Kandinsky a Milano
White Zig Zag di Wassily Kandinsky
27/03/2007
Kandinsky torna in italia: 42 opere - olii su tela, pastelli ed acquerelli- sono esposte a Palazzo Reale a 60 anni esatti di distanza da Arte Astratta e Concreta, prima grande mostra sul tema nell’ Europa del dopoguerra (a cura di Max Huber, ed al suo fianco Ettore Sottsass). Allora, nel 1947, Palazzo Reale consacrò l’affermarsi di un nuovo linguaggio nell’arte.
Oggi che l’esigenza è di illuminare il percorso ed il valore storico dell’astrattismo in Italia, assume a referente il grande maestro russo, il primo a teorizzare la “necessità interiore” come fondamento della vera arte, ed a lasciarsi alle spalle la rappresentazione della realtà per liberare composizioni di forme e colori.
“La parola ‘composizione’ mi sembrava sempre commovente. .. Questa parola agiva su di me come una preghiera. Mi riempiva di rispetto” scriveva Kandinsky in “Sguardo al passato”.
E “Composizione VII” del 1913, opera considerata punto d’arrivo ed insieme matrice della ricerca su forma e colore, apre simbolicamente il percorso espositivo, che si articola poi in due blocchi principali, scanditi ancora da due mostre.
Il primo blocco va dagli anni ’30 alla prima metà dei ’40, e si inaugura con la personale dedicata a Kandinsky dalla Galleria milanese Il Milione nel 1934.
In realtà Kandinsky neppure scese in Italia in occasione della mostra, che tuttavia è giudicata di forte impatto sugli sviluppi dell’arte del nostro paese, allora incentrata piuttosto sul neoplasticismo di Mondrian e Van Doesburg.
La lezione sull’uso del colore e delle forme geometriche de Lo Spirituale nell’Arte si riflette nelle 170 opere in mostra, di circa 50 artisti tra cui Bruno Munari, Lucio Fontana, Osvaldo Licini, Mario Radice, e Manlio Rho, che nel suo primo dipinto astratto si richiama a “Lilla-Viollet” (1932) di Kandinsky.
La seconda area della mostra ruota intorno alla fine dei ’40 fino ed ai primi ’50, con la retrospettiva che la Biennale di Venezia dedica al maestro russo, negli anni della costituzione di Forma 1 a Roma (1947), del Movimento Arte Concreta a Milano (1948).
Tra gli artisti in mostra, Carla Accardi, Pietro Dorazio, Gastone Novelli, Enrico Prampolini, Pietro Consagra e Mario Nigro.
L’omaggio a Wassilli Kandinsky apre le sale di Palazzo Reale ad ospitare una delle principali ricostruzioni del fenomeno dell’astrattismo in Italia.
Fino al 10 giugno.
Michela Saputi
Oggi che l’esigenza è di illuminare il percorso ed il valore storico dell’astrattismo in Italia, assume a referente il grande maestro russo, il primo a teorizzare la “necessità interiore” come fondamento della vera arte, ed a lasciarsi alle spalle la rappresentazione della realtà per liberare composizioni di forme e colori.
“La parola ‘composizione’ mi sembrava sempre commovente. .. Questa parola agiva su di me come una preghiera. Mi riempiva di rispetto” scriveva Kandinsky in “Sguardo al passato”.
E “Composizione VII” del 1913, opera considerata punto d’arrivo ed insieme matrice della ricerca su forma e colore, apre simbolicamente il percorso espositivo, che si articola poi in due blocchi principali, scanditi ancora da due mostre.
Il primo blocco va dagli anni ’30 alla prima metà dei ’40, e si inaugura con la personale dedicata a Kandinsky dalla Galleria milanese Il Milione nel 1934.
In realtà Kandinsky neppure scese in Italia in occasione della mostra, che tuttavia è giudicata di forte impatto sugli sviluppi dell’arte del nostro paese, allora incentrata piuttosto sul neoplasticismo di Mondrian e Van Doesburg.
La lezione sull’uso del colore e delle forme geometriche de Lo Spirituale nell’Arte si riflette nelle 170 opere in mostra, di circa 50 artisti tra cui Bruno Munari, Lucio Fontana, Osvaldo Licini, Mario Radice, e Manlio Rho, che nel suo primo dipinto astratto si richiama a “Lilla-Viollet” (1932) di Kandinsky.
La seconda area della mostra ruota intorno alla fine dei ’40 fino ed ai primi ’50, con la retrospettiva che la Biennale di Venezia dedica al maestro russo, negli anni della costituzione di Forma 1 a Roma (1947), del Movimento Arte Concreta a Milano (1948).
Tra gli artisti in mostra, Carla Accardi, Pietro Dorazio, Gastone Novelli, Enrico Prampolini, Pietro Consagra e Mario Nigro.
L’omaggio a Wassilli Kandinsky apre le sale di Palazzo Reale ad ospitare una delle principali ricostruzioni del fenomeno dell’astrattismo in Italia.
Fino al 10 giugno.
Michela Saputi
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