale, Alessandria fu il contesto ideale e il giusto sfondo per l’educazione della regina. Dal ricordo della città orientale si giunge alla seconda sezione della mostra. Nell’ambiente calato in un’atmosfera buia e illuminato da una luce bluastra spiccano i ritratti dei re e delle regine succeduti al trono di Alessandro. Da notare il ritratto idealizzato di Alessandro, realizzato post-mortem, che lo rappresenta nelle vesti di un giovane dio volitivo: tipologia in uso fino ai tempi di Adriano. L'opera permette un confronto con la tradizione ritrattistica in stile ellenistico di età tolemaica, superata dal ritorno ad uno stile più severo imposto dalla stessa Cleopatra. Il tragitto conduce il visitatore all’interno di una piccola piramide, al cui centro è posizionata la statua a tutto tondo più interessante dell’esposizione: il ritratto di Cleopatra proveniente dall’Hermitage di San Pietroburgo. I recenti scavi condotti ad Alessandria hanno portato alla luce diverse opere scultoree che ritraggono il volto di Cleopatra secondo una doppia iconografia: in veste di Iside dal gusto faraonico e austero e acconciata “alla greca” in veste di sovrana ellenistica. L’esposizione prosegue con una serie di ritratti di Cesare, Ottaviano e Cesarione. Sono inoltre visibili le rare immagini di Antonio, distrutte in seguito alla battaglia di Azio (31 a.c.) che segnò la fine del progetto politico del triumviro in Oriente e la sconfitta di Cleopatra. La battaglia è ricordata da alcuni rilievi in marmo e dalla prua di una nave. Si segnalano inoltre numerosi gioielli e oggetti di lusso che dimostrano il grado di raffinata civiltà raggiunto sotto il regno della sovrana d’Egitto. La mostra si conclude con la rappresentazione della misteriosa morte di Cleopatra, segnata dal gesto teatrale del morso dell’aspide, deliberato in seguito al suicidio dello stesso Antonio. L’ultima sezione della mostra si concentra sulle influenze esercitate dalla presenza della corte alessandrina a Roma nel campo della moda, dell’arte e del rituale religioso. A quel tempo nella capitale vennero eretti templi dedicati a Iside e Serapide, obelischi, rilievi e statue faraoniche furono portati nella capitale dell’Impero. Il sincretismo religioso e l’introduzione del culto delle divinità egizie sottolineano l’esigenza di una spiritualità più profonda e rassicurante. Di notevole interesse storico-artistico la sezione dedicata alla ricostruzione del Tempio di Iside in Campo Marzio, i mosaici nilotici e gli affreschi di soggetto analogo, provenienti da Ercolano e Pompei. Nell’ultima sala è presente un’interessante ricostruzione della Biblioteca di Alessandria, mentre al centro della stanza spicca una sfinge di rara bellezza.

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